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Perché Mattia Cattapan di CROSSabili è più Forte del Suo Destino

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CROSSabili

C’è vita oltre ogni tragedia: lo dimostra la storia di Mattia Cattapan che con il progetto CROSSabili offre occasioni per superare i propri limiti

Il rischio della retorica è forte, e cercheremo quindi di evitare superlativi assoluti, iperboli e frasi a effetto. Qui c’è solo (solo?) da raccontare la storia di un ragazzo che per inseguire la sua passione per la moto ha visto in un attimo interrompersi i suoi sogni, ma non per questo ha smesso di pensare positivo.

Matteo Cattapan nasce nel 1990 in provincia di Padova e fin da piccolo dimostra la sua grande passione per i motori. Dopo alcune gare dilettantistiche, compiuti i 18 anni, si iscrive al campionato triveneto di Enduro, ottenendo buoni risultati e nel 2012 si classifica terzo all’ATTIMS ECC. Nel 2013, durante una gara agonistica di Enduro, subisce un grave incidente che gli fa perdere l’uso delle gambe e lo rende paraplegico.

CROSSabili

La grande passione per il mondo dello sport motoristico aiuta Mattia Cattapan a reagire

In breve tempo Mattia Cattapan torna a correre nei circuiti di tutta Italia. Mattia è il primo atleta disabile in Italia a gareggiare contro atleti normodotati nel campionato autocross categoria Kart Cross.

Nella stagione 2018 supera i test ufficiali e nel 2019 si classifica 1° nel Campionato Trofeo del Nord e 2° al Campionato Italiano autocross.

Mattia è inoltre pilota ufficiale di Alpinestar e Shoei, testimonial di Trirade e Proteo, con main sponsor Alama BI-Barber. Ed è rider di Da Boot, il team freestyle motocross più grande d’Europa.

CROSSabili

Ospite fisso a EICMA

Da due anni si esibisce regolarmente in vari eventi fra cui l’Eicma di Milano, con il kart cross, unico disabile a fare esibizioni ufficiali durante la manifestazione Area 58 a Misano, in occasione del Gran Premio del Mondiale Velocità e in occasione degli eventi organizzati dal team Da Boot. Utilizza un Kart Cross modello CFR motore Suzuki GSX-R 600 K7 da 120 CV, del peso di 350kg, adattato per paraplegia, dotato di comandi al volante, con acceleratore Fadiel e cambio Vac Robotic.

Mattia Cattapan ha un blog qui e un canale YouTube Crossabili.

disabili moto

Il progetto CROSSabili

Nasce da un’idea di Mattia dopo il suo incidente. La sua grande passione per lo sport motoristico lo aiuta a reagire, in breve tempo torna alle gare ed è ora l’unico atleta disabile in Italia a gareggiare contro atleti normodotati.

Mattia intuisce, però, che il fascino del mondo dei motori può essere uno stimolo e un aiuto per quanti si sono venuti a trovare nella sua stessa condizione. Un modo diverso, ma efficace, per reagire e capire che la vita continua e che è possibile superare limiti che all’inizio sembrano invalicabili.

Nasce così CROSSabili, associazione no-profit che consente alle persone portatrici di handicap di praticare tante attività finalizzate all’inclusione, alla condivisione, al divertimento, all’autonomia e allo sport.

Disabili che aiutano altri disabili

Questa la differenza! In poco tempo CROSSabili è diventata un punto di riferimento per migliaia di persone, un “hub” di una grande rete con una serie di attività, informazioni e servizi, tutti gratuiti, che CROSSabili mette a disposizione.

CROSSabili  è molto seguito nei social

I suoi post e video sono visti e condivisi da migliaia di follower, perché Mattia Cattapan è una voce credibile. La voce di chi conosce i problemi della disabilità e dedica il suo tempo per aiutare a risolvere i problemi di chi si trova in una situazione di grande difficoltà.

disabili moto

LE ATTIVITA’ di CROSSabili

Moto-Buggy Terapia
I ragazzi sono i veri protagonisti della giornata: a bordo di un Buggy condotto da Mattia, o su una moto, possono provare un’esperienza unica ed emozionante, e molti realizzano un sogno.

