window.dataLayer = window.dataLayer || []; function gtag(){dataLayer.push(arguments);} gtag('js', new Date()); gtag('config', 'UA-166665625-1'); GARAGE SPECIALI. MORIKO E ALBIONET: LE SINERGIE A MOTO - Fuel Magazine
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GARAGE SPECIALI. MORIKO E ALBIONET: LE SINERGIE A MOTO

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LUI È UN VOLTO NOTO NEL PANORAMA DELLE MOTO SPECIALI; LEI È UNA FACCIA NUOVA MA MESTIERE E CAPACITÀ NON LE MANCANO. UN “DUETTO” PER UNA REALTÀ CHE SI RINNOVA, NEL CUORE VERDE DELLA BRIANZA

Moriko e Albionet, all’anagrafe Sara Passerini e Antonio Albieri, ossia le facce e soprattutto le “mani” di una storica realtà brianzola, Le Moto di Albionet, centro revisioni autorizzato. L’officina di Triuggio (Mb) si rinnova e non solo nella ragione sociale. Albieri, fa parte della “vecchia guardia”: meccanico eccellente, artigiano e customizer con uno stretto legame con il mondo Triumph. Tonino (così lo chiamano amici e conoscenti) ha realizzato nel corso degli anni una carrellata di Special particolarmente interessanti, sia da un punto di vista estetico che tecnico; dettagli e lavorazioni artigianali, performance e guidabilità sono da sempre il suo biglietto da visita. 

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Differente ma affine il percorso di Sara Passerini, tecnico specializzato con alle spalle una solida carriera in Dekra, un capitolo che Sara (alias Moriko) ha deciso di accantonare per inseguire un sogno, quello di poter lavorare a stretto contatto con i motori, in officina. Insomma, con “le mani in pasta” e con un ruolo del tutto inedito.

L’officina brianzola

In realtà Sara e Tonino si conoscono da tempo ma è da pochi mesi soltanto che i due hanno deciso di collaborare in maniera ufficiale. Soci dallo scorso maggio e con un ventaglio di progetti nel cassetto, primo tra questi allargare il raggio d’azione dell’officina brianzola: nasce così Moriko & Albionet Motorcycles, ossia un punto d’incontro tra competenze e gusti differenti; tecnica e stile che si fondono per questo inedito “duetto” con il quale abbiamo scambiato quattro chiacchiere, facendoci raccontare tutto ciò che bolle in pentola.

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Così abbiamo scoperto che al tradizionale lavoro di officina, tra tagliandi e manutenzione ordinaria, da Moriko & Albionet Motorcycles il mondo special è di casa. Sul ponte, un telaio modificato e accanto una collezione di parti speciali artigianali. L’approccio per Sara e Tonino è quello di coinvolgere costantemente il cliente nel corso dell’intero processo di customizzazione,

“perché la moto sarà unica e personale – sottolineano – per questo vogliamo includere il proprietario e creare la sua special insieme a lui”. 

Ma non è tutto: l’officina è anche un centro revisioni autorizzato e da qui a pochi mesi Moriko & Albionet Motorcycles sarà un punto di aggregazione per motociclisti. Insomma, la loro è una bella sfida, un rilancio che trasuda passione con un sentore di carburante.

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Una Gilera 50 4V sul Lago Salato di Bonneville

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Gilera

Il sogno di Bonneville: fare il record sulla bianca distesa di sale nel più famoso lago dello Utah, l’ossessione che porta a valicare l’oceano con una vecchia Gilera

Quello di Burt Munro è diventato un sogno comune a molti: tra questi, anche Daniele Restelli che proprio dal film interpretato magistralmente da Anthony Hopkins, ha avuto la scintilla per la sua piccola, grande impresa. Tentare il record di velocità in sella a una Gilera 50 4V con tanti anni sulle spalle e ancor più chilometri sotto le ruote.

Daniele, inoltre, non è un pilota, e nemmeno un motociclista di lungo corso: va però in moto da una vita, anche se in effetti sempre meno. Ma la passione per i motori è così forte al punto da fargli scegliere una nota azienda di lubrificanti dove lavorare come addetto al marketing.

Gilera

Classe 1958 il pilota, classe 1976 il motorino: difficile intervenire sul pilota, ma sul mezzo meccanico molto si è potuto fare per vederlo schierato nella categoria MPS-G 50cc, una sigla complicata che identifica in sostanza moto “modificate-parzialmente carenate”.

