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Mario De Luca, manager con la moto nel cuore

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Mario De Luca

Impossibile separarlo dall’amata BMW: Mario De Luca vive in simbiosi con le due ruote e ci va anche in Africa. Non per un viaggio come tanti, ma per solidarietà

Sulle rive del mare c’è nato, e rivolge spesso lo sguardo fino al limite dell’azzurra distesa; salernitano doc, nella vita manager di successo, Mario De Luca è un personaggio verace, figlio della sua terra, che dopo averlo conosciuto lo paragoni a un Centauro moderno, con l’appendice non di zampe animali, ma fatta da due ruote tassellate.

Mario con la moto vive in simbiosi totale: se potesse, crediamo userebbe la sua GS anche per la foto sulla carta d’identità. 

E con la BMW, Mario è andato dal Sud d’Italia al vero Sud del mondo, fino in Guinea Bissau, alla missione di Bambaran: un ponte di solidarietà, per portare il denaro raccolto dall’associazione Bikers for Life, destinato a trasformarsi in una scuola elementare per i bambini locali.

Supporto

Grazie anche al supporto per Mario De Luca, da parte di aziende amiche, come Dunlop, Tucano Urbano, AGV e la concessionaria Tortora Moto di Salerno, dopo il trasferimento via mare da Genova, in dieci giorni le moto sono arrivate a Bambaran. 

Un salto in avanti nello spazio, ma molto all’indietro nel tempo: ben 5.000 km emozionanti e difficili, anche per le non poche difficoltà incontrate lungo la strada, a iniziare dal forte vento dei primi giorni che ha rallentato la marcia, ai lunghi tempi di attesa alle dogane, per il disbrigo di formalità spesso incomprensibili – se non inutili – rispetto ai nostri standard.

E poi le strade: le prime, coperte spesso dalla sabbia dorata del Sahara o da quella bianchissima dell’Atlantico e poi quelle al limite della praticabilità, che hanno messo a dura prova il fisico e le moto.

Non sono mancati i momenti di tensione – o volgiamo chiamarla paura? – come nella cosiddetta Terra di Nessuno, tra West Sahara e Mauritania: diversi chilometri da percorrere su sabbia, pietre e rocce taglienti. Un ambiente ostile, dove non pochi hanno visto fallire i loro obiettivi.

Terra rossa per Mario De Luca…

Davanti alle ruote, le classiche situazioni africane, con strade sterrate e piste di terra rossa battuta, intervallate solo per pochi (ma benedetti!) tratti in asfalto, prima dell’arrivo a Bambaran.

E qui è iniziato una sorta di “secondo viaggio”, alla scoperta di cosa significhi davvero la parola Missione e di quanto importanti siano le iniziative che contribuiscono all’istruzione e alla formazione dei bambini, unica ricchezza per le popolazioni del Terzo Mondo.

In moto si attraversano villaggi dove la vita scorre al limite dell’accettabile; per tanti, e soprattutto per i bambini, è solo sopravvivenza e l’unica salvezza è creare il numero maggiore di strutture di accoglienza non solo nelle grandi città. Impegno immane ma possibile; e Bambaran ne è la testimonianza. A Mario abbiamo chiesto di raccontarci cosa ha significato per lui questa esperienza.

Con le parole di Mario De Luca

«La scelta della moto – ci dice – nasce dalla mia grande passione, tuttavia in questa circostanza ben altra è stata la motivazione. La moto avvicina i due estremi del viaggio, e se non riduce la distanza geografica comunque incide sulla sua percezione.

L’emozione che ho percepito in chi ci ha visti arrivare, è quella che, con lo stesso veicolo che uso ogni giorno, mi ha portato fino alla Missione Bambaran. Con qualsiasi altro mezzo avrei sminuito la dimensione dello spazio, mettendo invece in evidenza la convenienza di colmarlo nel più breve tempo possibile.

Ho raggiunto chi mi aspettava con un mezzo ordinario. La fatica del viaggio mi ha reso felice e questo stato d’animo arricchisce il gesto di un significato essenziale e profondo che spero possa essere reciproco.

Da una parte la fatica del viaggio, sempre stringendo ben forte il manubrio con le mani per contrastare vento, sabbia e le insidie delle buche; dall’altra, la fatica di chi dovrà crescere in una terra aspra, incidendo, grazie all’approfondimento culturale e spirituale, sulle future condizioni di vita di quei popoli. La condivisione si apre nel sorriso, che segna i volti e la cui energia si tramuta in calore che arriva fin nel profondo dell’anima».