Metti in moto il sorriso
Emozioni uniche in sella a moto elettriche e Triride: l’attività è pensata per coinvolgere gli ospiti delle strutture sul territorio nazionale che ospitano e assistono persone disabili

Sorrisi in corsia
CROSSabili porta le moto e le carrozzine elettriche direttamente nei reparti ospedalieri, per far vivere momenti di felicità a bambini e ragazzi ricoverati che stanno combattendo una dura battaglia.

CROSSabili Didattico
Conoscere il mondo della disabilità e favorire l’inclusione, attraverso percorsi formativi per alunni ed insegnanti, per sensibilizzare e migliorare l’integrazione dei diversamente abili nel mondo scolastico e far provare ai ragazzi “normodotati” le difficoltà pratiche che una persona disabile affronta nella vita di tutti i giorni.

In Azione
Attività di sostegno e aiuto pratico e psicologico per bambini e ragazzi che si trovano ad affrontare una nuova e difficile condizione di disabilità, mostrando come la tecnologia assicuri una maggiore autonomia nella vita di tutti i giorni; realizzazione di video tutorial di fitness specifici per persone con handicap, da praticare anche fra le pareti domestiche, per il benessere fisico e mentale.
Nel 2019 si sono svolti 47 eventi in varie città d’Italia, che hanno coinvolto attivamente 4.200 disabili, 2.700 bambini normodotati e migliaia di spettatori; si stima che oltre 300.000 persone abbiano partecipato a tali eventi.

CROSSAbili

Per il 2020, oltre a quelle già sviluppate nel 2019, CROSSabili ha programmato nuove attività:

Moto d’acqua per disabili

Evento al Veneto Cable Park – Treviso
Snow Buggy Teraphy  – 200 disabili

In vacanza sulla neve – Alleghe (BL)
See Life – 100 disabili in vacanza al mare per 4 giorni – Jesolo (VE)
Eicma – Esposizione Ciclo, Motociclo ed Accessori – esibizione – Milano
Arena 58  (Gran Premio 2020 )

Esibizione – Misano
Fashion No Limit – Sfilata di moda con disabili – Padova

Attività didattiche

Progetto “Il gradino paura non mi fa  paura”  per i comprensori scolastici del Triveneto. Collaborazione con la Fondazione Città della Speranza per attività di moto-terapia e carrozzine elettriche all’ospedale oncologico di Padova. Sviluppo delle attività “-Disabili + Crossabili” nei più importanti reparti di Unità Spinali d’Italia. Sviluppo di eventi finalizzati all’inclusione e socializzazione nelle varie piazze d’Italia. Realizzazione di video tutorial per le attività di fitness per persone disabili. Tutte le attività di CROSSabili sono gratuite per i partecipanti e gli spettatori, grazie al contributo degli sponsor che credono nell’innovativo progetto e nello spirito che lo anima.

Ma le risorse non bastano mai e sono molti i progetti che possono essere ulteriormente sviluppati: per questo è stata lanciata una campagna di raccolta fondi attraverso una piattaforma (qui) di crowdfunding online, dove ognuno può contribuire allo sviluppo di questi progetti.  Guarda il video (qui) su quanto fatto nel 2019. 

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In moto i viaggi ‘tailor made’ di Ridermap

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Ridermap

“La strada è il tuo terreno di gioco”: il payoff di Ridermap, specialista in viaggi in moto. Incuriositi, siamo andati a incontrarli

Viaggiatori per passione, agenti di viaggio per necessità e motociclisti per scelta. Ecco cosa c’è dietro la piccola ma dinamica realtà di Ridermap, tour operator toscano, con base a Lucca, specializzato in viaggi in moto.

