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Fuel Experience

KAWASAKI W800 Moto da Scoprire, ecco il ritorno della Classica

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KAWASAKI W800 LA PIÙ CLASSICA TRA LE CLASSICHE È TORNATA, AGGIORNATA, PIÙ MATURA, CON UN EQUILIBRIO PROVERBIALE. TRA LE “MODERN” ISPIRATE AL PASSATO È FORSE LA PIÙ EVOCATIVA

È una delle prime Modern-Classic

È stata una delle prime modern classic ad affacciarsi sul mercato e a dirla tutta ne sentivamo la mancanza. La Kawasaki W800 è tornata: classica tra le classiche, la bicilindrica di Akashi è sempre stata un “gioiellino” di stile e di equilibrio, e lo è ancora come vedremo in seguito; anzi, il nuovo modello ribattezzato Street (alla quale si affianca la versione Racer) lo è ancora di più.

Appeal stilistico

Tra i punti di forza della 800, e prima ancora della primissima versione “moderna” di 650 cc, c’è l’appeal stilistico che richiama fortemente al passato, e in modo marcato: gli scarichi a “bottiglia” cromati sono un segno distintivo, e come non citare i nuovi cerchi a raggi, che su questo nuovo modello passano da 19 a 18 polli- ci, sia all’anteriore che al posteriore; la nuova Street adotta inoltre un manu-brio totalmente differente, ampio e con una piega classicheggiante che ricorda molto da vicino quelli utilizzati sulle moto da flat track in chiave vintage.

Ma gli aggiornamenti non finiscono qui: la nuova W800 adotta un telaio a doppia culla più rigido, una nuova piastra di sterzo e un impianto frenante aggiornato. interessante il disco anteriore maggiorato da 320 mm. Scompare il freno a tamburo posteriore che lascia il posto a un ben più moderno disco freno da 270mm.

Sospensioni con steli da 41 mm sulla KAWASAKI W800

Anche le sospensioni differiscono:la forcella è più sostanziosa, con steli da 41 mm, e adotta molle più rigide. E gli ammortizzatori posteriori denotano una taratura più “hard”, regolabili inoltre nel pre-carico. Sulla Street ci sono dettagli e finiture inedite: il faro anteriore ad esempio è a led, con le luci di posizione inserite nelle camere degli abbaglianti, lente convessa e anello cromato che lo completa (l’effetto ottico è del tutto simile a quello di una classica lampada retrò).

Sella con rivestimento tuck and roll

Differente e maggiormente ergonomica la sella, caratterizzata dal rivestimento “tuck&roll” e da un’imbottitura rimodellata nella parte anteriore, soluzione che permette di appoggiare più agevolmente gli stivali al suolo. Insomma, sulla nuova W800 Street cambiano parecchie cose ma, come dicevamo, non varia quel suo proverbiale equilibrio tra stile, motore e ciclistica. Anzi, si affina. I cerchi da 18 pollici fanno una grande differenza, in modo particolare nel misto stretto e in città, situazioni in cui la nuova W800 Street mette in campo agilità e maneggevolezza da dieci e lode.

Guardiamola la KAWASAKI W800 in piega

La “twin” scende in piega in un lampo, è rapidissima a centrare la corda e stabile in appoggio nel mantenere la traiettoria impostata. Le pedane sono posizionate ad un’altezza corretta (le gambe sono distese quanto basta e sulla W800 non ci si stanca, nemmeno dopo qualche ora di guida) eppure sfregano in fretta sull’asfalto tanto è immediato il feeling che le si concede.

Kawasaki w800

La Kawasaki w800 in tutta la sua bellezza

Per farlo bastano pochi chilometri di “conoscenza”. La sintonia corre di pari passo anche nei cambi di direzione: i “destra e sinistra” in successione sono uno spasso. È una danza alla quale la Street risponde inappuntabile.

