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Triumph Speed Twin: Gli accessori speciali sono stupendi

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SPEED-TWIN

Se di serie è troppo uguale alle altre, ma la cura di un “garagista” è troppo estrema, c’è sempre la soluzione della personalizzazione più dolce, attingendo dal catalogo di accessori che Triumph ha dedicato alla Speed Twin

Gli accessori speciali Triumph Speed Twin. Come la parola lo esprime chiaramente, la personalizzazione è l’azione di adattare qualcosa ai propri gusti. Quando si parla di moto il termine assume un significato ampio, perché in pratica non ci sono frontiere, ci si può limitare a sostituire il manubrio, ma è anche possibile arrivare a stravolgere completamente lo stile e l’impostazione generale, trasformando una vecchia stradale in scrambler o una enduro in una café racer.    

Tutto è legato alla disponibilità economica e alla fantasia. Se la seconda non abbonda e la manualità è a livelli basic, o ci si affida a uno specialista, o ci si limita ad attingere da quelli che sono gli accessori originali che ogni costruttore propone per i suoi modelli.   

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E: Triumph Speed Twin, stile anni 70 ma vera sportiva

Parlando di Triumph, e nello specifico di Speed Twin, la lista è lunga (sono oltre 80 articoli) e articolata, divisa in categorie, dallo stile alle performance. Qualunque sia l’indirizzo preferito, il vantaggio di attingere da questo catalogo (anche virtuale utilizzando il configuratore all’indirizzo www.triumphmotorcycles.it/configurator) è quello di avere componenti che si montano facilmente. Con semplici utensili e senza essere maghi del bricolage. 

Protezioni serbatoio

Triumph Speed Twin. Protezioni serbatoio

Questi due pezzi di gomma, esteticamente simili a biscotti, sono particolari molto diffusi un tempo (fino agli anni Sessanta) e riscoperti sull’onda del fenomeno delle modern classic. Si applicano sui lati del serbatoio, e oltre a conferire 

un aspetto particolare hanno il doppio vantaggio di preservare la vernice dall’usura e di favorire 

un appoggio saldo e morbido delle ginocchia.

Prezzo71,20 euro 

Stemma carter Triumph

Triumph Speed Twin. Stemma carter

Stemma in alluminio fuso ha l’obiettivo di esaltare lo stile della tua moto. Progettato per sostituire il componente originale semplicemente rimuovendo 

e riposizionando due viti con una chiave a brugola. È disponibile nelle due versioni, per i carter lato alternatore e lato frizione. In questo caso il logo Triumph è su sfondo nero lucido con finitura spazzolata e dettagli scanalati. Sono in catalogo altri stili e finiture.

Prezzo 38,63 euro 

Cornice faro Triumph

Triumph Speed Twin. Cornice faro

Per dare un tocco in più all’estetica della Speed Twin può essere sufficiente anche un dettaglio poco evidente, come la finitura del faro in alluminio, con particolari anodizzati in nero. Prezzo 116,71 euro

Triumph Speed Twin. Cover iniezione

Rispetto alle Bonneville classiche, le Speed Twin non hanno impianti di iniezione sagomati per simulare l’aspetto di una coppia di carburatori tradizionali, ecco allora che la presenza di parti troppo moderne può essere celata alla vista con le cover opzionali, realizzate con finitura nera lucida a polvere.  Si sostituiscono rapidamente a quelle originali senza richiedere alcuna modifica. 

Prezzo 42,99 euro

Paracoppa in alluminio Triumph

Triumph Speed Twin. Paracoppa in alluminio

Ecco un accessorio che di norma è destinato alle scrambler e alle enduro per limitare gli effetti di eventuali urti derivanti dalla guida in fuoristrada. Triumph propone una variante urbana del paracoppa, realizzata in lega d’alluminio spazzolata, con aspetto racing in stile vintage La finitura è anodizzata nera, ma c’è anche con finitura trasparente.

Prezzo 128,98 euro

Scarichi in acciaio Triumph

Triumph Speed Twin. Scarichi in acciaio

La coppia di silenziatori made in  Vance & Hines è in acciaio inossidabile spazzolato. I terminali sono più corti e leggeri rispetto agli originale. Sono omologati per l’utilizzo stradale. 