E poi dicono che i motociclisti siano privi di cuore e sensibilità…

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Rivista

“Back Vesuvio Run” le Moto sotto il Vulcano

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Back Vesuvio Run

Il Back Vesuvio Run, un meeting “vulcanico” per chi ha la passione della motocicletta. Un breve resoconto estivo con in mente le avverse intemperie climatiche…

Gianni Argenziano e Bartolo Carotenuto hanno organizzato la prima uscita ufficiale per il Naples Brave Team (NBT), nuovo sodalizio nato attorno alla comune passione motociclistica. Con l’aiuto dei cugini formiani del Wild Bunch, già attivi da tempo nell’area sud del Lazio, i partenopei hanno dato vita al “Back Vesuvio Run”, svoltosi all’inizio di luglio.

Un meeting purtroppo bersagliato dal maltempo, il che ha posto un dilemma. Meglio “raduno bagnato, raduno fortunato”? Oppure accettare supinamente l’accanirsi della sfortuna, che ha indubbiamente tenuto in garage molte moto i cui proprietari erano restii ad adoperare in condizioni di pioggia, per una idiosincrasia atavica? Secondo noi, sempre meglio la prima opzione!

Comunque tutto bene è quel che finisce bene... Lo ha dimostrato la presenza dei “colleghi di passione” pescaresi, intervenuti con Francesco Valentini. Ma anche quella di Mario e Piero Di Nucci, insieme a tanti altri da Formia e graditi ospiti romani come Johnny Corti, Ennio Spadini e Claudio Antonaci, tutti con le splendide tre cilindri, che, ovviamente, della pioggia se ne fregano.

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Fuel Test

Giulia Quadrifoglio e Stelvio Quadrifoglio, come sono

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Quadrifoglio

Giulia Quadrifoglio e Stelvio Quadrifoglio grazie alle loro innovazioni come l’utilizzo di materiali ultra leggeri e le prestazioni dell’eccezionale motore 2.9 V6 bi-turbo da 510 CV, rappresentano l’essenza della sportività e del piacere di guida Alfa Romeo

Nonostante l’inattività imposta dalla pandemia, con le nuove Giulia Quadrifoglio e Stelvio Quadrifoglio presentate i primi di maggio di quest’anno, Alfa Romeo dimostra ancora una volta il coraggio e la forza del marchio italiano di andare sempre oltre. E lo fa proseguendo quel percorso di costante miglioramento che dura da 110 anni.

I due modelli ad alte prestazioni, versione 2020, sono stati sviluppati dalle rinnovate Giulia e Stelvio presentate lo scorso autunno. Fra le novità gli inediti contenuti dedicati e molteplici upgrade in termini di tecnologia, connettività e sicurezza.

Confermato il propulsore benzina 2.9 V6 bi-turbo da 510 CV proposto con trazione posteriore sulla Giulia e con un sistema a quattro ruote motrici sulla Stelvio. Aggiornato il cambio automatico ZF a otto marce che adesso ha tempi di passaggio di rapporto di 150 millesecondi nella modalità di guida Race. 

Novità

Ad evidenziare la grinta delle due nuove Quadrifoglio è il sistema di scarico Dual mode a quattro uscite. Novità  per i “model year 2020”, la possibilità per il cliente di equipaggiare Giulia e Stelvio Quadrifoglio di un nuovo sistema di scarico Akrapovič, sempre dual mode. Il sistema di scarico è realizzato in titanio con codini in carbonio. E’ caratterizzato da una timbrica ancora più aggressiva e coinvolgente.

A corollario del potente motore tutto in alluminio, il piacere nella guida è assicurato dalle sospensioni attive Alfa TM Active Suspension. A ciò si aggiunge il già citato selettore AlfaTM DNA Pro con modalità Race e lo spoiler anteriore AlfaTM Active Aero splitter (per la sola Giulia). Per entrambe le nuove vetture c’è l’unità di controllo AlfaTM Chassis Domain Control. Un’unità che consente al guidatore di avere sempre, e in tempo reale, le condizioni ideali per sfruttare appieno le eccezionali prestazioni di Giulia e Stelvio Quadrifoglio.

