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Inchiesta Fase 2: Le Due Ruote ai Tempi del Coronavirus

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Inchiesta Fase 2

Il blocco delle attività, il boom digitale a due ruote e finalmente la ripartenza: cosa è successo al nostro mondo nei mesi che hanno cambiato volto all’intero pianeta? Ecco come hanno risposto alla crisi in Fase2 (e prima) le Case motociclistiche e le aziende di riferimento del settore.

di Andrea G. Cammarata

Come prevedibile il coronavirus ha contagiato anche il mercato delle due ruote ed ecco il motivo di questa inchiesta sulla Fase 2. È stata una batosta senza precedenti ed è arrivata a primavera, proprio nel momento in cui il settore doveva fiorire. Il confinamento prolungato, la paura del contagio, hanno congelato la passione dei motociclisti doc ma anche quella dei semplici commuter che usavano le due ruote per andare a lavoro.

Poi si è aggiunta la chiusura dei concessionari con lo stop alle vendite al pubblico. E in più le case costruttrici hanno sospeso la produzione dei mezzi, con il fermo delle consegne degli ordini. Si è generato in sostanza un gap profondo, che nel primo quadrimestre 2020 ha segnato la storia economica di un anno di moto le cui sorti si preannunciano davvero difficili.

Ma l’andamento non era così male

Da sei anni il mercato due ruote chiudeva i bilanci in positivo, con un incremento delle vendite sul 2018 del 5,7% e sul 2017 del 7,4%. Cosa sarà dei numeri di unità vendute, è presto per dirlo.

In questo terremoto commerciale, come hanno reagito le aziende?

È stata una gara d’indovini, in realtà nessuno sapeva quanto sarebbe durato lo stato di paralisi e nemmeno come agire a proposito. Il flusso di comunicati stampa, riassunto, ha visto le prime reazioni fra le più clamorose. Partendo da BMW Motorrad e KTM che subito a inizio emergenza sanitaria annunciano che per il 2020 non parteciperanno a Eicma, la più importante fiera di settore italiana, e nemmeno a Intermot di Colonia.

Gli organizzatori di Eicma definiscono “legittima ma prematura” la decisione di BMW e coraggiosamente confermano l’edizione per l’anno in corso, salvo un “valutare tutte le soluzioni”. Al contempo, Eicma nomina un nuovo Consiglio di amministrazione, ora presieduto da Pietro Meda. Conferma che durante il silenzio del lockdown è successo più di quello che si pensi.

Come rispondere alla mancanza di rappresentazione tradizionale dentro la folla dei padiglioni fieristici?

Con il digitale, almeno per il pubblico. E per gli scambi commerciali si vedrà…  Il web è stato l’antidoto alla patologia virale per qualunque segmento. Ha funzionato bene anche per le moto. Online durante la quarantena si sono fatti miracoli digitali, sopperendo alla mancanza dei grandi eventi del settore, come le gare e le manifestazioni.

Tutto per garantire la coesione fra i motociclisti e tenere accesa la scintilla, e almeno non restare con il cerino in mano. Il confinamento è stata un’opportunità utile per amplificare quel messaggio universale delle Case, costruito sulla voglia di moto. Messaggio ben ricevuto dalla community di motociclisti confinata fra le mura domestiche, che in realtà si nutre da tempo di contenuti online come del pane.

La passione per la moto è riuscita a rimanere accesa tramite il mondo virtuale

BMW Motorrad lo ha fatto offrendo gratuitamente la visione in streaming di un film-documentario di responsabilità sociale, “Se ti abbraccio non aver paura”. Storia di un padre e figlio autistico in viaggio sulla moto verso il deserto del Sahara. E sempre via piattaforma digitale, la Casa di Monaco annuncia l’evoluzione grafica del suo logo e, soprattutto, il lancio del super-atteso Big Boxer R18, tutto a porte chiuse.

Inchiesta Fase 2

Al contempo, Ducati presenta in diretta streaming mondiale la Streetfighter V4, con tanto di chat aperta insieme al team degli ingegneri. E ancora, nel circo online dei motori va in scena la Honda Collection Hall di Tokyo, il museo della Casa dell’Ala, che durante la quarantena diventa virtuale offrendo agli utenti l’opportunità di esplorarlo da casa. Honda pensa poi ai fumetti manga, per parlare di sé durante il COVID-19, e raccontare la sua filosofia nipponica attraverso una serie di sei episodi sul Web da guardare da casa, perfetti per coltivare i motociclisti in erba.