Prezzo 786,19 euro

Triumph Speed Twin

Triumph Speed Twin. Indicatori a led

Le “frecce” oprional (queste sono quelle anteriori) sono omologate UE, quindi utilizzabili senza rischi. Sono a LED, a forma di proiettile, e hanno una cornice in alluminio tornito. Disponibili in varie lunghezze. 

Prezzo 125,29 euro

Triumph Speed Twin

Triumph Speed Twin . Kit multifunzione luci

Questo kit è indispensabile per assicurare il funzionamento delle luci multifunzione D40, destinate a svolgere funzioni di  fari e indicatori di direzione. Si tratta di un cablaggio e di una piccola centralina integrata all’interno di una copertura in alluminio satinato da inserire all’interno del vano originariamente destinato ad accogliere il gruppo ottico posteriore.

Prezzo 49,13 euro

Triumph Speed Twin

Sella special

Prodotta in pelle nera o marrone, la sella optional ha un aspetto vintage, con disegno a rombi e inserti in mesh 3D integrati per combinare leggerezza e un livello di comfort superiore.

Prezzo 307,11 euro

Triumph Speed Twin

Triumph Speed Twin. Specchio manubrio

Nell’elenco non mancano gli specchi da montare alle estremità del manubrio. Venduti singolarmente, possono essere montati su entrambi i lati. Neri o con finitura cromata. 

Prezzo 90,82 euro

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Luce sulla moto: la fotografia di Stefano Gadda

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Stefano Gadda

Di sé, Stefano Gadda, ama dire che è “venuto alla luce” nel 1963.

Una definizione più che corretta per un fotografo, che fa della luce il suo strumento di lavoro principale, prima ancora della macchina fotografica. Lui è Stefano Gadda, uno tra i maggiori specialisti in campo motociclistico.

Tra le sue collaborazioni più vantare uno stretto rapporto con Harley-Davidson.

Sue sono le immagini scattate ai lanci nazionali e mondiali, e quelle di molti cataloghi ufficiali della Casa americana.

Stefano Gadda

La passione è iniziata presto, grazie all’influenza del padre, che gli ha trasmesso la curiosità, la voglia di sperimentare, di conoscere nuove culture.

Dopo avere appurato che il disegno non era la sua vocazione, già all’età di otto anni ricevette in dono la prima fotocamera, una Ferrania 3M Veramatic verde e rosa, che ancora custodisce gelosamente nel suo studio.

Il passaggio a macchine reflex ha segnato per lui una tappa obbligata e importante nel reportage di viaggio e sportivo, prima come appassionato foto-amatore, poi come professionista già a metà anni Ottanta.

Stefano ha studiato a San Diego e, una volta rientrato a Varese, ha iniziato ad ampliare il campo d’azione, dal reportage alla moda, dall’architettura ai viaggi, collaborando con grandi aziende, come Nikon e Garmin.

Oggi, dopo più di 25 anni di attività, sente che il divertimento e la curiosità sono ancora il motore della sua passione.

Esattamente come quando era bambino, e ciò si percepisce in molti dei suoi scatti selezionati nel nostro portfolio.

«Sono estremamente convinto che per riuscire bene in un settore, devi conoscerlo a fondo – sono le parole di Stefano Gadda – sia tecnicamente (per non fare errori di racconto di quanto stai fotografando), sia esteticamente (per renderlo al meglio). Faccio un esempio… a me non piace il calcio! Ho provato più volte a fotografarlo eppure, nonostante la tecnica non mi manchi, non riesco a ottenere niente che mi soddisfi! Non mi piace, non lo conosco, non mi viene… Magari è un mio limite!»

Stefano è consapevole del fatto che ogni foto sia frutto della frazione creativa di un attimo, un colpo d’occhio su un momento di vita offerto lì, e solo in quel determinato momento.

L’abilità del fotografo sta nel coglierlo istintivamente, poiché quando te ne accorgi, è già andato via, non c’è più!

Una visione perfettamente allineata con quella del celebre fotografo Henri Cartier-Bresson: «Fotografare è riconoscere nello stesso istante, in una frazione di secondo, un evento e il rigoroso assetto delle forme percepite con lo sguardo che esprimono e significano tale evento. È porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore. È un modo di vivere».

