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La Sardegna in moto non è solo mare

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Sardegna

Non è una provocazione, anche pensando alle spiagge d’argento e alle coste infinite. La Sardegna è una regione tutta da scoprire, viaggiando da un orizzonte all’altro e per farlo non c’è modo migliore che in sella a una moto, magari on-off road.

Un mondo da scoprire iniziando dalla natura selvaggia dell’entroterra, dove emergono forti le tradizioni e l’antica storia: uno dice “Sardegna” e pensa subito (e solo) al mare ma non è proprio così.

Anche se vi piace il costume e la crema solare da mettere nel bauletto o nello zaino, l’invito è quello di considerare altri percorsi nell’isola. E per esperienza diretta, dopo numerose visite motociclistiche in terra sarda, soprattutto nei percorsi fra coste e spiagge, è solo partecipando a un evento come il Sardegna Gran Tour 2020 (SGT) che ai miei occhi si è aperto un nuovo mondo.

La Sardegna per conformazione geografica dal livello del mare, in pochi chilometri, ti porta in montagna con strade perfettamente tenute e un asfalto perfetto, mentre sentieri spettacolari consentono agli amanti del fuoristrada di inerpicarsi alla scoperta del territorio più puro.

in Sardegna la distinzione asfalto-sterrato è significativa

Anche la formula dell’SGT prevede due percorsi distinti, ma il fatto che siano nel caso intercambiabili a seconda della voglia, del tempo o della stanchezza, oltre a essere un valore aggiunto, dimostra che qualunque sia la strada scelta, il piacere di guidare e i panorami rimangono ineguagliabili.

La nostra partecipazione è stata volutamente improntata sul fuoristrada, ma con divagazioni stradali per gustarsi al meglio il continuo saliscendi di curve che difficilmente troviamo così concentrate in altre regioni italiane.

Il mare rimane la base

Siamo partiti da Olbia con destinazione Arborea, ma per arrivarci abbiamo attraversato diagonalmente l’Isola incrociando Ala dei Sardi, Mamone, Mamoiada, Nuoro e poi giù fino a Tonara; poi abbiamo puntato verso Ovest, direzione Allai fino al Golfo di Oristano e Arborea, la base per il giorno successivo.

Si sale questa volta verso il Nord, sempre all’interno della Costa occidentale fino Gonnesa, per una sosta al complesso Nuragico di Seruci, uno dei tanti siti archeologici, visitando anche i resti di una delle miniere di cui era ricca la zona del Sulcis. Visite che rendono il viaggio in Sardegna anche un’esperienza culturale.

Il percorso a ritroso ci porta invece a costeggiare il mare, immancabile in una vacanza estiva: le coste e le spiagge di Piscinas e le sue dune di sabbia sono un piacere unico come lo è un tuffo nelle limpide acque.

Il ritorno ad Arborea mette in risalto l’agricoltura sviluppatasi in questa zona grazie alla bonifica: come nell’Agro Pontino, a sud di Roma, anche ad Arborea durante il Trentennio furono trasferite intere famiglie di veneti, precettati come forza lavoro, e le cui origini si conservano oggi nella discendenza diretta e nell’eco di termini euganei impiantati nel dialetto locale.

Proseguiamo verso Nord seguendo la Costa occidentale fino a Bosa

Qui parte la famosissima Strada Panoramica 105 che sale verso Alghero: un toboga di curve a inseguire la costa, che permette di scegliere tra la guida sportiva o il gusto di godersi gli scorci panoramici che appaiono a ogni curva.

Per il ritorno a Olbia tagliamo ancora all’interno, incontrando una campagna collinosa dai colori tenui, con il marrone chiaro della stagione estiva che fa da contrasto al cielo azzurro. 

Ci ha colpito, non è una novità, la disponibilità dei sardi, la loro accoglienza e la voglia di far conoscere le eccellenze locali, anche grazie all’intraprendenza di alcune amministrazioni che stanno investendo per presentare ai turisti l’aspetto culturale e gastronomico di cui la Sardegna è ricca. Consigliamo una visita al Convento Benedettino di Borutta (SS), con possibilità di pernottamento in clima monastico, e da vedere c’è anche la splendida Cattedrale di San Pietro di Sorres.