Interni delle Quadrifoglio


Gli interni delle due versioni Quadrifoglio ripresentano le modifiche introdotte nei modelli base 2020. E parliamo della nuova console centrale e il sistema di infotainment connesso con display da 8,8 pollici. Centrale che sui modelli sportivi si arricchisce delle Performance Pages con dati in tempo reale sullo stato della meccanica. Fra i dati: temperature dei principali organi meccanici, distribuzione di coppia, pressione dei turbo e potenza utilizzata, oltre a cronometri digitali per misurare le prestazioni di accelerazione e velocità massima.

Sono nuovi anche il volante, la leva del cambio rivestita in pelle. Le cinture di sicurezza ora disponibili non solo in nero, ma a scelta anche in rosso o verde. A breve, inoltre, sarà disponibile anche la nuova opzione per il rivestimento dei sedili sportivi elettrici ad alto contenimento in pelle traforata. È questa una nuova opzione che amplia le possibilità di personalizzazione su Giulia e Stelvio Quadrifoglio. Le vetture continuano a essere equipaggiate con i sedili sportivi ad alto contenimento in pelle e Alcantara, da sempre primo equipaggiamento su queste versioni. Senza dimenticare che rimangono inoltre disponibili i sedili sportivi con guscio in carbonio by Sparco.

Per le novità sugli esterni, Giulia e Stelvio Quadrifoglio adottano nuovi gruppi ottici posteriori a Led con lente brunita e nuova finitura nero lucido per trilobo anteriore e badge posteriori. Su Stelvio, ancora, esordiscono nuovi cerchi da 21”, specifici per la versione Quadrifoglio.Nella gamma colori debutta il nuovo Verde Montreal, omaggio a uno dei modelli più iconico della gamma Alfa Romeo, che debuttò cinquant’anni fa. Prezzi a partire da 86.500 euro per la Giulia Quadrifoglio e da 96.600 euro per la Stelvio Quadrifoglio.

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Fuel Test

F.B Mondial, la HPS 300 provata su strada

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F.B Mondial HPS 300

Uno dei marchi italiani più blasonati e dalla grande storia anche a livello sportivo, è tornato in attività: moto vere, con un’anima e buona sostanza tecnica, come accade nel caso della HPS 300 

Il marchio F.B Mondial fa battere il cuore degli appassionati non più giovanissimi. La Casa lombarda ha in bacheca ben dieci titoli mondiali, conquistati nell’epoca eroica delle corse in moto. Ha visto in sella ai suoi modelli da competizione piloti di tutto riguardo come Nello Pagani, Carlo Ubbiali e Tarquinio Provini, giusto per citarne alcuni.

La storia la raccontiamo in un’altra parte di questo servizio, mentre va ricordato che F.B Mondial oggi è tornata in attività grazie all’accordo tra i fratelli Boselli, proprietari del marchio, e Cesare Galli, imprenditore ben conosciuto nel nostro ambiente, titolare della Pelpi International.

L’idea del sodalizio risale al 2015. Dopo l’esordio nel settore delle 125 cc, la produzione si è evoluta con l’aumento a 250 cc del monocilindrico che equipaggia la bella HPS 300 e che rappresenta ufficialmente l’esordio di F.B Mondial nelle medie cilindrate.

Un upgrade che apre gli orizzonti a un pubblico più adulto e consente l’uso oltre le strade statali, permettendo l’ingresso anche a tangenziali e autostrade, possibilità certo gradita a chi usa la moto come commuter.

Aria da scrambler par questa F.B Mondial

La linea è decisamente particolare, con un’aria da scrambler ricca di personalità, raffinata e piena di dettagli interessanti.

Le “maleducate” gomme tassellate su cerchi a raggi, contrastano con gli specchi bar end e il parafango anteriore cromati. Poi ci sono altri particolari di originalità, a partire dal faro anteriore tondo come vuole la tradizione, anche se in realtà ha una forma allungata verso il basso per inglobare la luce di posizione, con cornice verniciata in tinta con la carrozzeria.

Sopra, giusto davanti ai riser che sostengono il manubrio, c’è la strumentazione ridotta a un unico pannello rotondo completamente digitale, che riporta tutte le informazioni necessarie, marcia inserita compresa.