La moto raccontata online è anche un’opportunità per aggiornare i sistemi di connettività: Honda porta il sistema operativo Android sulle GL1800 Gold Wing, e BMW ha aggiornato la Connected App migliorandola decisamente.

Il coronavirus è riuscito a congelare il tempo e anche le garanzie delle moto, alcune magari scadute durante il confinamento o semplicemente hanno perso la possibilità di essere sfruttate a causa del lockdown. Perciò più o meno tutte le Case costruttrici hanno prolungato la durata della garanzia dei loro mezzi di alcuni mesi, e BMW Motorrrad ha esteso anche quella dei caschi nuovi di ben cinque anni.  E, a riguardo, Triumph è venuta fuori con un pacchetto differenziato di manutenzione programmata chiamato “Take Care”. 

Inchiesta Fase 2

Inchiesta Fase 2. Quando si sono riaperte le porte della percezione

A paura ridimensionata, in Fase 2, annunciata a spizzichi e bocconi da un governo super protettivo che tiene fino a quel momento sospese tutte le principali libertà costituzionali incluse quelle di libera impresa, per le due ruote c’è un’altra rivoluzione da fare: quella di ripartire. E come farlo in sicurezza? Distanziamento del personale, mascherine, gel ovunque, misurazione della febbre. Altissima, la tensione. I concessionari dei migliori marchi, che erano già praticamente dei saloni di bellezza in quanto a pulizia, si sono adeguati in quattro e quattr’otto alla normativa garantendo un ritorno agli acquisti in tutta sicurezza, e offrendo la possibilità di prenotare i test-ride direttamente online.

Triumph Motorcycles ha cambiato addirittura sede, spostandosi a Segrate per avere spazi più ampi e gestire meglio il distanziamento. Le fabbriche hanno fatto la loro. Negli stabilimenti del Gruppo Piaggio (le foto si riferiscono proprio alle attività di sanificazione negli impianti del Gruppo Piaggio, ndr), parlando di Aprilia e Moto Guzzi (in seguito agli accordi con i sindacati) sono stati forniti ai lavoratori appositi kit con i dispositivi di protezione individuale e sembra davvero che siano state prese tutte le precauzioni possibili.

Inchiesta Fase 2. Veniamo al soldo

Sono mancati gli incentivi per le due ruote con motori a benzina. Nonostante implorati da Confidustria tramite l’Associazione di riferimento del ciclo e motociclo (ACMA) che con l’hashtag #usaledueruote ha lanciato una campagna di comunicazione di riparo. Nel famoso Decreto rilancio si parla di un bonus rottamazione fino a 500 euro per le moto classe Euro 2 e 3, ma solo a partire da gennaio 2021.

Insomma, per vendere quello che non era stato venduto nei mesi migliori di primavera, e per vendere quando i soldi sono mancati a (quasi) tutti a causa dello tsunami di casse integrazioni, salari decurtati e crediti non riscossi, le Case delle due ruote hanno proposto un all-in senza precedenti.

Sul tavolo finanziamenti a tassi bassissimi e la possibilità di rifinanziare anche la maxi rata finale, e qui parliamo di Benelli. Honda invece ha risposto al lockdown con la prima rata a sei mesi. Poi Suzuki, che ha optato per un “regalo patente A1” con uno sconto di 400 euro sui modelli piccola cilindrata, i 125 GSX.

Inchiesta Fase 2: Fuel chiede, le Case rispondono

BMW Motorrad

Come si affronta la ripartenza?
«Sicurezza, salute e soluzioni di lavoro innovative come lo smart-working sono aspetti su cui abbiamo sempre investito e continuiamo a farlo. Con l’emergenza Covid-19 l’attenzione alla massima tutela dei collaboratori e di tutte le persone che lavorano con noi è stata da subito prioritaria: abbiamo subito implementato misure per tutelare tutti. Grazie a questo approccio abbiamo dato continuità al business.