Emozioni incredibili le regala invece il fuoristrada in Sardegna

In Sardegna si guida immersi nella natura con i sentieri che attraversano silenziosi i pascoli sul terreno che muta come il panorama. Si raggiungono luoghi altrimenti negati, per godere di scenari mozzafiato.

Ci vuole però massima attenzione e rispetto delle zone che si attraversano e cura nella chiusura dei cancelli attraversati, soprattutto per evitare la fuga degli animali dai pascoli. Meglio sempre verificare prima quali sentieri sono aperti al traffico o affidarsi a organizzazioni, che provvedono al rilascio di permessi e concessioni.

Le strade sarde sono quasi sempre perfette con un asfalto che assicura molta tenuta; unica attenzione, la possibilità di incrociare del bestiame e animali selvatici, potenziale fonte di pericolo.

I percorsi in fuoristrada, tendenzialmente facili, sono molto variegati nella tipologia di terreno, dalla terra battuta alla pietraia passando alla sabbia fine vicino alla costa.

La Sardegna si può gustare anche senza concentrarsi solo sul mare… il costume mettetelo nei bagagli, certo, ma perché rinunciare a scoprire tutto l’incanto di una regione davvero unica? 

Testo e foto di Flavio Carato

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A settembre la Benelli Week 2020 di Pesaro

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La passione non si ferma. Dal 14 al 20 settembre, torna a Pesaro la Benelli Week, evento dedicato a tutti i motociclisti ed appassionati della Casa del Leoncino organizzato dal Registro Storico Benelli e Motoclub Tonino Benelli, con la collaborazione di Benelli QJ.

L’evento, aperto a tutte le marche e tipologie di motociclette, sarà dedicato quest’anno al pilota Dario Ambrosini, che nel 1950 fu campione del mondo in sella alla Benelli 250, vincendo tre delle quattro gare in programma, tra cui il mitico Tourist Trophy.

Pratiche di sicurezza per la Benelli Week

Nel totale rispetto delle normative e dei protocolli anti-covid, a tutela della salute di tutti i partecipanti alla manifestazione, è stato stilato un programma di appuntamenti ad hoc, che prevede gli immancabili tour motociclistici in partenza dal Museo delle Officine Benelli, alla scoperta delle bellezze del territorio ed inedite visite ai musei.

Si parte lunedì 14 settembre con “Il giro dei due passi”, itinerario di circa 220 km che porterà tutti i partecipanti ad immergersi in un percorso tra boschi appenninici e morbide colline a confine tra Marche ed Umbria.

Martedì 15 settembre si farà invece tappa ad Osimo, con un itinerario di circa 190 km, che porterà alla scoperta delle splendide Grotte del Cantinone. Mercoledì 16, non poteva certo mancare la mitica tappa al Monte Nerone con un percorso mozzafiato tra le colline pesaresi, attraversando la città di Urbino, patrimonio dell’Unesco e la splendida gola del Furlo.

Pesaro stupisce

La città di Pesaro e le sue bellezze artistiche e naturali saranno invece il cuore del programma di giovedì 17 settembre. Si parte con la visita alla mostra “Noi, non erano solo canzonette” presso i Musei Civici di Pesaro. E si prosegue con una escursione in barca alla scoperta della costa marchigiana. Venerdì 18, tappa a Pergola, per la visita del Museo dei Bronzi Dorati, percorrendo circa 160 km immersi nella natura circostante.

Sabato 19 settembre è in programma la più classica delle tappe motociclistiche: la “Strapanoramica”. Partendo dalla sede del Museo delle Officine Benelli di Pesaro tutti i partecipanti potranno godersi in moto gli innumerevoli tornanti della famosissima strada Panoramica, che collega Pesaro a Gabicce. Durante il percorso è prevista la visita guidata allo splendido borgo di Casteldimezzo. Domenica 20 settembre, gran finale con la tradizionale “passeggiata” in moto aperta a tutti. Dopo la deposizione di una corona d’alloro al busto di Tonino Benelli, tutti in moto per raggiungere tra meravigliosi saliscendi i borghi di Novilara e Candelara, dove si sosterà per una rappresentazione rossiniana pensata per l’occasione.