Dopo anni di viaggi, organizzati per amici in varie parti del mondo e dopo un importante periodo di lavoro con due agenzie nazionali del settore moto-turistico, i componenti dello staff hanno trovato la loro identità e unione di intenti. Lo hanno fatto dando vita a una realtà che potremmo definire quasi artigianale nel senso migliore del termine, per la cura “sartoriale” con cui viene programmato, preparato e assistito ogni singolo evento.

I primi passi mossi nel bacino del Mediterraneo erano solo la premessa di ciò che oggi questo Tour Operator Ridermap è in grado di organizzare grazie a una rete di contatti sparsi per il globo.

La rete di Ridermap creata personalmente e direttamente

Infatti ogni viaggio proposto da Ridermap è sempre testato prima di essere messo a calendario. Così come la rete di contatti e di corrispondenti che spazia dalla Patagonia alla Russia, dall’Iran agli Stati Uniti passando per Colombia, Namibia, Sud Africa e così via.

«Nel nostro modo di lavorare è fondamentale provare un viaggio – ci raccontano i ragazzi di Ridermap nella sede di Lucca –. Per vendere un prodotto bisogna conoscerlo, averlo provato e valutato attentamente, al fine di offrire la migliore esperienza possibile a chi poi deciderà di acquistarlo. Valutiamo itinerari, strade, tempi di percorrenza. Qualità e distribuzione delle strutture ricettive, orari di visita delle principali attrazioni locali. E soprattutto stringiamo importanti e affidabili contatti con chi, nel luogo, ci lavora da anni. Questa, in un certo senso è la parte più stimolante del nostro mestiere. Ma la soddisfazione più grande è quella di tornare in quei luoghi insieme ai nostri clienti, per far vivere anche a loro le stesse nostre emozioni».

In questo modo Ridermap ottimizza tempi, percorsi e luoghi da visitare e NON visitare, “confezionando” itinerari che spaziano dal classico weekend al viaggio lungo fino a tre settimane.

Ma ciò che ci incuriosisce di più di questa organizzazione è il modo “anomalo” con cui l’evento è gestito. Il concetto di viaggio in moto organizzato è completamente stravolto e favore della libertà del singolo motociclista.

In Ridermap lo definiscono “No Convoglio”

Ogni singolo equipaggio, infatti, si muove in completa autonomia, in base ai suoi tempi e con la velocità che preferisce, seguendo le proprie abitudini e ritmi che naturalmente differiscono dagli altri viaggiatori. Nessuno deve seguire qualcuno.

Non ci sono “apripista” di sorta, ma tutti viaggiano in completa libertà, con la sicurezza e la certezza che i mezzi di supporto dell’organizzazione transitano lungo l’itinerario e si fermano in caso di necessità senza lasciare nessuno indietro. In questo modo, l’appassionato di fotografia può fermarsi quando “vede” lo scatto giusto, così come il curioso quando scova un bazar lungo strada.

Ci siamo chiesti come possano i viaggiatori non perdersi nei tanti viaggi proposti e abbiamo scoperto un lavoro meticoloso sviluppato da Ridermap, che si traduce nel road-book cartaceo consegnato alla partenza del viaggio a ogni pilota.

Ogni tappa è descritta chilometro dopo chilometro, con dovizia di dettagli, indicazioni stradali, note e punti GPS. Un lavoro certosino e per qualche verso straordinario, che permette a qualsiasi viaggiatore di affrontare ogni giorno di viaggio in completa autonomia e libertà.

Completano il road-book le mappe di ogni singola tappa, la specifica localizzazione delle strutture ricettive e le indicazioni per trovare benzina, bar, farmacie… Rimane a discrezione del motociclista il tipo di utilizzo del road-book stesso. Seguendo le chilometriche o, per i più tecnologici, inserendo i punti GPS che costituiscono l’itinerario. 

«Questo sistema di viaggio ha fatto sì che molti motociclisti abituati a viaggiare da soli, si siano avvicinati a noi apprezzando la libertà ma anche la sicurezza e la praticità di avere alle spalle un’organizzazione di supporto. Alcuni dei nostri affezionati clienti ci definiscono “fantasmi”: non vi si vede mai, ci dicono, e saltate fuori solo in caso di necessità».