Anzi, con proattività e il contributo di tutti, abbiamo incrementato la digitalizzazione di molti processi aziendali, sfruttato il tempo per lo sviluppo di nuovi progetti, aumentato gli incontri con la Rete di Vendita utilizzando le video conferenze, sviluppato la formazione a distanza. Abbiamo così gettato le basi per una ripartenza che da un lato continuerà ad avere come priorità la tutela di collaboratori, fornitori e clienti, seguendo le indicazioni delle autorità in materia di salute pubblica, e dall’altro vedrà noi e la nostra Rete pronti ad operare in questo nuovo scenario».

Intanto, lo sport a motore è fermo…

«La priorità è e deve essere la salute e la sicurezza di tutti: la parte sportiva è solo uno degli elementi su cui si fonda il nostro brand, quindi potremo contare su altre leve per tenere viva la passione, trovando validi supporti nei nostri prodotti, e prima ancora nella nostra Rete di Concessionari. Dall’inizio del lockdown abbiamo fatto tutto il possibile per tenere i contatti con i nostri Clienti e per non far perdere loro l’ottimismo e la passione. La digitalizzazione dei processi e della comunicazione ha aiutato ad annullare le distanze imposte. Il continuo ascolto della voce del Cliente e una comunicazione diretta, costante e anche per certi aspetti innovativa sono elementi fondamentali per riuscire in questo intento».

Infine, c’è il capitolo dei Saloni…


«Come sapete, BMW Motorrad ha annunciato che non parteciperà a Intermot ed Eicma 2020: le fiere sono un importantissimo canale di contatto diretto con il pubblico, sia clienti che addetti ai lavori. In loro assenza, è inevitabile un approccio digitale al lancio dei prodotti e poi prevedere attività capillari sul territorio. Abbiamo fatto ad inizio aprile la première mondiale della R18 in modo completamente digitale, ed è stata un’esperienza importante e gratificante. Ha reso possibile mantenere un evento, seppur a livello virtuale, quando le condizioni al contorno sembravano poterlo compromettere del tutto».

Andrea Silva PR & Communication Manager Motorrad

Inchiesta Fase 2. SUZUKI 

Come affrontate la ripartenza?

«Dall’inizio del lockdown, Suzuki Italia e la sua rete di vendita e assistenza hanno modificato le proprie abitudini, mettendo in atto nuove strategie per affrontare la situazione, o per avvantaggiarsi, grazie alle iniziative #SuzukiPorteChiuseeTelefonoiAperti e il programma “Suzuki Smart Buy”, l’opportunità per il cliente di prenotare fin da subito online la sua futura Suzuki approfittando di vantaggi esclusivi. Con la ripresa delle attività potremo finalizzare quanto messo in atto e riprendere tutte le attività in sospeso fino a quel momento».

E riguardo l’attività sportiva? 

«Come Filiale abbiamo sempre preso parte alle gare organizzando la tribuna Suzuki e coinvolgendo i clienti, facendo vivere un’esperienza da protagonisti. Stante l’attuale situazione di stallo dell’attività sportiva, ci concentreremo sulle attività e sui mini eventi dedicati ai clienti presso i dealer. Poco prima del lockdown infatti abbiamo annunciato il V-Strom Tour dedicato alla nuova V-Strom 1050XT arrivata in Italia a fine febbraio e che purtroppo non ha avuto adeguata visibilità».

Barbara Moscato, ufficio stampa Suzuki Italia

Inchiesta Fase 2. YAMAHA 

Come si affronta la ripartenza?

«Yamaha si è allineata subito ai regolamenti imposti dal Governo e abbiamo iniziato a mettere in atto una serie di accorgimenti per lavorare e per sviluppare i nostri progetti, ed a prepararci alla fase successiva. Innanzitutto abbiamo aperto il nostro e-commerce per acquistare abbigliamento e prodotti Yamaha in totale sicurezza».

I veicoli…

Per i veicoli, il pubblico potrà comprare alcuni dei nostri besteller con rate posticipate. Così garantiamo l’acquisto senza gravare sull’economia dei singoli che, in questo momento, possono avere serie difficoltà. Il programma di noleggio Fast rent #ripartoanolo, pensato e sviluppato per questa emergenza, punta al supporto di tutte le persone che vogliano spostarsi su due o tre ruote, nel caso del Tricity, per evitare i mezzi pubblici e il traffico cittadino. Si potrà affittare uno scooter 125 per uno o più mesi a prezzi contenuti».

