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Suzuki Jimny e Suzuki Jimny Gan. Il Diavolo e l’Acquasanta

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Suzuki Jimny

Trasgressivo nel fuoristrada, docile in città, il piccolo fuoristrada Suzuki Jimny ha da sempre lo spirito e la filosofia dell’unico e solo 4×4 compatto e leggero. Ma può raggiungere i massimi livelli, se a metterci le mani è un celebre preparatore off-road come il team Zanfi

Suzuki Jimny è nato negli anni ’70, ma non è un veicolo d’epoca. Anzi. Il fuoristrada ultra-compatto Suzuki Jimny arrivato in perfetta forma alla sua quarta generazione. Oggi più di allora affronta strade dissestate e raggiunge luoghi apparentemente inarrivabili all’insegna dell’off-road, anche estremo. E allo stesso tempo, può candidarsi come auto da città dal glamour per molti irresistibile.

Come il diavolo e l’acqua santa, il “suzukino” – nomignolo che gli è stato dato dai tantissimi fan – unisce due utilizzi agli antipodi e apparentemente inconciliabili.

Suzuki Jimny off road con dimensioni super compatte da utilitaria

Il merito? Indubbiamente nelle dimensioni super compatte da utilitaria che gli permettono di muoversi con prontezza negli spazi ristretti dei percorsi sterrati e cittadini che i grossi fuoristrada e tantomeno i SUV non riescono a fronteggiare, come per le sue doti di 4×4 facile da utilizzare; anche per la guida alta, oggi sempre più richiesta da chi preferisce dominare la strada.

Suzuki Jimny

Suzuki Jimny

Tutto questo, con il look accattivante da vero fuoristrada in scala ridotta

Ecco quindi la linea piacevolmente retrò che riprende, abbinate a nuovi colori, compresa una verniciatura bicolore, le forme squadrate dei modelli degli anni ’70 e ’80 con l’iconica mascherina a cinque feritoie che dà al frontale verticale un caratteristico family feeling, le fiancate piatte, i passa-ruota allargati e il portellone verticale con la ruota di scorta esterna che riesce a contenere la lunghezza totale in 3 metri e 65. Gli interni sono pratici, ma per niente spartani, progettati per resistere all’uso più intenso.

L’abitacolo è spazioso per chi sta davanti, che ha poltrone comode e che si riscaldano. Meno confortevoli i due posti dietro, pur sempre ben dimensionati e panoramici. Quasi simbolico il bagagliaio col divano posteriore in uso. Quindi, per i weekend off-road, meglio partire in due. Certo utilizzarla soprattutto su asfalto richiede un minimo di assestamento nella guida. In particolare per chi ha poca dimestichezza con mezzi come questo progettati pensando in prima battuta allo sterrato, alla montagna, al fango, alla neve.

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Suzuki Jimny indole da vero furoistrada

E l’indole da vero fuoristrada è subito evidente dai 21 centimetri che la separano dal suolo.  Poi, naturalmente, c’è la trazione integrale 4WD Allgrip Pro inseribile manualmente con tanto di ridotte, il robusto telaio a longheroni, le sospensioni a ponte rigido a mettere le distanze con i vari SUV e Crossover.

È diventato anche meno rude sull’asfalto

Con l’arrivo lo scorso anno della quarta generazione, Jimny è diventato anche meno rude sull’asfalto, senza per questo sacrificare le performance nell’off-road, grazie all’aumentata rigidità del telaio, che si è tradotta in una maggiore precisione e stabilità di guida, mentre l’ammortizzatore di sterzo e le sospensioni modificate, garantiscono maggiore comfort.

Il nuovo motore 1.5 a benzina 4 cilindri in linea da 102 CV assicura poi maggiore efficienza, sia col cambio manuale a 5 rapporti + ridotte, che con quello automatico sempre con riduttore. A fare la differenza con le precedenti generazioni, anche l’ingresso di nuove tecnologie come i fari a LED con abbaglianti automatici definiti da Suzuki Italia “non-ti-abbaglio”. 