47 cavalli e motore bicilindrico 4 valvole raffreddato ad aria

Insomma, sì, con questa classica contemporanea ci si diverte. A dispetto dei suoi 47 cavalli che in generale non sono poi molti, ma sono talmente ben distribuiti e sfruttabili che, in modo particolare quando la strada serpeggia, sono più che sufficienti. Anzi, a dirla tutta, complice un’erogazione esemplare, dolce e progressiva, che consente di procedere a bassissime velocità in 5° marcia. Ciò succede anche con il passeggero a bordo (a proposito, gli innesti del cambio sono precisi al punto che si può anche fare ameno di utilizzare la frizione). Gli “horse-power” sviluppati dal bicilindrico 4valvole raffreddato ad aria si riescono ad utilizzare tutti e questo si traduce in piacere di guida. Sul veloce invece un pizzico di cavalleria supplementare non guasterebbe e soprattutto, con una sesta marcia “di riposo” le lunghe trasferte risulterebbero più agevoli.

Considerazioni finali

Detto ciò, e fatte le dovute considerazioni da “smanettoni” incalliti, non ci resta che aggiungere quanto la W800 Street (Link alla Casa madre) sia facile e intuitiva nell’approccio. Il peso dichiarato di 221 kg non si avverte affatto; il comando della frizione è morbidissimo (e servo assistito, con sistema antisaltellamento). Di più. La postura che sia assume è dinamica e confortevole, con il busto piuttosto eretto, le braccia allargate e protese verso il “manubrione” che infonde una piacevole sensazione di controllo. La frenata è adeguata alle prestazioni della bicilindrica; quando si richiama il disco anteriore, la risposta che si ottiene è progressiva e per le “staccatone” la leva va spremuta. Il disco posteriore è di supporto, lo si può chiamare in causa senza troppe premure per chiudere una traiettoria impostata con troppa arroganza. Ben tornata W800, classica tra le classiche.

Fuel Experience

Enduro Vintage e Moped, si rifarà il Mud Run Party?

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La quinta edizione del Mud Run Offroad Party, evento pugliese dallo spirito wild & vintage ha registrato circa 3.000 presenze. Contest, escursione notturna e prove di enduro per una manifestazione tra le più interessanti e divertenti nel sud della nostra penisola

Per chi ancora pensa che a Sud ci siano solo spaghetti e mandolini, ecco l’evento giusto per ricredersi: il Mud Run. In Puglia, dove l’autunno ha il sapore dell’estate, e non mancano i luoghi giusti per dare sfogo alla passione con originalità e divertimento.

Mud Run

Come è andata la scorsa edizione

Partenza col botto già dal primo giorno, con l’accettazione degli ospiti fuori sede e la sistemazione nel campeggio, predisposto per l’occasione nella fantastica location della Masseria Chinunno, in provincia di Bari. Approfittando del clima rilassato e favorevole, la giornata Mud Run si è svolta all’insegna del vero spirito “Wild & Vintage”. Con tanto di escursione in notturna e falò tra amici.

Riposati i polsi, la mattina di domenica ha avuto inizio il vero evento Mud Run.

Un delirio di appassionati e semplici curiosi ha inondato la masseria, contando circa 3.000 presenze nell’arco della giornata.

Le prove libere di enduro hanno avuto inizio di buon mattino e la partenza in un unico gruppo ha fatto il resto: 40 moto sono scattate al via, sollevando un polverone degno di una demolizione controllata.

Mud Run

A deliziare gli ospiti, c’è stata la presenza del direttore di gara in pieno stile vintage, con lo start impartito con una pistola a salve d’epoca. L’evento, aperto a tutti gli appassionati di enduro e cross, prevedeva l’accesso a veicoli rigorosamente vintage, in condizioni originali o elaborati.

Sono stati infatti istituite due categorie e relativi contest: “Original Vintage”, per veicoli conservati o restaurati, e “Special Scrambler”, riservato a mezzi modificati.

Mud Run

Non sono mancati, però, i goliardici moped 50 cc super elaborati e bizzarri, conduttori inclusi, che hanno sfogato i piccoli cilindri sul percorso concepito per le “grandi” enduro.

Ad arricchire la giornata, la sorpresa dell’ultimo minuto: Ciccio White con i Danger Farm, hanno tenuto con il naso all’insù tutti gli ospiti, con evoluzioni freestyle. Un plauso agli organizzatori Franky Rockers e Donato Spinelli della A.S.D. Cool Riders Motoclub.