Il telaio deve essere di serie e il motore della stessa marca: questo ha permesso di optare per un più moderno motore Derbi raffreddato a liquido, come quelli montati anche sulle Gilera più recenti, che veniva marchiato con lo stemma dei due cerchi concentrici.

Daniele Restelli

Per la Gilera c’è un propulsore di maggiore prestazione del vecchio motore raffreddato ad aria degli anni ‘70.

Ampie le modifiche sul gruppo termico, pur rispettando la cilindrata, minori quelle alla ciclistica, legate soprattutto a ottenere una migliore scorrevolezza delle ruote e all’ottimizzazione della posizione di guida.
Ecco allora spuntare semimanubri, un rastremato codino a raccordarsi al serbatoio originale e, soprattutto, un’avvolgente carenatura.

Nel 2017, un gruppo di amici, con tanto entusiasmo e dotati di poca esperienza riuscì a portare quel rosso piccolo missile italiano sulla bianca distesa di sale, per fendere veloce l’aria americana durante la Speed Week SCTA, la più famosa e prestigiosa manifestazione in programma sul Salt Flats.

race

La piccola Gilera, ma anche il Team Speed-ITA, composto da tre persone pilota compreso, riuscì a suscitare interesse in tutto il paddock. La moto per il suo essere bella, italiana e piccola, e il team, forse per la sua spontaneità e creatività nell’affrontare e risolvere le difficoltà.

Tanti piccoli problemi e l’inesperienza portarono al miglior risultato di categoria dell’anno, ma non l’ambito fregio di figurare tra i recordman di Bonneville.

“Il sale non perdona.”

Una piccola delusione, in parte compensata dall’esperienza vissuta e dalla soddisfazione di essere comunque riusciti a esserci.

Daniele Restelli

Poteva bastare: ma la voglia di rivincita è tanta e così Daniele ci vuole riprovare

Il tentativo si svolgerà a fine agosto, con l’organizzazione AMA-BMST.  La piccola Gilera nel frattempo è stato rivista, rielaborata e affinata nella ciclistica e nella componentistica per non ricadere nei precedenti errori di gioventù. È affidata alle sapienti mani di Giorgio Mazzotti, un uomo di grande passione e indubbia esperienza nel campo dei motori anche per il suo passato di meccanico in pista.

Un lavoro certosino per cesellare la componentistica, per ridurre al minimo, peso e attriti e per spremere dal piccolo 50 cc i cavalli giusti per correre il più veloce possibile la piccola freccia rossa sul lago salato più famoso del mondo.

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Tutto è ormai quasi pronto per tornare sulla bianca distesa e ritentare il record allora sfuggito. Mancano solo le rifiniture e il marchio di qualche sponsor. Poi il Team Speed-ITA sarà di nuovo in America a rappresentare l’eccellenza italiana.

Noi, ovviamente, facciamo il tifo per loro. Seguite l’impresa sulla pagina Facebook e Instagram “Sfida a Bonneville”. 

Flavio Carato


burt munro

La storia di un vero mito: Herbert James Munro

Tutto merito di un film: “Indian – La grande sfida“. Pellicola del 2005 diretta da Roger Donaldson, e con protagonista Anthony Hopkins, ha avuto il merito di far conoscere al grande pubblico la storia del pilota Herbert James Munro.

Detto Burt

Nato a Invercargill, in Nuova Zelanda, il 25 marzo 1899 e scomparso a Edendale, vicino Los Angeles il 6 gennaio 1978. Burt era ancora un ragazzo quando nel 1915 acquistò la prima moto. Nel 1919 prese un sidecar, gli tolse il seggiolino, e la usò per i primi tentativi di record di velocità. Poi, nel 1920, comprò una Indian Scout che raggiungeva una velocità massima di circa 80 km/h.

Per diversi anni partecipò a molte gare in Australia e Nuova Zelanda. Nel 1940 stabilì il record di velocità neozelandese alla media di 194,4 km/h, ma nel 1941 a causa di un grave incidente sbatté violentemente la testa e si procurò un’emorragia cerebrale. Ma riuscì a salvare le penne.

