window.dataLayer = window.dataLayer || []; function gtag(){dataLayer.push(arguments);} gtag('js', new Date()); gtag('config', 'UA-166665625-1'); Fuel Test: "La Svartpilen 701 è un giocattolo per adulti" - Fuel Magazine
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Fuel Test

Fuel Test: “La Svartpilen 701 è un giocattolo per adulti”

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Svartpilen 701

Husqvarna ci ha abituato a design, forme e soluzioni stilistiche particolari, fuori dal comune, oltre gli schemi, insomma non convenzionali: la Svartpilen 701,  iniziando dal nome, non tradisce certo le attese

L’estetica divide nettamente, tra quelli a cui piace e quanti invece non la digeriscono affatto; quello che però accomuna tutti è la certezza della sostanza delle moto Husqvarna, sia in termini di ciclistica che prestazionali. Da sempre votata al fuoristrada con contaminazioni nel motard, il marchio d’origine svedese ha in tempi più recenti saputo stupire con modelli stradali che, seppur creando la suddetta spaccatura nel pubblico, generano interesse fino a ritagliarsi una propria fetta nel mercato.

Svartpilen 701

Tutto nasce dal concept presentato ad Eicma, ormai sei anni fa

Era la  Vitpilen 401, dalla cui linea inedita, filante e moderna, la storia ebbe inizio. L’interesse suscitato e la volontà di KTM, gruppo di cui Husqvarna fa parte dal 2013, ha portato alla presentazione ufficiale nel 2017 della Vitpinel e Svartpilen. Due moto entrambe accomunate dal numero 401, la prima con declinazione cafe racer moderna, la seconda più orientata verso lo sterrato e agli ovali da flat track.

Ai primi modelli è poi seguito l’upgrade con versioni di cilindrata maggiore, sfruttando l’ottimo monocilindrico da circa 700 cc già utilizzato in Casa per i modelli 690 della KTM.

Vit e Svart

Anche per la 701 troviamo la doppia declinazione, Vit e Svart, con doppia-cromìa in bianco o nero. Modelli uniti nelle forme, ma non nella sostanza.

Stesso telaio e poche le differenze, limitate alle sovrastrutture della zone posteriore, piccole ma capaci di rendere diverse le due moto per comportamento dinamico e stile di guida.

La Svartpilen 701 model year 2020 è senz’altro la meno educata delle due. La meno “pettinata”, quella che dice

«Portami a giocare in campagna»

motore moto

Telaio a traliccio a vista e serbatoio, fianchetti e codino che si susseguono in linea continua come fossero una monoscocca. Un approccio inusuale, ma del resto tutta la moto è così, a iniziare dal taglio che unisce i due gusci, non una banale linea longitudinale ma un segmento spezzato, che diventa parte integrante del design, interrotto dal bel tappo per il rifornimento.

Asimmetrica anche la vista laterale, con la parte sinistra che fugge via verso la coda, mentre la destra si prolunga in basso, a richiamare la tabella portanumero che sovrasta il raffinato silenziatore.

Svartpilen 701

Il radiatore è messo in bella mostra da elementi stilistici che diventano parte integrante della linea, spigolosa e al contempo morbida in alcuni dettagli, che fondendosi contribuiscono al carattere della Svartpilen.

Una moto che appare semplice ed essenziale, ma si rivela completa e ben rifinita, con particolari curati e raffinati, dai comandi al manubrio con pompa freno Brembo alla frizione Magura, fino alle sospensioni WP ampiamente regolabili.

quadro strumenti moto

Il quadro strumenti della Svartpilen 701 e altri dettagli

Il quadro strumenti è compreso in un unico elemento con display digitale, racchiude tutte le informazioni utili, marcia inserita compresa, fornite dal computer di bordo.

La sella, corta con finitura scamosciata per la zona del pilota, termina tronca, lasciando una piccola porzione all’eventuale, e coraggioso, passeggero.

Altri elementi distintivi, il portatarga a filo ruota e il grande faro a LED anteriore, che fa il verso all’elemento luminoso incastonato come una gemma nella coda.

Le gomme sono moderatamente tassellate, in stile flat track, con l’anteriore da 18” invece che 17”, e il bel manubrio largo promette maneggevolezza e comodità.

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Promette e mantiene

Visto che ci si trova ben seduti sulla moto, con le gambe che si inseriscono sotto alle protuberanze estetiche del serbatoio, anzi del guscio che lo riveste. Sono solo 12 litri di capienza, ma con i ridotti consumi di questo moto, di strada se ne può fare comunque tanta.

Snella, leggera, circa 160 kg, maneggevole, amichevole

Ma non fatevi ingannare, il quattro valvole sprigiona ben 75 cavalli di razza e complice un cambio con rapportatura corta, rende la Svartpilen ben scattante e pronta al comando del polso destro.

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Al motore fa eco una ciclistica svelta e precisa

La moto mantiene la linea impostata e si fionda in curva con una velocità incredibile. Sul veloce, e in autostrada, si avverte la mancanza di un riparo aerodinamico, anche se la spinta dell’aria fino a “Velocità Codice“ è sopportabile.