Quest’anno si replica (salvo imprevisti da emergenza sanitaria), sempre in autunno: info su MudRun 2020

Federico Benincasa

Foto di Lorenzo Benatti

Mud Run

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Fuel Experience

I Sette Grandi Marchi del Motor Bike Expo 2020

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Colpo d’occhio su sette dei grandi marchi del Motor Bike Expo 2020. In questa seconda parte il viaggio a due ruote continua per scoprire sensazioni e novità premium che hanno segnato la scena motociclistica della grande esposizione nella città scaligera.

Honda (fra tutto il resto) ha sfoggiato la cruiser Rebel 500

Vi parliamo di 7 grandi marchi visti al Motor Bike Expo 2020 in questa seconda parte dello Speciale MBE (la prima qui). E partiamo dalla Casa giapponese che ha occupato quasi un intero padiglione del Motor Bike Expo, Honda.

Motor Bike Expo 2020

Bicicli a motore di ogni tipo:  dagli scooter alle moto, dalle stradali alle enduro, dai modelli da cross fino alle moto vincitrici di titoli mondiali nella scorsa stagione.

Fra queste la mitica 93 di Marc Marquez, ma anche la bellissima 48 con cui Lorenzo Dalla Porta ha vinto il titolo in Moto. Ma c’è stato spazio anche per qualche escursione extra-settore verso il mondo marine.

A Verona è andata in scena l’esibizione di potenza della Casa dell’Ala, che riesce a fornire la risposta giusta ad ogni richiesta di mobilità a due ruote. Una gamma sconfinata.

Honda moto

Però la cruiser compatta Rebel 500 si è mostrata uno dei più recenti punti di forza. La moto è omologata ovviamente Euro5, monta il bicilindrico parallelo da 471 cc con raffreddamento a liquido e distribuzione a 8 valvole. Deriva dalla serie CB500 (già declinata in diverse versioni: naked, supersport e crossover), e che ora viene modificata sulle esigenze di una moto custom.

Ducati Motor Bike Expo 2020

Bmw Motorrad al Motor Bike Expo 2020 

Su tutte ha spiccato l’intera gamma R NineT, con le diverse versioni in bella mostra, cui si abbina la collezione di parti speciali di personalizzazione a marchio Option 719 (declinata anche su altri modelli, come il campione di vendite R 1250 GS). Per la Casa di Monaco a Verona è c’è stato l’abituale bagno di folla. E il richiamo, inutile dirlo, è arrivato dalle forme seducenti ed evolute che si accompagnano al bicilindrico boxer più famoso al mondo.

Kawasaki Motor Bike Expo 2020

Kawasaki all in a Verona

Tutti i gioielli della Casa erano in mostra al MBE. Z900, Z650, Ninja 1000 SX. Fra tutte la Z H2, unica naked al mondo dotata di supercharge, per prestazioni davvero mostruose.

Ma allo stand Kawasaki non mancava la W800 nella sua versione più tradizionale, colorazione dark green, diversi dettagli cromati, e più simile per aspetto e sensazioni di guida all’antesignana W1 del 1965.

Motor Bike Expo 2020 Moto Guzzi

Moto Guzzi, da Mandello del Lario al Motor Bike Expo 2020, punta sulla V85TT

Vera protagonista del MBE perché a Verona è stata presentata l’edizione 2020 del Trofeo Moto Guzzi Fast Endurance, serie monomarca dedicata a tutti coloro che vogliono cimentarsi tra i cordoli, assaporando l’atmosfera delle corse più classiche. Il marchio di Mandello ha esposto l’intera gamma di prodotto, con un posto particolare riservato alla V85 TT. È questa la prima classic enduro che nasce per i viaggi avventurosi. È soprattutto capace di far apprezzare il bicilindrico lariano in ambiti finora poco praticati.

L’accoglienza molto positiva del pubblico e la buona risposta in termini di vendite, potrebbero portare Gruppo Piaggio a importanti debutti nel segmento. Ancora, come dimenticare la gamma V? Capeggiata dalla Stone S, più recente interpretazione della bestseller di Mandello, il cui equipaggiamento rappresenta bene la filosofia di customizzazione di Moto Guzzi?