Il sistema “No Convoglio”

Il modello “no convoglio” è utilizzato in tutti i programmi proposti da Ridermap. Ma fanno eccezione i viaggi da fine settimana dove, generalmente, ci si muove in gruppo.

Oltre al calendario proposto sul proprio sito internet, Ridermap si è specializzata nel preparare viaggi su misura per moto-club, associazioni o semplici gruppi di amici. Solo nel 2019 Ridermap ha portato a termine sei viaggi di questo tipo.

«Lavorare con un gruppo di persone permette a noi e al gruppo stesso di stabilire le date del viaggio, ma soprattutto l’itinerario, che può essere anche molto diverso da quello proposto nel nostro programma standard. In questo modo, si ottimizzano le necessità di tutti e il risultato è sempre all’altezza delle attese».

Nell’ultimo anno il tour operator ha introdotto nuove e interessanti destinazioni quali Colombia e Tibet. Ma alla luce della situazione sanitaria, Ridermap ha ampliato l’offerta di viaggi in moto in Italia. E lo ha fatto con una serie di proposte di weekend oltre a due interessanti e originali itinerari: la via Francigena e il Mille Laghi.

Ci congediamo chiedendo lumi su ciò che ci ha incuriositi all’inizio dell’incontro: «La strada è il denominatore comune di qualsiasi meta e spesso è la meta stessa: senza di essa non potremmo giocare al nostro gioco preferito, viaggiare su due ruote!». 

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Filippo Bassoli (Deus) in MV Agusta? Glielo abbiamo chiesto

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Filippo Bassoli

Passione, ambizione e voglia di emergere, portano Filippo Bassoli, famoso per il suo marchio Deus, alla corte di Timur Sardanov  dove si costruiscono i gioielli a due ruote di MV Agusta

Perché un industriale russo decide di investire risorse ed energie, in una casa motociclistica italiana sulle rive del lago di Varese, e perché un imprenditore di successo come Filippo Bassoli, già molto impegnato in progetti in crescita, decide di unirsi all’idea? La risposta è una sola: la passione! 

Nel leggere la notizia “bomba” di Bassoli che assumeva l’incarico di direttore marketing in MV Agusta, ci siamo ricordati di quando abbiamo partecipato allo Swank Rally, uno dei meravigliosi eventi organizzati con il marchio Deus. Un raduno dal sapore esclusivo, dove a ‘giocare’ come pargoli all’uscita da scuola c’erano non solo motociclisti della domenica, ma piloti e campioni del mondo.

Una situazione incredibile

Neil Hogdson che ci passa sullo stretto, un curvone a bandiera per il funambolico Ruben Xaus… davvero mitico! Oltre al ricordo di quella “gara”, con (solo) qualche titolo mondiale in pista, avevamo conservato il biglietto da visita di Filippo, “furbata“ che ci è tornata utile al momento di fissare l’incontro direttamente in MV Agusta.

Cosa si prova quando si arriva nell’head-quarter di MV Agusta?

Un mix di emozioni fra lusinga e gioia, c’è poi la pressione del blasone che il marchio di Schiranna porta nel suo DNA. Ma Filippo Bassoli, candidamente “friendly” scioglie il ghiaccio e ci porta subito per un tour fra gli stabilimenti.

Partenza in modalità dirompente: una stanza dei balocchi con stipate in perfetto ordine trecentocinquanta moto nuove e luccicanti. Fra le linee di produzione qualche motore scalda l’atmosfera al banco prova, magnifico. Uno stabilimento spettacolare, quello di una fabbrica reale di veicoli premium, veri e propri gioielli su due ruote. 

Ma chi è la persona che abbiamo di fronte?

Filippo Bassoli nasce a Milano, circondato in famiglia da avvocati, e il suo destino, un po’ per convenienza un po’ per comodità, s’incanala verso gli studi in giurisprudenza. Ma fin da piccolo il polso destro di Filippo trova il vizio di slogarsi su stradine e sentieri di campagna, fra i monti intorno a Parma.

