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Wildays Badlands: il festival dei motori

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Si è appena conclusa con successo la terza edizione di Wildays – Badlands, il festival che richiama appassionati di motori, natura e musica da tutto il mondo, quest’anno con una forte attenzione verso il motociclismo femminile

È giunta al termine la terza edizione di Wildays – Badlands, il festival internazionale dedicato ai motori, alla musica, alla natura e al food. Il festival si è tenuto anche quest’anno all’interno dell’Autodromo Riccardo Paletti di Varano de’ Melegari.

Questa edizione ha portato importanti conferme e grandi novità: prima tra tutti, l’apertura al mondo delle 4×4 classiche e delle auto americane storiche, con area espositiva e tour tra le colline della Val Ceno.

Non solo motociclette

Non solo motociclette quindi, a Wildays-Badlands anche quest’anno ha partecipato un vasto pubblico proveniente da 10 paesi diversi che hanno scelto Varano de’ Melegari come meta per trascorrere 3 giorni all’insegna della natura, del divertimento e del buon cibo.

All’interno dell’area c’è stata anche l’importante presenza di sponsor e partner del mondo lifestyle, che hanno riscosso un grande successo tra il pubblico, rendendo Wildays un festival sempre più trasversale e aperto a tutti. Tra i principali sponsor e partner: Chioma Barberia, Casio G-Shock, Velasca e Wild Turkey Bourbon.

Sempre all’interno dell’area espositiva, hanno partecipato per il mondo 4×4 il marchio Jeep, Club Alfa Matta, Jeep Vintage, Classic Car Invest e il Jeepers Club di Milano.

Molto importante anche la partecipazione di Malossi e di Vibrazioni Art Design che hanno portato un valore aggiunto all’evento.

Più di 350 test ride

Durante i 3 giorni di festival si sono svolti più di 350 test ride a cura delle case madri presenti all’interno dell’evento: Yamaha, Kawasaki, Indian Motorcycle, Mutt Motorcycle e Royal Enfield.

Sono scesi in pista più di 150 piloti nelle discipline dell’Enduro e Flat Track, oltre a 34 piloti che hanno partecipato al campionato italiano di accelerazione Sprint Race Championship, organizzata da Christian Amadio.

Al Wildays – Badlands spazio alle ragazze in moto

Un evento con una forte presenza femminile, grazie all’European Lady Riders Weekend, che ha valorizzato il motociclismo femminile, permettendo l’ingresso gratuito a tutte le lady biker.

Durante la kermesse si sono svolte anche le selezioni ufficiali di Chica Loca, che hanno messo alla prova 20 lady rider per selezionare il prossimo team che prenderà parte al Motorally in Oman, nel 2020. Oltre a Chica Loca si sono svolti anche i corsi di guida di Donne in Sella, i talk e gli incontri di Women Motors Bootcamp e Petrolettes, oltre ai laboratori di Donne Special.

Wildays Badlands

Wildays Badlands

Decisamente ampliata era anche l’area camping con il Forest Camp e il Wild Glamp. Numerosi i camper e ben 30 tende Glamping, raddoppiate rispetto alle precedenti edizioni.

È un festival che interessa anche la stampa nazionale e internazionale. In questa terza edizione infatti hanno partecipato più di 50 giornalisti, blogger e fotografi da tutta Europa.

Fin dalla sua prima edizione, Wildays si è posto come un festival in cui tutti diventano protagonisti. Questa caratteristica è confermata ancora di più in questa seconda edizione ricca di successi, che ha fatto divertire tutti. Wildays ha permesso al pubblico di scoprire le bellezze dell’Appennino emiliano, e di scoprire le ultime novità dei marchi e brand presenti.

Come sempre, per tre giorni regna un’atmosfera di amicizia, divertimento e libertà: un grande festival che il pubblico, soprattutto internazionale, attende ogni anno.

Redazione Fuel

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Queen Trophy 22-23-24 maggio: itinerario e sorprese

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Queen Trophy. Circa 470 km soft\hard per l’Appennino Umbro-Marchigiano. Prima tappa Bevagna – Frontone. Seconda tappa: notturna verso Gubbio per la Festa dei Ceri e arrivo a sorpresa. Il percorso sarà tracciato con GPS Garmin. Rimangono 20 posti. Percorso adatto alle moto “dual sport” e bicilindriche.

Queen Trophy . Sabato 23 appuntamento alle 7:30; alle 8:00 spostamento dal village (Bevagna) a Rasiglia (paese d’arrivo nel 2019) per il kick-off. Lo sterro inizia subito dopo Foligno: snodo per itinerario soft\hard. Tratta da smanettoni verso Cancelli. Dopo 170 km pranzo fronte lago; la sera arrivo a Frontone attraverso Montaiate e Serra San Abbondio.