Per scoprire il programma dettagliato dell’evento e restare aggiornati su tutte le novità di quest’anno consultare il sito internet www.officinebenelli.it o www.benelli.com .

Ricordiamo che, in linea con le direttive disposte dal Ministero in materia di sicurezza, tutti i partecipanti al raduno dovranno obbligatoriamente essere provvisti di dispositivi di protezione individuale e dovranno mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro tra loro durante tutto lo svolgimento della manifestazione.

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Con i campioni di Ciapa la Moto e il team Gallina

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Ciapa la Moto

Una bella serata chez Ciapa La Moto con grandi campioni del passato, moto da sogno e personaggi unici: tanti aneddoti e curiosità, con qualche nota di malinconia, intorno al mondo delle corse di qualche anno fa, che oggi non esiste più

Era una fredda serata di fine inverno, Milano con quella leggera foschia che sembra messa lì apposta per rendere più affascinante l’atmosfera, ma la periferia della città nasconde un luogo che lascia davvero a bocca aperta: è la sede di Ciapa La Moto!

All’esterno nulla lascia presagire quello che ci aspetta nell’angolo del cortile; e malgrado il richiamo (quasi) irresistibile delle salamelle alla griglia in orario da cena, non possiamo non fermarci. Dalle finestre si intravede l’interno, che letteralmente straripa di moto; sono ovunque.

Paese dei Balocchi

Ci si ritrova catapultati nel paese dei balocchi di ogni appassionato motociclista: chi non ha sognato di arredare la propria tana, per esempio, con una Gilera Crono appesa alla colonna? O con una Yamaha TZR? Per chi, come chi scrive, è cresciuto (più fuori che dentro!)  desiderando una 2T stradale anni 90, questo luogo è fantastico!

Bene, adesso basta distrazioni, siamo venuti qui per una ragione ben precisa: a ricondurci sulla retta via, basta la visione di una stupenda Suzuki RG 500 del 1977. E in un batter d’occhio sul palco salgono alcuni miti del mondo a due ruote: Roberto Gallina, pilota e fondatore dell’omonimo Team; il Dottor Costa, papà, angelo custode, mentore per ogni motociclista; Virginio Ferrari e Marco Lucchinelli, grandi manici in pista e nella vita; e Carlo Canzano, la Treccani vivente delle corse.

Questi la storia l’hanno fatta davvero

Gallina, due mondiali consecutivi nella 500, nel 1981 con Lucchinelli e nel 1982 con Franco Uncini, oltre a quello sfiorato da Ferrari. L’atmosfera è fantastica: sembra di stare al bar, con gli amici di sempre, persi di vista da qualche tempo, con i quali hai condiviso eventi memorabili e non più replicabili.

Vengono ricordati episodi uno dopo l’altro, come a una rimpatriata con i compagni delle medie. Un mix di motori, rischio, coraggio, ragazze, spensieratezza, ragazze… l’avevo già detto? Traspare evidente dai racconti dei protagonisti sul palco che questi ragazzi si sono proprio divertiti. Ai tempi, correre significava mettere a repentaglio la pelle ad ogni GP; ma erano liberi, pronti magari a tirar tardi la notte prima della gara e comunque sulla linea di partenza il giorno dopo, come se niente fosse.

Niente dichiarazioni suggerite dagli uffici stampa, abbigliamento scelto dagli sponsor o postura da copione: era tutto più genuino e spontaneo. Fra il racconto di una ramanzina di Gallina ai due “ragazzacci”, agli incontri “hot“ del Dottor Costa, agevolati da Canzano, arriva mezzanotte in un baleno.