La vista laterale rivela il serbatoio le cui ali sovrastano il radiatore per poi stringersi con ampie svasature a lasciare spazio alle gambe del pilota, che ha a disposizione una corta sella in pelle con la porzione destinata al passeggero che simula il “panettone”, come si usava un tempo, sotto cui spunta il fanalino posteriore. Sotto, due classiche fiancatine e un esteso puntale a chiudere la linea, che termina al posteriore con un corto codino, che sostiene le frecce, e il portatarga a filo ruota.

Dettagli della HPS 300 di F.B Mondial

Il lato destro è dominato dal particolare sistema di scarico con un doppio silenziatore corto sovrapposto, altro elemento distintivo della HPS 300. L’osservazione più ravvicinata consente di notare dettagli raffinati. Come l’ottima verniciatura, lo storico stemma posto sul serbatoio o le manopole a botticella con logo in rilievo, particolari che fanno da contrasto con componentistica più cheap, come i semplici blocchetti al manubrio, qualche cavo a vista o fascettato, come nel caso dell’impianto di illuminazione sul portatarga.

Una soluzione di compromesso necessaria a contenere il prezzo ben sotto la soglia dei cinquemila euro. Quotazione davvero invitante per un prodotto stiloso, che si distingue dalla massa con eleganza facendo tendenza.

La F.B Mondial al bar….

Provate, com’è successo a noi, a parcheggiarla fuori da un bar o in una piazza e contate fino a tre. È il tempo massimo per vederla circondata da curiosi, molti anche giovani che magari non conoscono il marchio e rimangono stupiti. Ma accade anche di trovare qualcuno che ricorda il marchio e riattiva la memoria, andando con un po’ di malinconia ai tempi belli della gioventù. Per tutti, comunque, c’è la sorpresa di scoprire che il marchio F.B Mondial esista o che sia tornato su strada.

Non fosse per le dimensioni compatte, la HPS 300 potrebbe sembrare davvero una moto più adulta: accogliente in sella anche per chi supera i 180 cm di altezza, con corretta angolazione tra sella e manubrio, comunque regolabile semplicemente ruotandolo sui riser, fa subito sentirsi padroni del mezzo, complice anche il peso inferiore ai 150 chilogrammi.

L’altezza della sella, 785 mm, permette una buona distanza tra seduta e pedane, sempre a favore di una corretta e comoda posizione di guida, mentre il passeggero deve accontentarsi di una porzione limitata e inclinata all’indietro; ma del resto questa è una moto divertente, da gustarsi preferibilmente da soli.

La HPS 300 è estremamente facile da guidare

Lo è con un ampio angolo di sterzo e dalla semplicità quasi disarmante, al punto  che se non fosse per il cambio a sei marce sembrerebbe di usare uno scooter.

Malgrado nel nome e sulle fiancatine compaia la cifra 300, di fatto nel telaio è inserito un moderno monocilindrico da 249 cc, 4T e 4 valvole, raffreddato a liquido, che esprime a terra una potenza di poco inferiore ai 25 CV.

Un motore allegro, che deve girare alto per dare il meglio anche se il cambio, abbastanza preciso e ben spaziato, permette di trovare sempre il giusto rapporto senza tirare troppo le marce; le prestazioni non sono ovviamente da super-bike, ma comunque superiori anche se di un pelino a quanto concesso dal Codice; facendo la tara, la punta massima si attesta proprio a toccare i 130 km/h reali.

Il serbatoio, grande all’apparenza, ha in realtà una capienza di “soli” 9,5 litri; ma i ridotti consumi assicurano percorrenze di tutto rispetto, visto che abbiamo consumato in media un litro di carburante per percorrere 30 km ad andatura di passeggio, mentre con guida più allegra si scende a 22 km; quindi una media di consumo ragionevole è da ipotizzare a 25 km/l.

Peccato che lo scarico di serie, come già detto bellissimo, abbia una voce troppo educata; ma tra gli accessori alter-market abbiamo già individuato una marmitta LeoVince dedicata che senza modificare il silenziatore finale assicura un suono più corposo e adatto allo spirito della moto.

Doppio silenziatore per la HPS 300 di F.B Mondial

A proposito del doppio silenziatore, nell’uso viene spesso  a contatto con il piede destro, ma le ottime paratie svolgono bene il loro compito isolando perfettamente dal calore.