Il display  7” del sistema multimediale, a fianco della strumentazione analogica volutamente  retrò e la lunga sfilza di sistemi di assistenza alla guida più evoluti, come il “guida-dritto” (mantenimento della corsia). Si aggiunge “occhio-al-limite” (riconoscimento dei cartelli stradali e dei pedoni), e per la prima volta su una vettura Suzuki, “attento-frena” (frenata autonoma d’emergenza) e “resta-sveglio” (monitoraggio dei colpi di sonno). E non costa neppure un botto: 22.900 euro che salgono a 24.400 con cambio automatico.

Suzuki Jimny

Suzuki Jimny

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Suzuki Jimny Gan

Questo Jimny elaborato assieme ad un modello gemello da Zanfi (www.zmode.it), uno dei più celebri marchi nelle preparazioni off-road, è stato presentato da Suzuki a giugno al Salone dell’Auto di Torino in allestimento “Gan”. In giapponese significa forte, testardo. Jimny Gan rappresenta quindi la “testardaggine” di un fuoristrada duro e puro, che non indietreggia di fronte agli ostacoli lungo la sua marcia.

Il suo design può essere identificato con il termine “Kiru”: un taglio stilistico unico che fonde modernità e tradizione. Di sicuro, l’intervento del team Zanfi, ha “acceso il diavolo” a questo Suzuki 4×4 con un “maquillage” tecnico ed estetico che lo ha reso ancora più inarrestabile e trasgressivo.

Per magnificarne l’aspetto off-road, l’allestimento prevede all’esterno una griglia elastica porta-cavo assicurata al cofano motore, una fascia laterale parasassi color antracite chiaro che riprende la tonalità dei cerchi e riporta il Kanji “Gan” presente anche sulla copertura della ruota di scorta.

Personalizzazione

La personalizzazione dei due esemplari esposti riportava anche i numeri #13 e #17, a sfida della scaramanzia. L’abitacolo è impreziosito da un ricercato rivestimento di colore nero con inserti in Alcantara traforato con trama grigio ghiaccio.

Lo stesso rivestimento ricopre le maniglie interne e la plancia, sempre con cuciture a contrasto silver, mentre personalizzano i sedili il Kanji “Gan” e il logo Jimny. Non da meno le trasformazioni sotto il vestito; con un assetto rivoluzionato e rialzato di 100 mm, con molle, ammortizzatori, barre Panhard e bracci nuovi e un’altezza minima da terra di ben 310 mm.

Gli interventi firmati Zanfi si ritrovano anche nella barra anti-rollio che si sgancia, negli alberi della trasmissione rinforzati, nei differenziali protetti da paratie saldate e nei distanziali da 30 mm sulle ruote, che montano pneumatici tassellati 235/75.

Il prezzo? Nel listino Suzuki Italia aggiornato a fine luglio non era inserito e neppure è stato comunicato se verrà introdotto come versione speciale. Comunque, indicativamente è ipotizzabile un aumento dal prezzo di listino intorno ai 6-7 mila euro.

Andrea Bruno Ciattini

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La Morgan Three Wheeler è un Mutante a 3 Ruote

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Morgan Three Wheeler

In un riuscito, esclusivo e costoso mix, la Morgan Three Wheeler riporta alla mente i personalissimi spider retrò a quattro ruote di questo cult brand. E rimanda anche alla fusoliera di un caccia della Seconda Guerra Mondiale, come d’altronde al glamour di una cafe racer

Parlando della Morgan Three Wheeler va fatto un necessario rimando al passato. Infatti per certe persone il tempo si è fermato agli ultimi decenni dello scorso millennio, per altri ancora prima. Ma è  per loro che l’inglese Morgan produce e vende, con immutato successo da oltre 110 anni, veicoli dall’inconfondibile carisma, in un mix di artigianato, tradizione, sportività e quanto basta di tecnologia moderna.