La serata con quelli di Ciapa La Moto

È stato bello assistere insieme ai ragazzi di Ciapa La Moto a questo spettacolo da così vicino da sentirsi coinvolti. E malgrado l’ora tarda, ci si ferma ancora a scambiare due chiacchiere, firmare qualche autografo, scrivere una dedica sul libro “Roberto Gallina, La mia vita tra motori e campioni”, edito da D’arte – Tau Editrice. Ciliegina sulla torta, già ottima e abbondante, l’accensione della RG 500 del 77, che trasforma la foschia Milanese in vera nebbia! E che musica celestiale!

Fra i tanti meriti, le mille innovazioni e intuizioni che Roberto Gallina e il suo team hanno regalato a questo sport, ce n’è una che merita una menzione speciale.

Non mi riferisco a CRC, che a tutti gli effetti ha ideato lui, passata poi con Tamburini sotto l’ala Cagiva e neppure all’introduzione della rivoluzionaria gomma anteriore da 16”. Mi riferisco invece a qualcosa per cui anche il motociclista della domenica deve dire grazie, l’IRTA.

Ebbene sì, Roberto Gallina è stato uno dei principali attori dell’invenzione dell’IRTA, organo supremo della sicurezza in pista. Grazie al suo contributo, i circuiti di tutto il mondo sono diventati sempre più sicuri e si sono accesi i riflettori sulla prevenzione degli incidenti e delle loro conseguenze.

E la pista, dove tutto è esasperato, è il banco prova di tutte le innovazioni di cui beneficiamo anche su strada: se oggi abbiamo a disposizione soluzioni d’avanguardia per la sicurezza, lo dobbiamo anche alle sperimentazioni fatte in pista.

Un’ultima nota, in verità davvero doverosa, è per ringraziare l’organizzazione di “Ciapa La Moto“, che in cambio di una quota annuale ridicola, propone continuamente serate motociclistiche in un ambiente unico e amichevole. Ci si vede al prossimo incontro!

Testo e foto di Alessandro Mattiello

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33esima Monferraglia l’Assalto a Oulx

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Smanettoni e customizzatori dei 50 cc da un po’ di tempo hanno una rappresentanza speciale: la Monferraglia, l’evento per vivere la passione dei Moped con goliardia e meccanica d’avanguardia…Domenica 26 luglio si riaccendono i motori a Oulx e si scaldano i ferri

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La sindrome di Peter Pan contagia chi mantiene uno stretto legame con gli anni della gioventù spensierata e quella goliardia che non si vuole perdere neanche da adulti.

E la Monferraglia acchiappa davvero tanti di questi patologici casi-speciali che in baffo a tutto il resto conformista continuano a divertirsi, e lo fanno alla grande sui Ciao, i Sì, i Bravo e tutte quelle cose lì su due ruote: monomarcia, rigorosamente ‘nutriti’ tramite miscela al 2%. Perché la Monferraglia riunisce i ‘grandi’ Peter Pan mettendoli a cavallo dei loro monopedali (Moped) modificati (ma in regola col Codice della Strada), in una manifestazione che poi si riassume in filosofia di vita (e qui ognuno ha la sua).

L’inedito percorso di Oulx

Oulx

È un’avventura che porterà il popolo della Monferraglia fino ai 3000 metri di quota della Punta Jafferau, meta agognata da tutti i motociclisti fuoristrada. Il tragitto è di 70 Km totali (solo) per chi arriva in vetta e torna pure indietro, per gli altri sarà più breve… Da prevedere quindi i 35 chilometri di salita molto morbida e il ritorno di altrettanti chilometri a ruota libera per il rientro a Oulx. Gli organizzatori spiegano che: “per chi non se la sentisse di andare in vetta a prendere il bollino ‘Stambecco Monferraglio 2020’ c’è la possibilità di taglio al bivio Ristoro intermedio a quota 2300 metri, con percorso limitato a 55 chilometri.” Partenza di domenica ore 10.00, fino al massimo le 10:30, tassativamente, perché poi le strade del Parco vengono richiuse. Si passa dalla celeberrima Galleria dei Saraceni – lunga un chilometro, completamente buia scavata nella roccia durante la grande guerra.