Harley Davidson Motor Bike Expo 2020

Harley Davidson. Grandi novità dalla casa di Milwaukee

Novità a profusione, a iniziare da quelle viste a Milano. Di scena il prototipo Pan America, l’adventure touring con motore Revolution Max 1250 di 1.250 cc, 145 CV di potenza e 122 Nm di coppia. Lo stesso motore, ma in versione di 975 cc, è sulla nuovissima Bronx, street-fighter ancora a livello di prototipo, per la quale sono dichiarati più di 115 CV e 94 Nm. E poi la Low Rider S, la piattaforma touring CVO. E l’elettrica LiveWire, con tanta tecnologia a bordo grazie al Reflex Difensive Rider System, che migliora la sicurezza del pilota. Mentre l’app H-D Connect tiene connessi moto e pilota anche a distanza.

Triumph Motor Bike Expo 2020

Triumph e le sue icone viste al Motor Bike Expo 2020

Lo stand del costruttore inglese era monopolizzato dagli allestimenti speciali di Thruxton, Bobber e Rocket III. A far da succulento contorno, la novità Tiger 900 Rally, in doppio allestimento Pro e GT Pro, insieme alle altre novità della gamma, dalla Rocket III GT e R alle Scrambler 1200 XC e XE, passando per la Bonneville T120 Special Edition dedicata a Bud Ekins, icona del fuoristrada americano ed a suo tempo fraterno compagno di corse di Steve McQueen.

Ducati c’era in forze

Pur se con un impatto meno forte degli anni passati, Ducati non ha fatto mancare la sua presenza a Verona, confermandosi come il brand motociclistico italiano che più suscita emozioni nel cuore degli appassionati.

La gamma di moto sportive, cruiser e naked di Borgo Panigale, cui vanno aggiunte le best seller Scrambler ormai diventate una famiglia a sé stante, propongono per la guida di tutti i giorni il meglio della tecnologia applicata alle due ruote.

A iniziare dai performanti motori, la cui esuberanza viene tenuta sotto controllo da collaudate sospensioni tutte regolabili e da impianti frenanti che solo qualche anno fa avremmo visto attivi sulle Superbike ufficiali.

Inoltre, nello spirito del Motor Bike Expo, Ducati ha portato una rassegna di parti speciali prelevate dal ricchissimo catalogo Ducati Performance, oltre alla gamma di abbigliamento dedicato della collezione Ducati Apparel.

Redazione Fuel Magazine

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Fuel Experience

Speciale Motor Bike Expo 2020, 4 tra i migliori marchi.

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Riviviamo assieme i migliori momenti del Motor Bike Expo 2020: i marchi, le moto e le immagini che più ci sono piaciute in questa prima parte dello speciale apparso nella rivista Fuel #6.

Anche quest’anno, per quattro giorni epici, Verona è diventata la capitale del motociclismo, con padiglioni colmi di visitatori ad ammirare le novità. Le aree esterne che vibravano per le esibizioni, gli spettacoli e le emozioni di tutti. Un salone completo, frizzante, libero, coinvolgente, in cui il sound dei motori è stata la colonna sonora ideale.

La formula di successo non è cambiata: produzione di serie, universo custom, mondo racing, turismo su due ruote, scuole guida in moto e gli show all’aperto: E’ il Moto Bike Expo di Verona, che quest’anno ha messo d’accordo le esigenze degli espositori e le richieste dei visitatori.

Di nuovo Verona è diventata il riferimento del motociclismo anche internazionale,  grazie ad un Salone di alto livello, che conferma l’Italia culla della passione per le due ruote a motore.

Benelli al Motor Bike Expo 2020

La Casa pesarese dal punto di vista commerciale naviga con il vento in poppa grazie ad un sempre maggiore riscontro di pubblico e di vendite. Benelli ha esposto in forze al Motor Bike Expo, con uno stand del tutto nuovo, presentando le novità della gamma moto 2020.

Benelli Leoncino 800 Motor Bike Expo 2020

Regine dello stand sono state la 752S (nella foto si apertura), naked muscolosa che segna la riaffermazione dell’azienda nel segmento delle medio-grandi, in arrivo sul mercato italiano nelle prossime settimane, e la Leoncino 800 (nella foto sopra), modern-classic dallo stile autentico, ormai vera icona del brand.

Benelli TRK 502 Motor Bike Expo 2020

Ad affiancarle erano esposte le altre moto che costituiscono l’offerta 2020, tra cui le bestseller TRK 502 (nella foto sopra) e TRK 502 X, Leoncino e Leoncino Trail e la BN 125, la naked per sedicenni più venduta in Italia lo scorso anno.