Domenica 24 ritrovo alle 4:00, partenza alle 4:30 per una (semi) notturna sui monti al chiaro di luna e colazione all’alba. Pranzo a Gubbio dopo l’immersione ne “La festa dei Ceri”. Termine con tappa a sorpresa; si ricorda che fine Q.T: 2020 e inizio Q.T. 2021 coincideranno, come da tradizione.

Il percorso del Queen Trophy nel dettaglio

Sabato 23 durante il trasferimento Bevagna – Rasiglia si attraversa Foligno, inizialmente su asfalto. Lasciando la pianura Spoletina ci si imbatte negli sterrati che presto si biforcano. Un percorso standard e uno hard.

“Un tour libidinoso già dal principio”  dice Pompei, l’organizzatore.

Partiti da Rasiglia ci si imbatte in un borgo quasi inanimato, fra una scenografica corona di monti. Il panorama mostra rigogliosi boschi di lecci, querce e faggi; promontori che aprono la visuale sugli Appennini centrali.

Sulla tratta verso Cancelli un tratto da smanettoni, pensato proprio per gli amanti dello sterro “duro” che prediligono la versione hard.

Tutte le strade, tuttavia, portano al ristoro “Le fonti del Giano”, per un bivacco fronte lago dopo quasi 170 km già percorsi.

Il pomeriggio si attraversa Montaiate verso Serra San Abbondioper giungere infine a Frontone. La cena si terrà nella locanda dell’omonimo castello.

Domenica 24 adunata e partenza in notturna. La colazione all’alba immersi nella natura precede un’intera giornata di montagne russe: saliscendi tra colli e valli, con uno scorcio sulle Gole del Furlo e sull’Adriatico.

Rientro in Umbria su tratti dal fondo viscido che richiederanno tecnica e attenzione. Poi, sbucando su “La Contessa” (dalla provincia di PU) si punta Gubbio per pranzo.

Pompei ha voluto dare un quid culturale all’evento, portando i suoi partecipanti a scoprire la Festa dei Ceri, prima di banchettare alla “eugubina”.

Dopo le libagioni si prosegue fino all’ultima pietra miliare: località a sorpresa che, come da tradizione del Q.T., segnerà la fine di questa edizione e l’inizio della prossima.

Iscrizioni in chiusura: posti disponibili circa una ventina – su 130 disponibili.

Con il patrocinio di Comune di Gubbio, Comune di Bevagna, FMI, Comune di Serra S.Abbondio, Comune di Frontone.

Il Queen Trophy è dedicato alla memoria di Francesco Colombo: cittadino di Bevagna, motociclista, fondatore della Tucano Urbano.

Info: https://motoclubpepebevagna.it/

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Abbigliamento da moto “certificato” come funziona

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In passato ci si fidava del marchio, oggi sono invece le norme europee di certificazione a stabilire le reali capacità protettive di un capo di abbigliamento da moto.

Grazie al lavoro di designer, tecnici e progettisti, WHEELUP, durante l’ultimo anno, ha adeguato i capi d’abbigliamento da moto dei propri marchi ai requisiti imposti dagli Enti Certificatori.

Tutti i capi di abbigliamento tecnico da moto sono considerati come Dispositivi di Protezione Individuale. E, come tali, devono essere testati e certificati secondo la norma prEN 17092.

Questa certificazione prevede cinque differenti classi a seconda dell’utilizzo del capo. Queste classi permettono di identificare le diverse tipologie di prodotti e aiutano il cliente finale a scegliere quello più adeguato alle sue esigenze.

Come funziona la certificazione per l’abbigliamento da moto, le cinque classi.

AAA: capi idonei anche all’uso professionale, sia per impatto sia per abrasione con protezioni certificate inserite obbligatoriamente. AA: capi di eccellente protezione, sia per impatto sia per abrasione con protezioni certificate inserite obbligatoriamente. A: capi di alta protezione, sia per impatto sia per abrasione con protezioni certificate inserite obbligatoriamente. B: capi protettivi solo da abrasione, senza protezioni certificate. C: capi protettivi solo da impatto (ovvero solo “contenitore” di protezioni certificate)

I test effettuati dall’Ente Certificatore, devono essere superati sotto tutti gli aspetti. Questi sottopongono il capo a diverse prove, tra cui abrasione, strappo, test chimico, resistenza delle cuciture, della zip, check-up, vestibilità. 

Quando tutti i precedenti test risultano completati con esito positivo, l’Ente Certificatore con l’emissione del Certificato dichiara che il capo è conforme alla normativa, diventando quindi un DPI ovvero Dispositivo di Protezione Individuale.

Sotto questo importante aspetto, per Wheelup e i suoi brand Mtech, Alike, Zonzo e Stud75, l’ultimo anno ha rappresentato un punto di svolta.