Tutto nasce nel 1909 da H.F.S Morgan, con il design dell’iconica Morgan a tre ruote: un prototipo che montava un motore da moto e una semplice trasmissione inseriti in un telaio e una carrozzeria leggeri.

Morgan Three Wheeler

Nel 1936, la Morgan Motor Company aggiunge alla produzione anche il celeberrimo spider a quattro ruote Morgan 4-4. Nel 2011, dopo un’assenza di oltre 50 anni, il brand d’Oltremanica ha reintrodotto in un riuscito restyling, ma sempre in stile inglese puro, la capostipite Morgan Three Wheeler prodotta a oggi per una super selezionata clientela in oltre 2.000 esemplari.

Creatura fantastica dalle molteplici forme, la Morgan Three Wheeler ha in sé tutto il DNA Old England della Casa madre, mutato con richiami all’aeronautica e al mondo delle moto. In particolare, sono evidenti i rimandi alla fusoliera dello Spitfire, il famoso caccia inglese della seconda guerra mondiale e agli iconici elementi che identificano certe cafe racer.

foto storica

Unica e inimitabile

Progettata in termini minimalisti, l’attuale Morgan Three Wheeler è sfacciatamente unica e inimitabile. Indubbiamente per il suo “cool British” e certe caratteristiche tecniche che la rendono del tutto e assolutamente diversa da qualsiasi altra cosa che possa viaggiare sulla strada.

Perfezionando il design originale e adottando una moderna tecnologia, la Morgan Three Wheeler è equipaggiata con motore motociclistico da 1.998 cc V-twin dell’americana S&S, montato trasversalmente in bella vista sul fronte della carrozzeria con cambio Mazda a 5 velocità.

Morgan Three Wheeler

British Cool

Dal forte impatto visivo, la Morgan Three Wheeler è stata scelta di recente da Aspinal of London. Aspinal è un designer, produttore e rivenditore londinese di pelletteria di lusso. L’evento è stato il lancio della Collezione Aerodrome ispirata al leggendario caccia Spitfire che ha avuto come testimonial e pilota dell’evento il famoso fotomodello David Gandy e tre Morgan Three-Wheeler, dal look molto simile a quello dell’aereo da caccia, personalizzate con portapacchi e specifici sticker.

La carrozzeria della Morgan Three Wheeler

La carrozzeria in alluminio, costruita interamente a mano, è realizzata su una struttura in legno di frassino. Mentre un robusto telaio in acciaio tubulare e due barre per il ribaltamento, circondano il posto guida e quello del passeggero.

Con un peso a secco di soli 585 kg, i 68 CV del motore Euro4 bastano e avanzano, permettendo performance di tutto rispetto: 0-100 km/ h (0-62 mph) in 7 secondi e velocità massima di 185 km/h (116 mph).

Morgan Three Wheeler

Realizzato a mano all’interno della factory, il compatto abitacolo senza tetto e portiere ha due minuscoli parabrezza ed è imbottito in pelle, come la selleria rifinita con cuciture trapuntate dei due posti. La  strumentazione in stile aeronautico al centro, ha il pulsante dello start nascosto sotto uno sportellino che ricorda quello per il rilascio delle bombe sui caccia.

Molte le somiglianze con una moto: motore, suono, olfatto, ma anche la sensazione di libertà che nasce dal contatto con la strada e dall’inimitabile piacere della diretta esposizione agli agenti atmosferici.

corse auto

La Morgan Three Whealer è un cycle-car

La Morgan Three Wheeler in effetti non è un’auto, ma per il Codice della Strada una “cycle-car” o triciclo motorizzato. Quindi niente targa anteriore, ma solo quella da moto. Il casco non è obbligatorio, ma può essere utile, mentre sono indispensabili grandi occhiali. Meglio quelli da aviatore.