La moto si guida bene, lasciandola correre precisa e stabile, ma è pronta a cambiare traiettoria in un attimo; svelta e agile, sul misto può impensierire rivali dalla cavalleria superiore, mentre nell’uso prolungato non affatica minimamente.

Le gomme CST moderatamente tassellate non solo danno molta confidenza su asfalto, ma assicurano divertimento quando la strada diventa sterrata.

Non serve una guida di corpo: basta farla danzare sulle curve. La HPS non è fatta per staccate assassine e aperture di gas violente. Ma trovato il giusto ritmo lo seguirà docile. Come? Ripagando il pilota con una piacevole sensazione di sicurezza che una guida aggressiva, seppur divertente, non potrebbe altrimenti garantire.

Le pur sincere gomme tassellate di serie sconsigliano ovviamente pieghe troppo accentuate. Meglio piuttosto lavorare con il corpo, per arrotondare le curve e conservare traiettorie pulite, per così frenare poco e accelerare molto presto, ancora in percorrenza di curva.

Le sospensioni, forcella UPS con steli da 40 mm e coppia di ammortizzatori posteriori, sono tarate sul rigido, dando sostegno e coerenza nella guida; ma in caso di buche o asfalto molto rovinato trasmettono inevitabilmente colpi al pilota.

La frenata è assolutamente adeguata alle prestazioni. Garantita con il disco anteriore a margherita da 280 mm e pinza radiale a 4 pistoncini, ben coadiuvato dal posteriore, dallo stesso disegno, da 220 mm con pinza flottante a pistoncino singolo. Un sistema frenante adatto anche ai neofiti, molto modulabile. E comunque pronto nell’intervento, con un valido e ben tarato sistema ABS in ulteriore aiuto che interviene comunque in maniera non invasiva.

Portatela con voi a passeggio nella movida urbana

Gli specchi reversibili in due posizioni, in quella più interna non disturbano e secondo noi stanno anche meglio. Oppure scegliete le strade di campagna. Magari quelle che salgono sulle nostre belle colline e divertitevi a cercare le traiettorie giuste, potendo contare su una moto che a dispetto della cilindrata ridotta offre belle soddisfazioni.

Due le colorazioni disponibili: oltre alla silver del servizio, c’è quella elegante, ma forse scontata, in nero con sella e manopole in tinta. A gusto personale, riteniamo che l’argento dia qualcosa in più al richiamo storico del marchio, con sella e manopole marroni a sancire un tocco di classe.

Per chi è adatta la HPS 300?

Se è scontato indicare il classico motociclista alle prime armi, crediamo che il pubblico femminile possa trovare in questa moto il modello giusto… Per facilità di gestione e grazia estetica. Senza dimenticare il motociclista di ritorno, “fulminato” da una moto sbarazzina e da un marchio con una storia alle spalle tanto importante. Un’opportunità alla portata di tutti, visto che la HPS 300 costa appena 4.490 euro, franco concessionario. 

Flavio Carato –  Foto Andrea Muzio

***

MOTORE: cilindrata 249,6  cc – tempi 4 – cilindri – raffreddamento a liquido – avviamento elettrico – alimentazione iniezione elettronica -aAlesaggio e corsa 77×53,6 mm – frizione multidisco in bagno d’olio – numero valvole 4  distribuzione monoalbero – potenza 17 kw – 8.500 giri/min – coppia 23 Nm a 6.500 giri/min – omologazione Euro 5 – cambio meccanico a 6 marce – capacità serbatoio carburante 9,,5 litri – trasmissione finale a catena

CICLISTICA: telaio in tubi d’acciaio – sospensione anteriore forcella telescopica idraulica a steli rovesciati da 40 mm, escursione 97 mm – sospensione posteriore forcellone oscillante con doppio ammortizzatore, escursione 120 mm – freno anteriore a disco da 280 mm – freno posteriore a disco da 220 mm – ruote a raggi – cerchio anteriore da 18” – cerchio posteriore da 17” – pneumatico anteriore 100/90×18” – pneumatico posteriore 130/80×17” 

MISURE: lunghezza 2.025mm – larghezza 710 mm – altezza 1.050 mm – altezza sella da terra 850 mm – interasse 1.360 mm – peso in ordine di marcia 149 kg

Costruttore: Pelpi International S.r.l. – Via Matteotti, 11. 22060 Arosio (CO). Tel. 031 875165 – info@pelpi.com – http://www.pelpi.com

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