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Special Yes, ma senza marce

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Special Senza Marce

TEMPO FA ABBIAMO SEGUITO MOLTO DA VICINO IL CONTEST INDETTO DALLA PAGINA FACEBOOK “SPECIAL SENZA MARCE”, COMMUNITY IDEATA E CONDOTTA DA MARCELLO PARIMBELLI. UN CONCORSO VIRTUALE, IL SUO, CHE HA COINVOLTO APPASSIONATI DI MOPED E SCOOTER TRUCCATI DAI QUATTRO ANGOLI DEL PIANETA

I numeri gli danno ragione: con circa 22.000 follower attivi sulla pagina Special Senza Marce, l’appassionato del mondo Special, Marcello Parimbelli, ha pensato bene di richiamare a sé uno stuolo di cultori di Moped e scooter modificati, e per tutta risposta a centinaia si sono candidati inviando foto, descrizioni, storie.

Special Senza Marce

Quindi tutti mezzi di Special ma Senza Marce, pervenuti dai quattro angoli della terra, tra i quali alcuni esemplari davvero ben realizzati e sottoposti a modifiche radicali, degni di motociclette e customizer di alto rango.

Perciò il compito di selezionarne solo 20 è toccato a una giuria d’eccellenza composta da esperti del settore automotive.

Tra loro Sara Fiandri, firma autorevole di Cosmopolitan Italia, Orazio Marco Scamporrino, frontman del magazine online Rocket Garage. Presenti anche Giorgio Pellegrino, noto customizzatore e titolare dell’officina Greaser Garage e Oberdan Bezzi, designer di fama internazionale.

Moped

In seguito, è toccato ai follower della pagina il compito di definire la classifica finale attraverso i like (più di 7.000), decretando le realizzazioni di successo. 

A spuntarla su tutti è stato il francese Laurent Bonal, con il suo Motobecane radicalmente modificato. Alle sue spalle, il Piaggio Grillo dell’italiano Giuseppe Pastore, seguito a ruota dall’Honda Supercub trasformato dal customizer tailandese K-Speed. 

Fuel Magazine era tra gli sponsor del contest Special Senza Marce, e ha premiato con un abbonamento il piazzamento di Gianluca Giardina e Liliana Oliosi. 

I giudici di Special Senza Marce

Gli altri moped di Special Senza Marce

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Fuel People

Anima & Moto con Marcello Carucci

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Andare nel Sud del Marocco… passando da Capo Nord! L’immagine che meglio descrive il rider Marcello Carucci, sintesi del suo viaggio 2018 in condizioni estreme. Abnegazione, coraggio, passione smisurata, disciplina ferrea e un bel paio di baffoni sono i suoi tratti distintivi

Marcello Carucci, with African People

I personaggi che amano la moto e il viaggiare su due ruote è pieno il mondo, ma se dovessimo stilare una classifica dei più tosti – e soprattutto dei più sinceri e puri di spirito – Marcello Carucci occuperebbe esclusivamente le posizioni di vertice.

Quello che per gli altri rider, ancora classificabili come umani, è già un viaggio impegnativo, per lui diventa una “sgambata” di mezza stagione.

La scorsa primavera, in pochi giorni, ha raggiunto i confini est della Turchia, così, per restare in allenamento.

Un extraterrestre delle due ruote, vocato da un fuoco sacro che arde come lava nella brama di raggiungere le località più lontane. Sempre via terra ovviamente. E talvolta con la moto meno adatta.

Marcello Carucci,

L’iconica meta di Dakar, capitale del Senegal, sogno di tutti i motociclisti che sono cresciuti nei decenni passati a benzina e immagini dei duelli sulle dune della mitica Parigi-Dakar, raggiunta con una pesante e stradalissima Haybusa. Ciò, lo fece conoscere al grande pubblico degli appassionati. Ma la sua passione veniva da lontano, ogni fazzoletto d’Europa era già stato raggiunto da Marcello, Islanda compresa.

Si spinse poi negli anni Novanta e primi Duemila verso Est e verso Sud, raggiungendo mete asiatiche ed africane, difficili per le strade, la distanza ma anche per le situazioni geopolitiche.

Quando anche Iran, Georgia, Trasnitria, Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan, Mauritania, giusto per citare qualche paese tra quelli visitati, gli sembrarono troppo a portata di ruote, decise di fare il grande balzo che l’ha portato agli onori della cronaca motociclistica.