Il sogno di Burt era di gareggiare sul lago salato di Bonneville Speedway. Negli Anni ‘60, dopo diversi tentativi conditi da guasti meccanici e gravi cadute, riuscì a stabilire tre record omologati dall’AMA (American Motorcyclist Association).

Nel 1967, con il motore portato a 950 cc ottenne il record di classe per cilindrate inferiori a 1000 cc, toccando i 295,5 km/h, anche se durante le qualifiche fu cronometrato a 305,9 km/h, la velocità ufficiale più alta mai registrata con una Indian. Morto a 79 anni per cause naturali, per i suoi meriti nella storia del motociclismo è stato inserito nel 2006 nella Motorcycle Hall of Fame.

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Come si Attrezzano 2 Royal Enfield Special Per Andare ai Rally in UK

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Royal Enfield

Johnny e Robert volevano due moto speciali come veicoli di assistenza al rally che organizzano in Gran Bretagna: perché non utilizzare due Royal Enfield Interceptor 650?

Un giorno imprecisato del 2012, Johnny e Robert – due amici designer britannici con la passione per le moto d’epoca e l’avventura – si chiedono come mai non esista in commercio una borsa adatta alle loro moto, nella fattispecie una Royal Enfield del ’69 e una BSA del ’67.

Va detto che i ragazzi sono un po’ esigenti: vogliono una borsa da poter mettere e togliere facilmente senza compromettere il look, è ovvio, ma anche in grado di resistere a polvere e acqua. In altre parole, la vogliono cool, leggera e robusta, in grado di accompagnarli anche, staccata dalla moto, in aereo come in barca.

Royal Enfield

Le loro ricerche, però, sono vane.

Così si mettono di buona lena, approntano il progetto, trovano i fornitori (tutti in UK, tra cui la più antica fabbrica di tela cerata al mondo.) E avviano quella che oggi potremmo definire, per usare una definizione alla moda, una start-up di successo: la Malle London.

Oltre alla borsa (o meglio attorno alla borsa) creano un vero e proprio catalogo di accessori. Borse e capi d’abbigliamento dedicato a chi ama le moto classiche e vuole viaggiare con stile.

Per rendere più popolare il proprio brand – ma sospettiamo soprattutto per divertirsi – iniziano a organizzare eventi che stanno diventando dei riferimenti sulla scena britannica. Il primo è il Malle Mile, una giornata di festa, musica, giochi e gare su terra.

Royal Enfield

Il secondo è il Great Malle Rally, un viaggio di sei tappe da un capo all’altro lato dell’isola su strade secondarie, dedicato anch’esso a moto classiche, vintage, d’epoca.

Durante la prima edizione del rally si rendono conto che per offrire una rapida assistenza meccanica sarebbe meglio muoversi su una moto attrezzata allo scopo, anziché un ingombrante furgone.

Royal Enfield

L’arrivo sul mercato della Royal Enfield Interceptor 650 sembra proprio cadere a fagiolo.

Per capire se sia davvero la moto giusta, i due compari ne comprano una, ci vanno in Portogallo e dopo un migliaio di miglia tra percorsi on e off road sono finalmente convinti.

Al ritorno coinvolgono direttamente il team di designer di Royal Enfield di stanza in UK, per una consulenza sulle modifiche giuste da apportare e la risposta è entusiastica.

Inizia un brainstorming folle e un po’ scatenato, che porta a realizzare inverosimili bozzetti di moto dotate di palloni di elio per segnalare i check-point, antenne militari e selle apribili con all’interno la trousse degli attrezzi…

Royal Enfield

Per fortuna, lo spirito pratico ha poi il sopravvento sulla fantasia. Oltre ai designer, i ragazzi di Malle coinvolgono gli specialisti di British Customs, dal cui catalogo prendono manubri “mule tracker”, pedane “grabber” e scarichi slip on “Predator”.

Motore e telaio rimangono strettamente di serie e la modifica più importante è quella fatta sulle sospensioni, con la moto alzata di qualche centimetro grazie a una forcella upside-down WP e agli ammortizzatori posteriori rialzati artigianalmente.

moto custom

Nuova forcella significa nuove staffe che, come la piastra paracolpi, sono realizzate da Harris Performance.

Infine, ecco gli pneumatici Heidenau K60 Enduro a calzare i cerchi originali.

Lo scopo delle due “Malle Royale” non è solo estetico, anzi!