L’accordo di non-belligeranza con la famiglia fu quello di evitare l’acquisto di una moto da strada, mettendo però sul piatto opposto della bilancia le scorribande tollerate in campagna. È lì che il “tassello” inizia a mordere, a scavare nel cuore del giovane pilota.

Ben presto la giurisprudenza si rivela un ambito stretto per l’indole di un ragazzo innamorato di design, architettura ed estetica. Da queste basi nasce la storia imprenditoriale: l’interesse e l’intuito che fanno bruciare a Filippo le tappe della blogosfera in tempi non sospetti, con il risultato della creazione di Blogo, dove sfoga la propria passione a benzina nelle rubriche auto e moto.

Grazie al successo editoriale e una solida nomea nell’ambiente, il passo è breve verso collaborazioni nel settore auto-moto. Fino a Deus, la cui a storia è molto ben conosciuta.

Dalla partenza su una strada “sbagliata”, Filippo Bassoli è riuscito a trasformare la passione in lavoro, un lavoro di successo.

Chiariamo subito una cosa a proposito di Filippo Bassoli

È bravo, lungimirante, trova le condizioni per assumersi certi rischi e determinate scelte, si avvale di collaboratori di valore, ma la sua vita non è stata una passeggiata di salute. La giornata di lavoro non ha confini, per Filippo Bassoli non c’è nessun mouse o chiave inglese che alle 17,00 produca un tonfo cadendo a terra…

Perché gestire una realtà come Deus, con sedi in tutto il mondo nei fusi orari più disparati, amministrare un flusso d’informazione che arriva fino a 600 email giorno, nasconde una vittoria fatta di sacrifici e convinzione, dove non esistono scorciatoie.

Ma quali ragioni portano Filippo Bassoli in MV?

Sostanzialmente sono due: la prima è ovvia, lo vogliono! È Sardarov, patron di MV Agusta, a sceglierlo come direttore marketing cogliendone le qualità del successo imprenditoriale di Deus, la capacità di creare aggregazione e fare community.

La seconda condizione, richiesta e ottenuta, è quella di essere libero di scegliere, di inventare, di intervenire sulle scelte aziendali, spesso difficilmente lasciate nelle mani di un direttore marketing. 

Per Filippo Bassoli è un’occasione da prendere al volo, anche se molto umilmente dubita di essere all’altezza. Ma il dubbio non produce negatività, anzi diventa il motore che spinge a migliorarsi, dare di più. Inizia così la sua prima esperienza da dipendente in MV Agusta. 

Ma venendo al sodo, cosa ci aspetta per il prossimo futuro MV?

Le premesse sono molto promettenti: si parla di un’azienda “a porte aperte”, dove saranno all’ordine del giorno gli eventi e gli incontri musicali, con il prato antistante l’ampio piazzale dell’ex-hangar degli idrovolanti gremito di persone con un cocktail in mano.

In questo, lo “chef” Filippo Bassoli ha esperienza e capacità nel valorizzare gli elementi e creare una community intorno a un’idea, a un’icona. Si ritorna al concetto di ‘inclusività’, un must del credo di Filippo, secondo il quale “inclusività è esclusività” valgono tanto per la soddisfazione dei customer.

Immaginate la gratificazione per un appassionato del marchio, da proprietario di una MV o solo come uno che se la sogna, vivere serate dentro lo stabilimento. E sentirsi parte di un team esclusivo, provando esperienze di solito relegate alle foto su Instagram. 

Altre anteprime nell’aria

Riguardano l’ulteriore avvicinamento di MV al mondo dei giovani. Già a listino ci sono la F3 675 e la Brutale 800 depotenziate a 35kw per la guida con patente A2, ma è già prevista una riduzione di cilindrata. E poi c’è tutto l’interessante filone della mobilità sostenibile, come le bici a pedalata assistita: anche in questo campo, MV Agusta a breve proporrà svariate sorprese!