Intanto, lo sport è fermo…

«Ma la passione non muore mai. Abbiamo concentrato la comunicazione per essere vicini ai nostri clienti, raccontando sui social i segreti e la tecnologia, e facendo incontrare al pubblico i piloti dei Team ufficiali».

E per i Saloni?
«Stiamo cercando di capire come si evolverà la situazione e se ci saranno le condizioni di sicurezza per svolgere i Saloni. Dovessero esserci cambiamenti, lanceremo comunque i nuovi prodotti, in maniera diversa. La tecnologia e una rete capillare di concessionari ufficiali sono supporti importanti per raccontare le novità e mantenere saldo il legame con la nostra community, ampliando il messaggio anche nei confronti di un pubblico più generalista che si vuole avvicinare alla mobilità».

Andrea Colombi, country manager Yamaha

Inchiesta Fase 2.TCX BOOTS

Come affrontate la ripartenza dopo il lockdown?

«Da subito, abbiamo cercato di reagire rimanendo lucidi e garantendo, fino a che ci è stato consentito, la continuità del servizio di spedizioni alla nostra rete vendita internazionale (TCX è distribuita in più di sessanta Paesi, ndr), ovviamente adottando tutte le misure di sicurezza per proteggere i nostri collaboratori.»

«Nonostante l’incertezza sui tempi di ripresa e sulle conseguenze che la pandemia avrà sul business, abbiamo scelto di continuare il percorso di sviluppo di nuovi progetti e di non fermare l’attività del nostro reparto R&D: siamo convinti che, quando ripartiremo, i nostri dealer e i nostri clienti avranno bisogno di ritrovare in TCX lo stesso partner di sempre, affidabile e in grado di offrire prodotti rinnovati dal punto di vista del design e delle soluzioni tecniche. E l’azienda sta compiendo importanti investimenti in questa direzione».

Parliamo di sport: quali alternative alle gare annullate?

«Siamo coinvolti nel settore sportivo con la sponsorizzazione di atleti che rappresentano il nostro brand a livello mondiale e che collaborano attivamente nello sviluppo di prodotto, per questo speriamo che i campionati non siano annullati ma possano riprendere nella seconda parte dell’anno. Inoltre, da sempre abbiamo ha un’ampia offerta di prodotti pensati anche per altri target di utilizzo, come per la mobilità urbana o i viaggi a medio e lungo raggio: è soprattutto a questi consumatori che in queste settimane abbiamo orientato la nostra comunicazione sui social media, con contenuti vari, veicolando un messaggio semplice ma per noi carico di significato: “TORNEREMO A VIAGGIARE INSIEME!“».

Quali sono le alternative alle fiere che sembrano in forse?

«Al momento è prematuro immaginare alternative alle fiere di settore: conosciamo tutti i numeri di Eicma, per citare la più importante, e sarà difficile si possa svolgere se le regole di distanziamento sociale dovessero essere mantenute per mesi. Si potrebbero creare eventi digitali, rivolti a target specifici di consumatori. Per poi passare, in un secondo momento, ad eventi sul territorio, magari in collaborazione con i dealer. Invece per l’interazione con il Trade, ci stiamo attrezzando con strumenti di teleconferenza. Ciò per svolgere meeting di presentazione delle nuove collezioni così come training di formazione sul prodotto».

Alessia Capodicasa, Sales & Brand Manager TCX BOOTS

Inchiesta Fase 2. TUCANO URBANO

«In Tucano Urbano non abbiamo mai bloccato del tutto le nostre attività, continuando a lavorare da remoto in modalità smart working. Ovviamente abbiamo riaperto i nostri negozi solo il 18 maggio. Ad eccezione dello shop-on line rimasto quanto mai attivo in questo periodo, soprattutto perché Tucano Urbano è l’unico brand del settore ad avere avuto un’offerta diversificata di mascherine, ora quasi del tutto esaurite.»

«Sul fronte dei provvedimenti e del supporto di cui il settore ha bisogno, siamo del tutto allineati con quanto proposto dall’Ancma. E siamo convinti che le due ruote siano il mezzo di trasporto più sicuro per affrontare il post lockdown. Stiamo lavorando con ardore affinché tutto questo serva da volano per la ripresa e per lo sviluppo del nostro mondo».