Vengono attrezzate con un set di quattro borse ciascuna prelevate dal catalogo Malle e tutte in tela cerata made in UK: la loro particolarità è che all’interno hanno una membrana impermeabile e un’imbottitura trapuntata, la stessa poi utilizzata per realizzare le due selle.

Nelle borse laterali trovano posto gli attrezzi fondamentali per le riparazioni da fare per strada, da un lato quelli con sistema metrico, dall’altro imperiale.

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Sempre con una spiccata attenzione alla praticità, vengono scelte le luci PIAA.

Un doppio gruppo ottico alogeno anteriore e un’unità a Led posteriore. Questa ha la particolarità di avere il trasparente rimovibile e un supporto orientabile per poterla usare come luce di cortesia durante gli interventi al buio. Anche i due potenti antinebbia sono marchiati PIAA e hanno la stessa funzione, potendo essere orientati.

moto

La scelta del colore

Ha lo scopo di distinguerle, e nel caso della Royal Enfield numero 2, la rossa, di essere immediatamente vista dai partecipanti al rally in quanto quella affidata al meccanico.

Il tocco di classe arriva poi nella verniciatura, con il disegno dei rilievi di due luoghi particolarmente cari a Robert e Jonny, inseriti nell’itinerario del Rally 2019: si tratta del passo Applecross, in Scozia, per la moto rossa, e del passo Hard-Knot in Inghilterra per la nera.

Il forte attaccamento per la propria terra però non impedisce a Robert e Jonny di godersi qualche scorribanda anche nel Vecchio Continente: proprio dopo un bel giro sulle Alpi in sella alle Malle Royale, pare abbiano deciso di organizzare un’edizione extra, fuori confine del loro Great Rally… A quanto pare non sono mai a corto di idee.

Nicola Andreetto

 

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Alle Canarie Special Vuol Dire Benelli 500LS

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Benelli 500LS

Al largo dell’Oceano Atlantico, le Canarie, isole modellate dal vento e bruciate dal sole dove nascono special inseguendo un’idea, un’immagine o una fantasia (come una Benelli 500LS)

Prima di parlare di questa Benelli 500LS special cerchiamo di immaginarci una storia parallela, qualcosa di diverso. Pasolini e Agostini, opposti e rivali, dividevano i tifosi che aspettavano un confronto ad armi pari. Poi il tragico epilogo del 1973, con Renzo che si spegne a Monza e Giacomo che prosegue la sua carriera e intorno alla sua immagine si crea la leggenda del progetto MV F4. Ecco… E sempre più frequentemente gli scienziati parlano della realtà come momenti del tempo, pieghe dello stesso, e perché no, infinite versioni parallele della realtà stessa. Allora ci poniamo una domanda.

E se la storia avesse preso una piega differente?

Cosa sarebbe successo, per esempio, se Benelli avesse potuto far evolvere la sua storia  a fianco di un pilota-icona come Pasolini?

Nel mezzo dell’oceano Atlantico, in un angolo della ventosa e sabbiosa Fuerte Ventura, abbiamo incontrato il telaio di una 500LS Benelli. Il motore, l’anima di questa moto, era invece a due passi dalla spaventosa location del servizio fotografico, il sanatorio di Abades, nel sud di  Tenerife, luogo mistico e perfetto per ritrarla, a metà tra sacro e demoniaco.

Il sole accecante del sud dell’isola cambia i suoi toni in questo posto, cui si arriva dopo un percorso nella terra desertica.  Itinerario che la maggior parte delle Racer esibite davanti ai bar della movida di oggi non porterebbero a termine, luogo arcinoto. Estremamente profano e soggetto ad apparizioni mistiche. Ecco la Timeless 500. L’originale Benelli 500 Leggera Sportiva (500LS) trasformata in 500 PiùLeggera PiùSportiva.

Benelli 500LS

Davvero come se fosse pilotata da un viaggiatore di un’altra dimensione attraverso le pieghe del tempo.

Il motore spremuto fino alla soglia della logica affidabilità; alleggerito e con accensione elettronica programmabile;  impianto elettrico gestito da una moderna CDI digitale che centralizza e semplifica tutto il sistema.

È facile all’oggi trapiantare una forcella moderna per rendere la moto semplicemente più appariscente. Ben più difficile la nostra sfida: ottimizzare perfettamente la forcella di fabbrica che ora si muove senza attriti e guadagna la compressione e il freno idraulico, entrambi regolabili ed entrambi ben “mascherati”, così da non distorcere l’immagine originale.