Oulx

Per prepararsi al meglio alla gara di Oulx la Redazione di Fuel ha passato un pomeriggio in Polini. Ovviamente anche i nostri fuellisti interni hanno rilasciato alcune dichiarazioni sui social: “Avevamo tre cilindri da rettificare e spianare erano tutti storti per le scaldate, il tecnico ci ha confermato che abbassare troppo lo squish si rischia tanto in cambio di poca potenza… Anche per la forza di ‘tiraggio’ delle viti della testa… Dicono di tirarle al minimo e poi, una volta caldo, dargli una serrata finale. Serrandole troppo a freddo si rischia solo di rovinare tutto quando il blocco si scalda al di sopra della temperatura di normale utilizzo…”

Programma Monferraglia a Oulx:

Partenza da OULX (TO) il 26 luglio alle ore 10.00 (fino alle ore 10.30 massimo, poi viene chiusa la strada a Savoulx)

Percorso di 68 Km (per chi fa il percorso completo fino alla vetta). 54 Km per chi taglia al bivio. Ultimi 10 Km su asfalto in piano

percorso monferraglia

QUI PUOI SCARICARE IL FILE GPX DEL PERCORSO

qui l’APP per Android   

qui APP per IPhone

Ristoro intermedio (acqua e biscotti) al bivio Vetta/Rientro al Km 28

Galleria dei Saraceni  1 Km sul percorso di Rientro completamente al buio, quindi si consigliano luci sul Ferro o pila al seguito

Pranzo all’Arrivo a Oulx presso tenso-struttura in zona Sotto Rocca (presentando il buono pasto in allegato)

Taglio del percorso al bivio Vetta/Rientro al km 28 a 2300 mt. Dal Bivio alla Vetta and/ rit sono 14 Km. (abbastanza facili)

A chi arriva in vetta sulla Punta Jafferau a 3000 mt verrà applicato sulla tabella il bollino adesivo “Stambecco 3.0”

ATTENZIONE il percorso dal bivio dei 2300 mt alla Vetta è a DOPPIO SENSO di marcia sulla stessa strada (14 Km tra andata e ritorno)

In caso di guasti all’andata, basta voltare il senso di marcia e si arriva in discesa fino a Savoulx. Sul ritorno, basta seguire il percorso e si arriva in discesa fino a Salbertrand. Da li potere farvi recuperare facilmente. Gli ultimi 10 Km di percorso da Salbertrand a Oulx  sono su asfalto in piano

╬  SOCCORSI CRI Oulx tel 0122-830606  o il 118 per i soccorsi in alta quota

SI RACCOMANDA UN ABBIGLIAMENTO STRATIFICATO e un impermeabile al seguito (in quota il meteo può variare nel giro di pochi minuti).

Per vincere il Trofeo Monferraglia SAMMER 2020 posta il tuo miglior scatto fotografico alla pagina: Instagram #monferragliasammer2020

Ma non è tutto, è confermata anche la 24H Le Hans:

“Ciao Baffuti, dopo la conferma della SAMMER-PEAK 3.0 di Oulx, arriva anche la conferma della 24 ORE di Le HANS. Il 29-30 Agosto a Chignolo PO (PV) avrete la possibilità di affiancare i Piloti del Campionato Nazionale Moped ACSI in una sfida epocale. Team da minimo 4 massimo 6 piloti su pista chiusa in terra, appositamente preparata per i nostri Ferri e illuminata a giorno. È sufficiente la sola Tessera Monfalive, che già utilizzate per le Classiche. Info sul gruppo FB 24 ore Moped di Le Hans e iscrizioni sul sito www.monferraglia.it entro il 16 Agosto. RED BULL sarà presente per dare una marcia in più a tutti i partecipanti. Stay Moped.” Così Alessandri Ansaldi sui Social.

Insomma l’avrete capito, il team di Fuel alla SAMMER-PEACK 3.0 di Oulx ci sarà. E stiamo selezionando gli ultimi due eroi che correranno con noi la 24 Ore LE HANS, inoltre grazie alla partnership con PINASCO, disporremo di motori che daranno del filo da torcere…. e la birra – analcolica – non mancherà.

 

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