Dora Maraffa, Brand communication Tucano Urbano

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Fuel Style

HPS 300: gli accessori originali per farla tua

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F.B Mondial HPS 300

Dopo il test su strada della HPS 300 di Fb Mondial, ecco gli accessori originali per aggiungere quel tocco d’identità che cerchiamo nella nostra moto.

Sella_comfort HPS 300

SELLA COMFORT

98,36 euro + iva

Per migliorare il comfort in viaggio F.B Mondial ha studiato una sella speciale per la HPS 300, la cui ergonomia assicura spostamenti con la massima comodità; è disponibile in nero o marrone Testa di Moro.

portapacchi HPS 300

PORTAPACCHI

74,86 euro + IVA

Ed ecco il portapacchi posteriore per la HPS 300, realizzato con particolare attenzione ai dettagli, è ideale per trasportare effetti personali: la struttura in allumino, molto resistente, permette di avere a bordo bagagli fino a 6 kg di carico, oltre alla possibilità di installare un classico bauletto.

ScaricoLeoVince HPS 300

SCARICO LEOVINCE

249,30 euro + iva

Ma veniamo a due parole sul terzo accessorio, lo scarico per HPS 300 è composto da collettore e silenziatore de-cat inserito nel puntale, al posto dell’impianto originale e viene mantenuto il terminale di scarico di serie come tratto stilistico distintivo dei modelli HPS.

E diciamolo: sono evidenti l’aumento delle prestazioni a tutti i regimi e il risparmio di peso rispetto all’impianto originale, mentre l’aspetto estetico è comunque appagante con il terminale nascosto dal puntale. Particolare attenzione è stata rivolta alla tonalità di scarico, grazie all’esperienza dei tecnici LeoVince.

La scheda della HPS 300

MOTORE: cilindrata 249,6  cc – tempi 4 – cilindri – raffreddamento a liquido – avviamento elettrico – alimentazione iniezione elettronica -aAlesaggio e corsa 77×53,6 mm. Frizione multidisco in bagno d’olio – numero valvole 4  distribuzione monoalbero – potenza 17 kw – 8.500 giri/min. Coppia 23 Nm a 6.500 giri/min – omologazione Euro 5 – cambio meccanico a 6 marce – capacità serbatoio carburante 9,,5 litri – trasmissione finale a catena

CICLISTICA: telaio in tubi d’acciaio – sospensione anteriore forcella telescopica idraulica a steli rovesciati da 40 mm, escursione 97 mm . Sospensione posteriore forcellone oscillante con doppio ammortizzatore, escursione 120 mm. Freno anteriore a disco da 280 mm. Freno posteriore a disco da 220 mm – ruote a raggi. Cerchio anteriore da 18”. Cerchio posteriore da 17” – pneumatico anteriore 100/90×18” – pneumatico posteriore 130/80×17” 

MISURE: lunghezza 2.025mm – larghezza 710 mm – altezza 1.050 mm – altezza sella da terra 850 mm – interasse 1.360 mm – peso in ordine di marcia 149 kg.

ostruttore: Pelpi International S.r.l. – Via Matteotti, 11. CAP: 22060 Arosio (CO). Tel. 031 875165 – info@pelpi.com – http://www.pelpi.com

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Rivista

Gli accessori originali per la Suzuki Katana

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Suzuki Katana

Dopo il test della tagliente giapponese, Fuel passa agli accessori originali per la Suzuki Katana, oggetti preziosi e utili per andare in moto al meglio.

Ecco 12 Accessori originali per la Suzuki Katana e partiamo…

parafango_ant_carbonio

PARAFANGO ANTERIORE 343 euro

Sostituisce quello di serie. In fibra di carbonio, finitura opaca.

Suzuki Katana COPRISTRUMENTI

Suzuki Katana COPRISTRUMENTI

208 euro

Piccolo ed efficiente, in color fumé, offre maggiore protezione dal vento e conferisce alla Katana un aspetto più elegante.

ANELLO DI FISSAGGIO PER BORSA SERBATOIO

ANELLO DI  FISSAGGIO PER  BORSA SERBATOIO

36 euro

Indispensabile per utilizzare la borsa sul serbatoio.