È disponibile anche in Italia, attraverso l’importatore ufficiale Borghi di Milano e le concessionarie accreditate Petri Corse di Firenze e Trivellato di Padova. Non alla portata di tutti il prezzo di listino, indicativamente di 47.374 euro franco fabbrica, compresa l’IVA al 22%. Quello definitivo verrà calcolato in base al cambio valutario Sterlina UK/Euro, valevole nel giorno in cui il veicolo ordinato sarà ultimato in fabbrica.

Bruno Andrea Ciattini

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Com’è il pick-up F-150 Harley Davidson (magnifico)

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Pick-up F-150

Il primo esemplare, prodotto in serie numerata, è già disponibile in show room: vi parliamo del pick-up F-150 Harley Davidson.

Prodotto iconico, il pick-up F-150 si aggiunge alla gamma di modelli americani già disponibili presso Cavauto, unica realtà ufficialmente autorizzata a distribuire in Italia i veicoli Harley Davidson Truck.

Pick-up F-150 perfetto per il motociclista 

È stata Tuscany Motor Co. in accordo e a stretto contatto con la divisione Styling and Design di Harley-Davidson, a realizzare la nuova versione di questo truck per confermarne la tradizione vincente. Il risultato, al netto di tutto, è un quattro ruote bellissimo con il prestigio e la tradizione Harley-Davidson.

L’F-150 si presenta con allestimento dedicato e risponde benissimo agli stilemi della Casa motociclistica. Guardate i fregi di colore arancione, i loghi sulle porte anteriori e il lettering sulle fiancate. In totale ben 70 particolari richiamano il marchio Harley Davidson. E l’aggressività è quella giusta che coferma il look di un mezzo davvero speciale. Dettagli che senza dubbio fanno del F-150 Harley Davidson un istant-classic di successo!

pick-up F-150

Ford F-150, è il veicolo best seller negli Stati Uniti ed è in assoluto tra i più venduti al mondo.

Con questa nuova versione, l’apprezzatissimo connubio F-150 e Harley Davidson continua a confermare una passione che si rinnova secondo la tradizione Harley. L’obiettivo era quello di creare un pick-up – che negli U.S.A. definiscono comunque “truck” – che riflettesse gli stessi valori: lo spirito di libertà, potenza e quel feeling americano che identifica ogni motocicletta Harley Davidson. Il risultato ottenuto lo vedete: magnifico.

Le modifiche con il custom dall’impronta decisa Harley-Davidson

Le modifiche estetiche più caratterizzanti riguardano i particolarissimi cerchi in lega da 22″ con pneumatici all terrain da 35/12.5 pollici. A ciò si aggiunge la nuova calandra sportiva con griglia nera a nido d’ape e profili arancioni. I passa-ruota e i paraurti sono verniciati in tinta con la carrozzeria. Poi spiccano il sistema d’illuminazione supplementare a LED, la barra luce a LED (a uso strettamente off-road) integrata nel paraurti anteriore, la piastra para-motore e il gancio traino anteriore.

Inoltre, è impossibile non notare la nuova presa d’aria per il cofano motore e la copertura rigida per il cassone posteriore con logo HD, oltre alla scritta Harley Davidson sul portellone posteriore. Ci sono anche le pedane laterali elettriche e illuminate, mentre i vetri sono oscurati. Il nuovo F-150 Harley-Davidson è disponibile in tre diverse colorazioni Agate Black, White Platinum e Abyss Grey (disponibile adesso in Show-room).

pick-up F-150

Interni adorabili

Agli interni è stata dedicata la stessa cura ricercata nel look esterno. Ciò per esprimere al massimo il feeling e l’essenza Harley. A cominciare dai sedili in pelle nera, che utilizzano la medesima selleria delle mitiche custom, impreziositi dalle impunture arancioni a contrasto e dalla scritta Harley Davidson. Altri richiami ai colori o al mondo della Casa di Milwaukee sono presenti all’interno dell’abitacolo, come la bordatura arancione della strumentazione, o lo stemma sui tappetini. La sportività è invece connotata dalla pedaliera di tipo racing. Dato che l’F-150 Harley Davidson è prodotto in serie numerata, al centro della consolle è collocato il badge con il numero identificativo del veicolo.