Designer, tecnici e progettisti hanno lavorato costantemente per adeguare materiali e requisiti al livello imposto dagli Enti preposti alla certificazione. Un percorso tortuoso e difficile, che ha permesso di acquisire nozioni tecniche e competenze che confermano la qualità e sicurezza dei propri prodotti.

In passato il motociclista era costretto a “fidarsi della marca”, senza avere garanzie specifiche sul prodotto. Oggi può invece affidarsi con totale sicurezza a questa certificazione.

Certificazione garantita dall’etichetta di cui ogni capo deve essere provvisto. E che dichiara che un Ente preposto alla certificazione, riconosciuto a livello Europeo, ha effettuato tutti test necessari per valutarne le caratteristiche chimico/meccaniche e di vestibilità. Viene inoltre testata la capacità di resistenza a impatto e abrasione, determinando il grado di protezione.

A questo proposito, tutti i capi certificati presenti nei punti vendita Wheelup sono dotati di specifiche etichette e manuali di chiara comprensione.

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Harley-Davidson Softail standard: sempre al meglio

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Harley Davidson Softail. Le performance del propulsore Milwaukee-Eight V-Twin e il “Bobber Style” pronti per essere customizzati

La inedita Harley-Davidson Softail Standard offre un’esperienza di guida in puro stile Harley-Davidson. Fanno colpo il sinuoso profilo Bobber, le prestazioni dinamiche del telaio Harley-Davidson Softail a cui si aggiunge la potenza inarrestabile del propulsore Milwaukee-Eight V-Twin.

Il classico Vivid Black è illuminato da brillanti cromature e da finiture lucide.

Il modello Softail Standard è una moto Harley-Davidson presentata nella sua essenza più pura.

Il contrasto tra componenti neri e lucidi dona alla Softail Standard un look al contempo classico ed essenziale. Disponibile esclusivamente in Vivid Black, il modello Softail Standard è dotato di sella monoposto con parafango posteriore corto e serbatoio da 13 litri che lascia risaltare telaio e  motore.

Harley Davidson  and couple
MY20.5 Location Photogaphy Capture

Harley Davidson Softail nei dettagli

Il gruppo propulsore catalizza l’attenzione con il motore Milwaukee-Eight 107 completamente nero, esaltato da elementi lucidati. Un coperchio filtro dell’aria tondo catalizza ancor di più l’attenzione sul gruppo propulsore. Lo scarico 2 in 2 cromato enfatizza il profilo lungo e basso che connota la gamma Softail. I cerchi cromati a raggi (anteriore da 19 pollici e posteriore da 16 pollici) offrono uno stile aggressivo e abbagliante. L’avantreno completamente lucidato fa risaltare il nero della moto e di dettagli quali il faro e il parafango. Il manubrio mini-ape permette al rider di stare in posizione “pugni al vento”. La strumentazione elettronica compatta con display digitale è posizionata nel riser manubrio e rende il design frontale della moto ancora più pulito e ordinato.

Harley Davidson  on the street
MY20.5 Location Photogaphy Capture

La solida base Softail

Il telaio Softail Harley-Davidson conferisce al modello Softail Standard una solidità incomparabile. La struttura in acciaio è ottimizzata per conferirle rigidità e leggerezza.

Il gruppo propulsore saldamente ancorato migliora ulteriormente la rigidità del telaio.

Il forcellone Softail è progettato per essere rigido, permettere una guida dinamica e contribuisce a donare l’aspetto di un classico telaio hardtail.

La sospensione posteriore prevede un monoammortizzatore a spirale con tecnologia a emulsione, occultato sotto la sella. La regolazione del precarico delle sospensioni viene effettuata semplicemente rimuovendo la sella per accedere al corpo dell’ammortizzatore.

La sospensione anteriore a tecnologia “dual bending valve” risponde rapidamente agli input per migliorare le prestazioni di frenata e maneggevolezza. I freni a disco anteriori e posteriori offrono una potenza frenante sicura.

black helmet with Harley Davidson

La potenza Milwaukee-Eight

Il motore Milwaukee-Eight 107 V-Twin offre prestazioni stimolanti e il look, il sound e le emozioni tipici della classica Harley-Davidson.

I contralberi di bilanciamento riducono le vibrazioni primarie al minimo per migliorare il comfort del motociclista.

Le teste cilindro a quattro valvole forniscono un ampio flusso d’aria consentono un rapporto di compressione di 10,0:1 per una sempre intensa ed appagante coppia e accelerazione.

Come una tela bianca, da personalizzare come vuoi

Un’aggiunta di metà anno alla gamma Harley-Davidson 2020 al prezzo di €13.900, il modello Softail Standard è un entry level interessante per avvicinarsi ai Big Twin Harley-Davidson ed è come una tela bianca che si presta alla personalizzazione.

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