COVER ALTERNATORE moto

COVER ALTERNATORE

127 euro

In fibra di carbonio, finitura opaca.

SELLA IN TINTA suzuki moto

SELLA IN TINTA

275 euro 

Aggiungi un tocco di design, con l‘elegante sella in tinta: il logo Katana, finemente disegnato sulla seduta, ne esalta fascino e qualità.

TAMPONI PER ASSALE ANTERIORE

TAMPONI PER ASSALE ANTERIORE

126 euro  

Prodotti in alluminio e nylon, in argento e contrasti neri, set completo per ruota anteriore.

MANOPOLE RISCALDATE

Suzuki Katana MANOPOLE RISCALDATE

252 euro

Non esiste il maltempo quando possiedi il miglior equipaggiamento sul mercato. Non importa quanto freddo faccia: le manopole riscaldate manterranno al caldo durante il viaggio. Con 5 livelli di regolazione e un consumo massimo di 17.2 Watt.

PINZE FRENO BREMBO

PINZE FRENO BREMBO

307 euro (x2)

Ad altissime prestazioni, sono frutto dello  sviluppo congiunto con Brembo, progettate per assicurare interventi precisi e costanti. Pastiglie e ulteriori componenti (viti, guarnizioni, etc) non incluse.

COVER FRIZIONE

COVER FRIZIONE

94 euro

In fibra di carbonio, finitura opaca.

Suzuki Katana TAMPONI PARATELAIO

Suzuki Katana TAMPONI PARATELAIO

394 euro  

Ideali per ridurre i danni alla moto. Prodotti in alluminio con tamponi in nylon; set da due pezzi per entrambi i lati.

Scarichi SC Project Codice: S11B-48MBA

Scarichi SC Project Codice: S11B-48MBA

660 euro

Metal Black: il corpo conico esalta il sound, impreziosito dal fondello in alluminio (lega 6082) ricavato dal pieno con lavorazione CNC. La parte esterna è ottenuta con vernici a base ceramica resistenti a alte temperature; il fondello di uscita è in due versioni: monocolore full black, con processo di anodizzazione galvanica e bicolore verniciato come la “camicia” esterna e ripreso a macchina per esaltare l’alluminio. 

Scarico conico, Codice: S11B-42A70S

Scarico conico, Codice: S11B-42A70S

440 euro

Il Conico 70’s, in acciaio inox Aisi 304, unito al fondello con scenografica rete sulla bocca d’uscita, nasce per offrire la perfetta fusione fra ricerca tecnologica e risultato estetico. La particolare conformazione garantisce un sound tipico, cupo e profondo, distintivo dei silenziatori conici. 









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Fuel Test

Katana: la prova su strada di Fuel

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Katana

Riprendere un nome iconico del motociclismo come quello della Katana. Come? Riannodando i fili di una storia per dare radici robuste a una moto proiettata nel futuro

A quasi 40 anni di distanza, Suzuki ha rispolverato un nome importante della sua storia: la Katana. Presentata a fine 2018, riprende i dettami stilistici del modello degli anni 80 senza scimmiottarli, bensì rendendoli attuali anche se, di fatto, meno innovativi.


Nel 1981, Suzuki rompeva gli schemi del motociclismo dell’epoca presentando un modello che faceva della linea avveniristica il suo punto di forza.

La matita del designer Hans Muth disegnava una linea assolutamente nuova, spigolosa e affilata, proprio come la spada giapponese da cui prende il nome.

La nuova Katana invece parla italiano

E lo fa grazie al design di Roberto Frascoli. È lui che riesce a tirare linee che richiamano il passato attorno a un motore che deriva direttamente dai modelli sportivi Suzuki. Parliamo precisamente del quattro cilindri 1000 cc raffreddato a liquido della GSX-R K5, solo “moderatamente addolcito”, visto che comunque mette su strada 150 CV.

Identificata già al primo sguardo, la Katana di oggi richiama l’antenata. Spigolosa il giusto ma moderna, con il faro rettangolare che appare il tributo estetico più immediato a un pezzo di storia Suzuki.