Se volete mettere gli occhi nel mondo MV, c’è da scaricare l’app MV-Ride. Consente non solo di gestire ogni regolazione elettronica della moto in base al vostro umore motociclistico giornaliero, permette inoltre di memorizzare il setting, ottenere le statistiche delle prestazioni, navigare e pianificare itinerari e molto altro, un’app davvero interessante anche per chi non possiede una due ruote “Made in Varese”.

Se partite dall’app, siete già a buon punto. Vi basterà soltanto aggiungere una Superveloce, per essere padroni del mondo!

Le tre domande a Filippo Bassoli

Moto preferita del tuo garage?

«Negli anni e nei periodi della mia vita ho cambiato gusti: comunque mi piacciono sempre molto la BMW Derrik ex-polizia tedesca, preparata con Deus anni orsono, e soprattutto l’Honda Super Cub, un pezzo fatto sempre con Deus, unico, e per il quale ci chiedono ripetutamente delle repliche».

Una moto che (ancora) non hai?

«Nessun dubbio: la Honda CR500 dell’89 o del ‘90, anni dove era decisamente avanti a tutti».

Ci riveli un tuo segreto? 

«Non ho mai desiderato una moto carenata, supersportiva: poi con la Superveloce è nata una nuova categoria, che coniuga eleganza e sportività, con un tocco retrò/modern-classic molto vicino al mio gusto. Ad EICMA, il mio commento è stato: Pornografica! E adesso….ce l’ho in garage!». 

Tutto merito dell’appeal di MV Agusta, senza dubbio alcuno.

Alessandro Mattiello

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Stefano Notorgiacomo e le marmitte nel salotto

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Stefano Notorgiacomo

Le collezioni di Stefano Notorgiacomo partendo da pezzi di moto e auto storiche, che diventano opere uniche per  impreziosire gli interni delle case di tutto il mondo

Stefano Notargiacomo trasforma l’arte partenda da lampade, complementi d’arredo per l’interior, per un made in Italy contaminato, artigianale, di lusso.

Sotto le mani di Stefano Notargiacomo, creativo romano, lo specchietto di una Ferrari Testarossa e il pedale di una Ferrari 360 diventano una lampada da tavolo con l’aggiunta di una base in travertino. Oppure un carburatore originale di una Vespa degli anni Sessanta è il punto di partenza per un’altra opera d’illuminazione a metà tra arte e design. E ancora, il flessibile di una marmitta fa da stelo a una lampada raffinata.

Tutte creazioni che conservano il rimando al mondo dei motori e dello stile industriale di marchi prestigiosi. «Ogni opera nasce da un pezzo d’auto o di un motociclo, non importa se nobile o meno – spiega Stefano – e su quel pezzo viene modellata. Trovo i ricambi nei mercati specializzati oppure online. Spesso sono gli stessi collezionisti a fornirmeli, per vedere che cosa può venir fuori da un pedale, da un carburatore, da uno specchietto».


Stefano Notorgiacomo assembla ogni parte con un lavoro di alta precisione, per il quale si avvale anche delle mani sapienti dei migliori artigiani romani. I pezzi mantengono le caratteristiche originali e originarie, inclusi i segni del tempo che rappresentano un valore aggiunto.

Successo internazionale

Con le sue opere, Stefano Notorgiacomo è presente con successo da anni in alcune tra le principali rassegne di settore nel mondo. Ha partecipato alla collettiva d’arte contemporanea “Evolution in Modern Art”, al Cultuur Centrum de Warf in Belgio nel 2016, al Fuorisalone di Milano e all’International Design Festival di Berlino nello stesso anno.

Sue opere sono pubblicate su riviste internazionali di settore auto e interior design in Italia, Francia, Inghilterra, Corea, Spagna e Russia.

Per quanto riguarda le quotazioni, il prezzo delle opere Vespa è di 700 euro e di 900 quella Harley-Davidson.

Per contatti:  www.stefanonotargiacomo.it

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