pick-up F-150

Motore semplicemente enorme

Dal punto di vista tecnico, il pick-up Ford F-150 Harley Davidson utilizza un propulsore 5.0 lt V8. Ed è disponibile in optional anche la versione sovralimentata da oltre 700 CV. Dotata con copri-motore arancione, intercooler in alluminio, iniettori evoluti per alte performance e collettore d’aria Performance, abbinato a un filtro aria più capiente. Il cambio è automatico a 10 rapporti.

Le prestazioni dinamiche sono esaltate da un assetto esclusivo, con sospensioni dedicate BDS appositamente sviluppate per Harley Davidson e ammortizzatori Fox Performance. Il sistema di scarico Flowmaster Performance, con doppio terminale in alluminio con accenti arancioni, assicura maggiore potenza e un sound pieno ed avvolgente. La capacità di traino del veicolo è di 3.500 kg, quanto basta per rimorchiare quello che si vuole: la moto, la barca, o il proprio cavallo.

Il Gruppo CAVAUTO importa il primo pick-up F-150 Harley Davidson con specifiche europee, realizzato da un’azienda molto nota e stimata in campo automotive, l’austriaca Magna Steyr, su specifiche Tuscany Motor Co. Il modello adempie a tutte le formalità legali e di omologazione richieste dal mercato europeo e dispone di alcune dotazioni aggiuntive importanti, rispetto alla versione americana, quali lo schermo touch da 12.1″ con sistema di navigazione europeo e il dispositivo di visione notturna a infrarossi (Snake Eye Infrared Night Vision).

Il prezzo di questo specialissimo “american truck”, al netto IVA, parte da 122.550 Euro full optional. È disponibile anche Bifuel benzina e GPL con impianto Prins, azienda distribuita in Italia dal Gruppo CAVAUTO.

F-150 Harley Davidson ha una garanzia di 3 anni o 100.000 km. Inoltre il Gruppo CAVAUTO fornisce alla clientela il servizio Yes We Help, un sistema di monitoraggio costante operativo in tutta Europa, che permette ai propri tecnici un intervento e un’assistenza remota immediati e tempestivi in caso di necessità.

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Com’è la nuova Land Rover Defender

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Land Rover Defender

Oltre settanta anni fa nasceva la mitica serie 1 e ADESSO è arrivata la Land Rover Defender del ventunesimo secolo: dura ma non spartana come un tempo, esordisce con il passo lungo Defender 110. A seguire la più piccola Defender 90 e il prossimo anno la maxi Defender 130 a otto posti e una versione ibrida benzina-elettrica

Per più di mezzo secolo indiscussa icona del fuoristrada estremo, ma anche da lavoro e per il tempo libero, la Land Rover Defender oggi come un’araba fenice rinasce dalle ceneri della serie della quale quattro anni fa è cessata la produzione.

Debuttò nel 1948 e qualche anno dopo, nel 1954, ne possedette una anche l’altrettanto intrepido Winston Churchill, pur se all’epoca ottantenne. Adesso, reinventata per il Ventunesimo Secolo, ha più muscoli di un tempo, ma è anche molto, molto più intelligente. Così tanto che, ad esempio, è il primo veicolo al mondo ad offrire la funzionalità e la connettività di un sistema dual modem e dual eSIM.

Land Rover Defender

In pratica, la nuova Land Rover Defender può scaricare gli aggiornamenti Software-Over-The-Air (SOTA) in movimento e senza interruzioni, mentre effettua lo streaming di app e musica attraverso il sistema Pivi Pro con connessione always-on, cuore dell’abitacolo che controlla tutti gli aspetti del veicolo tramite il touchscreen da 10” ad alta risoluzione.