La linea è protesa in avanti, con il telaio a doppio trave d’alluminio a vista. Qui si posa un voluminoso serbatoio che pare confluire naturalmente nella semi-carena bassa che comprende faro e le luci di posizione. Mentre una piccola unghia in plexiglas scuro ripara la completa strumentazione digitale.
La sella sfugge a sbalzo, tronca appena finisce la seduta del passeggero che può contare comunque su una porzione adeguata e abbastanza comoda per la categoria.

La sella ospita solo le luci posteriori a Led, visto che portatarga e frecce posteriori, seguendo la moda del momento, sono a filo ruota.
Molto bello è il forcellone, con capriata destra a “banana” per far passare il corto scarico 4 in 1 che sbuca proprio la pedana.

Katana disponibile in versione monocolore silver o black

Un abito semplice ed elegante, con la sola concessione della voluminosa scritta Suzuki in rosso sul serbatoio. E il simbolo della Katana che rimane sulla parte bassa della semicarena.

La dotazione tecnica è adeguata al rango della moto. La Katana è ben gommata e ben frenata grazie all’ampio saccheggio compiuto ai danni della GSX-S1000.

Spiccano soprattutto il voluminoso 190/50 posteriore e l’impianto frenante che comprende dischi con pinze Brembo radiali all’anteriore e Nissin al posteriore. Sono entrambi garanzia di interventi decisi e sicuri anche grazie all’ottimo comportamento del sistema ABS, ben tarato e puntuale nell’azione.

La seduta è comoda: il manubrio moderatamente rialzato, preferito ai classici semimanubri, rende più intuitiva e semplice la gestione della moto e dei 215 kg di peso. Succede un po’ in tutti i frangenti, visto che l’esperienza in pista probabilmente non rientra nel campo d’azione di questa moto.
I comandi al manubrio sono classici e intuitivi, così come quelli al pedale ben posizionati su pedane moderatamente arretrate.
La moto in prova era equipaggiata con retrovisori bar end (montati cioè all’estremità finale delle manopole), disponibili in optional al posto dei classici di serie, che abbassano ulteriormente la linea della moto e la protendono di più in avanti, pur conservando una stabile e ottima visibilità su quanto accade alle spalle del pilota.

Il tono dello scarico originale è pieno ma non fastidioso

Il terminale non è al top per bellezza, ma grazie all’after-market questo dettaglio si può ovviare senza troppa fatica… Anche come suono.

La ciclistica assicura stabilità e rigore con un granitico anteriore che pare scolpire un solco nell’asfalto per poi seguirlo fedelmente per tutta la percorrenza di curva, contando sull’appoggio dell’abbondante spalla della gomma posteriore. Precisione che si perde un po’ sul veloce, anche se quasi impercettibile a Velocità Codice, complice la posizione di guida rialzata e la protezione aerodinamica limitata dal cupolino basso.

Non velocissima nei cambi di direzione, la Katana presuppone una guida di corpo per tirare fuori il meglio e per dare nello stesso tempo soddisfazione e assoluto godimento al pilota.

Il punto di forza è sicuramente il motore

Uno dei migliori motori quattro cilindri 1000 sul mercato per equilibrio tra prestazioni e affidabilità; gli oltre 150 CV si sentono fin dai primi metri con una bella spinta che si estende anche quando i giri diventano a cinque cifre.

Una potenza quasi esagerata per questa tipologia di moto, ma è anche vero che spesso i cavalli non bastano mai. L’esuberanza del motore è poi tenuta bene a bada da un sistema frenante molto equilibrato, che permette spazi di arresto davvero di riferimento e con un ABS mai invasivo.

Ci sarebbe piaciuta una frizione più modulabile nello stacco, anche se poi nell’uso prolungato (il modello in prova aveva davvero pochi chilometri all’attivo) è sembrata pian piano sciogliersi e ammorbidirsi, giusta per assecondare il cambio ben spaziato anche se non precisissimo.

Katana è senz’altro una moto divertente, perfetta per fare un tuffo nel passato con una moto moderna: rispetto all’originaria sarà forse meno iconoclasta e fuori dagli schemi, ma porta in dote tanta sostanza tecnica, per godere in modo moderno del piacere di andare su due ruote.