Un primo viaggio per prendere le misure alla volta di Ulan Baatar, capitale della Mongolia, nel 2010, per poi proseguire sempre nella grande Asia visitando praticamente tutti gli stati, esclusa Cina e Sud-est.

Marcello Carucci, nel deserto

Il 2017 lo vide protagonista del viaggio della vita, da Roma fino in Giappone e Corea, 36.000 km in due mesi di avventure tra le steppe della Russia e con la visita finale alla sede della Honda dove fu ricevuto con tutti gli onori.

Definire un solo macinare chilometri la passione di Marcello Carucci sarebbe però riduttivo.

La sua è fame di conoscenza allo stato puro, desiderio smisurato di confrontarsi con il mondo e con la “base” delle popolazioni.

Ricordandosi anche di caricare la moto con un po’ di gadget da distribuire ai bambini che lo circondano ogni volta che si ferma.

Marcello Carucci, with African people

Lontano anni luce da comode destinazioni turistiche che di avventuroso hanno solo la latitudine ma gli spaghetti compresi nel “tutto incluso”, immerso invece sempre tra la gente del posto e i motociclisti locali.

Persone con cui riesce costantemente a stabilire un contatto aperto, schietto, come si usava anche da noi quando l’immagine da motociclista da aperitivo non contava più della passione.

Nonostante parli solo l’italiano,  comunicare per lui è facile. E su come faccia in posti così lontani dalla nostra cultura resta un piccolo mistero, ma sappiamo bene che la moto, un sorriso e i modi gentili aprono tutte le porte in ogni angolo del mondo.

In tempi di Social, Marcello è ben conosciuto da tantissimi motociclisti, specie quelli del Nord Africa che lo hanno eletto a loro beniamino. Ed è facile trovare uno dei suoi adesivi lungo i cartelli che portano a Tamanrasset, nel sud del deserto algerino o lungo le strade per Touzer in Tunisia.

Un modo di viaggiare mai facile, pronto ad accettare le sfide che arrivano giorno per giorno, con i rischi del caso.

Dall’impossibilità di trovare un giaciglio o un pasto decenti, una sorta di mero riscaldamento per Marcello, rotto a tutte le esperienze, pronto a dormire su una panchina o a terra nel retro di un distributore di benzina cucinandosi con il fornello da campeggio. Chiese e moschee comprese, senza contare gli scarafaggi che hanno invaso il suo sacco a pelo in altre sistemazioni di fortuna.

Marcello Carucci, in Algeria

Per finire con i momenti in cui la sua vita è stata realmente in pericolo, tra agguati di predoni armati che volevano rapinarlo, di notte nella steppa sovietica, guerriglieri in Africa, e con l’esperienza estrema di restare senza benzina in Mauritania, mentre puntava su Dakar nel 2005.

Trentasei ore senza nessuno che passasse sulla pista, con una sola borraccia d’acqua e temperature diurne fino a 50 gradi. Una prova estrema tra allucinazioni e pensieri di morte che gli trapanarono la mente come lance dolorose, restando per sempre impressi sulla sua pelle come tatuaggi indelebili.

Chi è Marcello Carucci

Professore di educazione fisica, esperto di arti marziali e atleticamente sempre in forma. Marcello coniuga la passione dei viaggi in moto con una preparazione fisica maniacale ed una alimentazione sempre ben controllata.

Non potrebbe essere altrimenti, per resistere a viaggi che sfiancherebbero chiunque, con tappe anche di 1.500/2.000 chilometri in un giorno. Dove le strade lo consentono, con brevi soste per riposarsi su un prato o una panchina di cemento.

A parte pochissime parentesi, ha viaggiato sempre in solitaria, con coraggio e ferrea determinazione.

Tante le moto usate da Marcello negli anni: Suzuki Hayabusa, Kawasaki ZXR 1200, Yamaha Thunderace ed FJR 1200. Prima della conversione ad Honda, di cui ha guidato una CBR 1000 F, una CBX 750, una Crosstourer, un X-Adv e, più recentemente l’Africa Twin.

Oltre che sui Social, dove ha raggiunto numeri davvero importanti, è facile conoscerlo ai saloni del settore, dove incontra con piacere i suoi tantissimi fan e sempre con una parola buona e un consiglio per tutti.

Alessandro Cortellessa

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