Land Rover Defender

Connettività remota

Il tutto con una connettività remota gestita da 16 moduli elettronici che possono essere aggiornati in ogni parte del mondo. Ovviamente non mancano i più recenti e avanzati sistemi di assistenza che migliorano l’esperienza di guida, primo fra tutti un sistema di videocamere 3D surround che offre una visuale a 360 gradi della zona circostante il veicolo, grazie a quattro videocamere grandangolo HD e 14 sensori di ultrasuoni, che consentono la scelta fra numerosi punti di vista, incluso uno dall’alto, e vista prospettica continua.

Land Rover Defender

Nata per chi ama l’avventura e la scoperta

La nuova Defender ha nuove e moderne forme che per stile rispettano però quelle del passato. Dal portellone incernierato lateralmente, con ruota di scorta esterna, così riconoscibile nell’originale. Oppure i tipici sbalzi ridotti anteriori e posteriori applicati al nuovo pianale mono-scocca in alluminio sperimentato negli ambienti più ostili della Terra.

Pronta per ogni spedizione, la nuova Defender ha un carico utile massimo fino a 900 kg, carico statico su tetto fino a 300. Capacità di traino di 3.500, profondità di guado fino a 900 mm.
La personalità essenziale della precedente Defender è stata ripresa negli interni, dove compaiono a vista elementi strutturali e componenti di solito nascosti, a sottolinearne la semplicità e la praticità.

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Cosa è cambiato

Fra le novità, il cambio sul cruscotto, che consente di montare uno strapuntino centrale opzionale, ottenendo così tre sedili affiancati come le prime Land Rover. Tre le versioni che nell’arco di due anni completeranno l’offerta Land Rover affiancandosi al lusso della Range Rover e alla capacità versatile della Discovery. Si parte con la già ordinabile Defender 110 a cinque porte, lunga cinque metri e 18 con la ruota di scorta e con cinque, sei e cinque +2 posti.

Entro l’anno arriverà la più compatta Defender 90, lunga quattro metri e 58 e, nel 2021, l’ammiraglia Defender 130 con abitacolo fino a otto posti.

Su tutte ritroviamo la tipica posizione di guida dominante delle Land Rover. Su strada e in off-road, poi, trazione integrale permanente, trasmissione a due gamme di velocità e l’inedito “Configurable Terrain Response”  che tara con precisione le regolazioni del veicolo in base al tipo di terreno.

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La  gamma di propulsori diesel e benzina assicurano alla nuova Defender potenza, controllo ed efficienza in ogni tipo di ambiente. Al momento sono disponibili due motori diesel Common rail iniezione diretta, da 2.000 cc, quattro cilindri 16 valvole da 200  e 240 CV. E un paio di motori benzina: un 2 litri 4 cilindri da 300 CV e il potente 3 litri 6 cilindri da 400 CV.

Quest’ultimo nel 2021 sarà disponibile anche in versione Ibrida Plug-in (PHEV) che consentirà una marcia silenziosa con la sola propulsione elettrica. I prezzi? La nuova Defender 110 è ordinabile con un listino che parte da 57.400 euro.

Bruno Andrea Ciattini 

Dichiarazione di durata per la Land Rover Defender

La nuova Defender ha superato oltre 62.000 test prima di ottenere l’approvazione tecnica. Chassis e scocca sono progettati per superare la procedura “Extreme Event Test” di Land Rover – con impatti sostenuti – che si spinge oltre i normali standard dei SUV.

Land Rover Defender

Durante i test di sviluppo, i prototipi hanno viaggiato per milioni di chilometri negli ambienti più ostili della Terra. Lo hanno fatto con temperature desertiche di +50° C e artiche di -40°, arrivando ad altitudini di 3.000 metri sulle Montagne Rocciose del Colorado.

Trazione integrale permanente. Trasmissione automatica a due gamme di velocità e differenziale posteriore auto-bloccante. Ciò per assicurare che il veicolo possa eccellere sulla sabbia del deserto, sulla tundra gelata dell’Artico, o su qualsiasi ambiente e terreno vi sia fra le due.

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