Benelli Imperiale

In esposizione anche la 502C, prima cruiser del marchio pesarese e la Imperiale 400 (nella foto sopra), classic-bike che tanto interesse ha segnato all’ultima edizione di EICMA, nonché le “piccole” della gamma Benelli 302S, 302R, BN251, Leoncino 250, TRK 251 e Tornado Naked T 125.

Suzuki bike Motor Bike Expo 2020

Motor Bike Expo 2020

Ampia la gamma di Suzuki

Al Motor Bike Expo 2020, è stata molto ammirata la Jindachi, versione speciale in stile modern-classic che onora la prima Suzuki Katana 750: livrea dedicata, accessori originali e scarico Yoshimura, con collettori in acciaio e terminale R-11.

superbike suzuki
Per rendere omaggio alla Katana Shark del 1984, Suzuki ha lavorato sulla livrea, con il grigio lucido del modello standard che lascia il posto ad un grigio mat. Spiccano il cupolino maggiorato, la sella bicolore rosso/nero ed il parafango anteriore in carbonio.

Il motore è un’evoluzione di quello della GSX-R1000 K5 che eroga 150 CV, inserito in un telaio in alluminio rigido, che supporta la forcella upside-down KYB da 43 mm.

Suzuki bike

Il listino Suzuki offre due possibilità: da una parte la Katana standard a 13.690 euro, disponibile in grigio e nero; dall’altra, la ricca versione Jindachi (nome di un’altra spada giapponese a lama lunga), proposta a 14.290 euro. Il valore dell’intero kit della Katana Jindachi supera i 1.500 euro, garantendo quindi un vantaggio per il cliente di oltre 900 euro.

Yamaha

Yamaha al Motor Bike Expo

Presenza di grande impatto per la Casa di Iwata al Motor Bike Expo. Dominanti al padiglione 6, i Tre Diapason erano rappresentati con l’intera gamma delle novità 2020.

Molto apprezzate dal pubblico veronese le naked MT-03, la MT-125 e la Tracer 700, insieme ai due scooter che caratterizzano l’offerta Yamaha nel segmento, cioè il nuovo TMAX 560 e il Tricity 300.

Ma non c’è dubbio che le attenzioni maggiori sono state calamitate dalle versioni appartenenti al mondo Faster Sons. In particolare le due special su base XSR700. La Violante realizzata da Garage 221, e la Sette, modello scelto per la rappresentante italiana al contest “Back to the Dirt”, realizzata da D&G Motorsport.

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Lo stand di Royal Enfield

Una stand molto grande, per ospitare la gamma al completo, tra cui spiccavano le recenti novità Bullet Trials e tante versioni della bicilindrica Interceptor 650.

La casa indiana (ma con uno spirito British ben evidente in tutti i suoi modelli) ha scelto il palcoscenico MBE come vetrina ideale per mostrare le sue moto dall’aspetto vintage e classico che tanto successo stanno riscuotendo.

Uno stand caratteristico, dal look “garage” come si addice ai prodotti Royal Enfield, affascinanti e dal forte appeal emozionale."<yoastmark

E diciamolo, in un mondo dominato dagli algoritmi, dalla perfezione computerizzata e dalle immagini fasulle create da un software, ci sono anche le passioni. Le esperienze tattili, le moto classiche, quelle fatte di ferro, carburatori e odore di benzina, che poco concedono all’elettronica e molto invece pretendono in fatto di amore per la meccanica e guida decisa con polso fermo, ci stanno davvero (ri)conquistando.

La fabbrica che esiste da sempre

Royal Enfield è la più antica fabbrica di motocicli al mondo ancora in attività. La Casa ha fatto delle versioni, old style e impermeabili alle mode, la sua carta vincente. Ha saputo ritagliarsi una posizione speciale in questo mondo appassionante. E lo ha fatto guadagnandosi un posto al sole sul mercato con la sua gamma di modelli mono e bicilindrici. Forte di una storia quasi secolare, partita dall’Europa nel 1932, è emigrata in India nel 1967, da dove è ritornata con successo nel mercato occidentale da qualche anno. E ora ci godiamo le sue belle proposte, che inoltre hanno un listino particolarmente invitante.

Redazione Fuel

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