Il forcellone originale è modificato con una tecnica d’irrigidimento strutturale dall’interno. Ciò grazie a una mescola di resina e fibre di carbonio; anche per questo elemento dinamico c’è stata una scelta di duro lavoro per non modificare l’estetica strutturale del pezzo originale; la sospensione posteriore appare completamente regolabile anche nell’interasse.

È stato scelto il carbonio come elemento centrante di questa “retro racer”: compaiono i supporti delle pedane con una plancia monoblocco di carbonio di 5 mm che ricalca il disegno delle pedane da competizione della moto del Paso, ma guadagna un sistema regolabile grazie a uno eccentrico.

Anche l’air-box e il serbatoio sono in fibra di carbonio, così come altri piccoli dettagli quasi invisibili: dai supporti per tutte le appendici all’intero sottocoda.
Il design del cupolino è unico: ricavato dallo steso parafango della Benelli 500LS originale, ha tre fari a Led, omologato nel rispetto dei rigidi standard spagnoli.

Una moto comunicativa anche al tatto: mix di materiali ferrosi, fibre tecniche e materiali senza tempo, come il cuoio della sella o del portaoggetti, alternando la texture delle superfici con superfici lucidate, spazzolate; alcune hanno ricevuto un trattamento di ossidazione controllata, altre un trattamento di estrema levigatura affinché anche al tatto la Timeless risultasse quasi viva.

Benelli 500LS

Perché la filosofia del viaggiatore del futuro coincide con l’artefice della Special

Riciclare, reinventare, far vivere nuovamente. Il nostro viaggiatore è anche un astronauta: saldature e connessioni dei cablaggi sono realizzate con la tecnica di saldatura prescritta dagli standard NASA, giusto per divertirsi a imparare qualcosa di diverso!

Trovano spazio sulla stessa moto un blocchetto elettrico di derivazione Superbike e un comando del gas originale della fine anni ’60, mentre un sensore di prossimità attiva la moto e un pulsante scatena l’inferno: il suono roco del 4 cilindri in linea negli scarichi risuona nel silenzio del pomeriggio e rompe l’aria, mentre il sibilo del vento, passando tra le pale del campo eolico si mescola con il ruggito dell’oscurità che sale dall’oceano.

Fotografare al tramonto in questo posto ha del soprannaturale. E capita più di una volta di guardarsi alle spalle, sbriciando dietro gli angoli dei corridoi. Almeno per essere sicuri che non ci sia nessun altro, prima di fermarci a scattare.

Jacopo Del Secco Cappelli

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BENELLI 500 LS

MOTORE: 4 cilindri in linea, 4T, 498 cc – potenza 44 CV (32,1 Kw) a 8.500 giri/min – 2 valvole per cilindro – raffreddamento ad aria – rapporto di compressione 10,2:1 — cambio a 5 marce – velocità massima 173 km/h

CICLISTICA: Pneumatico anteriore 3,50×18” – pneumatico posteriore 4,10×18” – freno anteriore a doppio disco – freno posteriore a tamburo
– trasmissione finale a catena – sospensione anteriore non regolabile – sospensione posteriore due ammortizzatori regolabili nel precarico – peso in ordine di marcia 230 kg – capacità serbatoio carburante 19 litri

500 PIÙLEGGERA PIÙSPORTIVA

MOTORE: 4 cilindri in linea, 4T, 498 cc – potenza 62 CV a 9.200 giri/min – 2 valvole per cilindro – raffreddamento misto aria-olio – rapporto di compressione 10,8:1 — cambio a 5 marce – velocità massima n.d.

CICLISTICA: pneumatico anteriore 3,50×18” con cerchi in alluminio – pneumatico posteriore 4,10×18” con cerchi in alluminio – freno anteriore a doppio disco – freno posteriore a tamburo ventilato – trasmissione finale a catena – sospensione anteriore regolabile in precarico ed estensione

– sospensione posteriore due ammortizzatori regolabili nel precarico, compressione, estensione ed interasse – peso in ordine di marcia 178 kg – capacità serbatoio carburante 9 litri

Motart Tenerife: jacopodsc@mac.com – tel. 0034 685508392

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