Flavio Carato – Foto Roberto Serati

***

Suzuki Katana, cronistoria (1981-1986)

Agli inizi degli anni ’80, Suzuki stupì il panorama motociclistico con un modello che già nel nome si presentava come innovativo. Il progetto Katana, la famosa spada dei Samurai, derivava da un prototipo realizzato dall’équipe guidata dal progettista Hans Muth dalla filiale tedesca di Suzuki, che aveva portato a una moto da 650 cc, la ED-1 (European Design 1), da cui derivò la ED-2, basata sulla meccanica della Suzuki GS 1100, che appunto con il nome di Katana entrò in produzione nel 1981.

La rivoluzionaria estetica era basata sul cupolino solidale e in continuità con il serbatoio, con linee tese in avanti e un piccolo plexiglass a riparare l’altrettanto innovativo cruscotto a strumenti contrapposti.
L’idea originale prevedeva un concetto modulare che consentiva l’aggiunta di un grande parabrezza e di una carenatura, che di fatto non venne mai montata, se non in qualche realizzazione particolare.

La filosofia progettuale

La filosofia progettuale Era applicata a tutte le aree della moto: contenere peso e costo del veicolo, riducendo anche il numero dei componenti. Il quattro cilindri a doppio albero, raffreddato ad aria, capace di oltre 100 CV, era il punto di forza di una moto che con 245 kg di peso e una ruota anteriore da 19” non si poteva considerare maneggevole. Sul dritto era una lama affilatissima (nomen omen…), ma presentava qualche limite nel misto e soprattutto si rivelava poco pratica nell’utilizzo quotidiano.

La Katana fu proposta anche con motore da 750 cc, che conservava tutti i contenuti e le caratteristiche ciclistiche della sorella maggiore. Mentre la serie minore da 550 cc nulla condivideva con il progetto originale se non il nome.

La Katana ebbe quindi il merito soprattutto di modificare gli stilemi estetici applicati a una moto, con un successo più di immagine e innovazione stilistica che commerciale. Un modello “acerbo” ma di rottura concettuale, ma che apriva nuove vie: e infatti lasciò il mercato nel 1986, facendo posto all’altrettanto rivoluzionaria serie Suzuki, la GSX-R che monterà il sistema di raffreddamento ad aria/olio SACS (Suzuki Advanced Cooling System).

La Katana, a conferma del ruolo da protagonista nella storia del marchio nipponico, è stata poi presentata in una special edition di 200 esemplari numerati in occasione dei 70 anni di Suzuki nel 1990. Serie replicata l’anno successivo, prima del ritorno in grande stile del modello oggi in gamma, con la presentazione ad Intermot nel 2018 e l’arrivo sul mercato nel 2019.

Suzuki Katana

Categoria: Sport Tourer –  Prezzo: da 13.690 euro

MOTORE: cilindrata 999  cc – tempi 4 – Cilindri 4 – configurazione cilindri in linea  raffreddamento a liquido – avviamento elettrico – alimentazione iniezione elettronica – alesaggio e corsa 73,4×59 mm – frizione multidisco in bagno d’olio – numero valvole 4  distribuzione bialbero – potenza 150 CV (110 kw) a 10.000 giri/min – coppia 11 Kgm (108 Nm a 9.500 giri/min – omologazione Euro 4 – cambio meccanico a 6 marce – capacità serbatoio carburante 12 litri – trasmissione finale a catena

CICLISTICA: telaio in doppio trave d’alluminio – sospensione anteriore forcella telescopica KYB a steli rovesciati tutta regolabile + precarico molla – sospensione posteriore forcellone oscillante con ammortizzatore laterale regolabile tipo link – freno anteriore a doppio disco flottante da 310 mm – freno posteriore a disco da 250 mm – Sistema ABS – ruota anteriore da 19” – ruota posteriore da 17” – pneumatico anteriore 120/70 ZR 17 M/C (58W) – pneumatico posteriore 190/50 ZR 17 M/C (73W) 

MISURE: lunghezza 2.125 mm – larghezza 830 mm – altezza 1.110 mm – altezza minima da terra 140 mm – altezza sella da terra 825 mm – interasse 1.460 mm – peso in ordine di marcia 215 kg

Costruttore: Suzuki Italia S.p.A. – C.so Fratelli Kennedy, 12

10070 Robassomero (TO)  –  tel. 011 9213711   http://www.suzuki.it

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