Dove la Svarpilen è però imbattibile è nel misto stretto, qui il limite riguarda solo le gomme tassellate quando si esagera nelle pieghe. Anche se le Pirelli MT 60RS di prima dotazione si rivelano decisamente adatte a questa filosofia di moto. Le gomme sono montate su bellissimi cerchi a raggi che permettono il montaggio di pneumatici tube-less.

Per divertirsi in strada, basta tenere su di giri il motore che ama girare alto. E giocare con il cambio che l’eccellente Easy-Shift rende preciso e morbido in scalata e in salita, ad ogni regime.

La moto danza sulle curve con agilità e i cambi di direzione sono fulminei grazie anche al peso ridotto, che aiuta a controllare senza affanno ogni reazione, portando a osare in sicurezza.

motociclista

La Svartpilen in città diventa complice inaspettata per trasferimenti veloci

Snella, maneggevole e con un bel tiro in basso, si rivela scattante ai semafori e per disimpegnarsi veloci nel traffico.

L’unico appunto riguarda la capacità di carico, inesistente, e che costringe a ripiegare su uno zainetto, soluzione migliore rispetto a una borsa da serbatoio che porterebbe a rovinare l’estetica, elemento che chi sceglie questa moto certo preferisce conservare.

Una moto semplice, senza nessuna diavoleria elettronica per mappe motore o altro, a parte l’ottimo Traction Control e l’ABS, entrambi escludibili.

C’è tanta sostanza nelle sospensioni, tarate sul rigido, mentre la frenata è affidata a una coppia di dischi con pinze Brembo; molti avrebbero magari gradito il doppio disco anteriore, ma di fatto questa unità frenante si mostra essere all’altezza delle necessità, con interventi potenti e modulabili senza un inutile aggravio di peso sulla ruota anteriore, a tutto vantaggio della guidabilità.

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La Svartpilen 701 è una fun-bike

Possiamo iscrivere la Svartpilen 701 nella categoria delle fun-bike, perché capace di conquistare fin dai primi chilometri.

Una moto che è un peccato usare solo per andare al bar, che non passa inosservata e che non solo si eleva dalla massa delle altre moto già in configurazione di serie, ma che può essere ulteriormente personalizzata con gli accessori che Husqvarna ha in listino.
Puro divertimento su strada, dunque.

E quando questa si sporca e diventa di terra battuta, se si è capaci, il tutto viene amplificato.

Ci vogliono circa 8.700 euro per mettersi nel box un giocattolo per adulti, di cui difficilmente ci si stufa, un “ammennicolo non convenzionale” per chi vuole distinguersi.

Flavio Carato

Foto: Roberto Serati
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Fuel Style

Gli Accessori della Svartpilen 701 e l’Abbigliamento Giusto

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Svartpillen 701 accessori

Partiamo dalla Husqvarna e la sua storia eccezionale per arrivare agli accessori originali con in più la scheda tecnica della Svartpilen 701, una fun-naked-bike formidabile e futuristica. 

Prima degli accessori originali della Svartpilen 701, un breve cenno su come siamo arrivati qui. Il marchio Husqvarna ha una storia centenaria: nasce nel 1689 come fabbrica di armi, ma alla fine del diciannovesimo secolo differenzia in varie direzioni la sua attività, costruendo macchine da cucire, elettrodomestici, biciclette e più recentemente attrezzature da giardino e motoseghe.

Solo nel 1903 inizia la produzione di motociclette: nel 1920 arriva il primo motore, un bicilindrico 4T a V di 50 gradi con cubatura di 550 cc, che fa il verso ai motori Harley-Davidson e Indian.

L’azienda produce moto stradali, che ottengono anche discreti risultati nelle corse.

Poi, dopo la Seconda Guerra Mondiale, arriva la svolta: Husqvarna si specializza nel fuoristrada, con moto da enduro e cross che hanno reso la Casa svedese famosa nel mondo.

L’avvento dei motori 2T negli anni Sessanta e Settanta rende obsolete le moto 4T, soprattutto Inglesi.

Con i suoi motori molto prestanti, Husqvarna domina la scena mondiale in quegli anni conquistando, ben 16 titoli iridati di motocross nelle tre categorie (125, 250 e 500) e 21 nell’enduro.

La crisi degli anni Ottanta porta l’azienda alla vendita alla Cagiva (1987), che entra nel gruppo insieme con MV Agusta, mentre un gruppo di ingegneri svedesi, dopo il trasferimento in Italia del marchio, si stacca e fonda la Husaberg.

Seguono anni travagliati per il Marchio, ceduto nel 2007 da MV Agusta Group a BMW: la Casa tedesca ne conserva la sede principale a Varese, negli stabilimenti di Cassinetta di Biandronno fino al 2013 quando Husqvarna ancora una volta esce di mano, finendo nel gruppo Pierer Industrie AG, che comprende anche il marchio KTM, soluzione che porta alla chiusura della produzione in Italia, trasferita presso la Casa madre a Mattighofen in Austria. Il resto è storia attuale.

L’abbigliamento della prova (test qui) della Husqvarna Svartpilen 701

Dainese guanti Carbon 3

Guanto sportivo corto che assicura massima ventilazione, grazie agli inserti in mesh sul dorso, e comfort elevato garantito dal palmo sintetico.

L’innovativo sistema DCP e la struttura in pelle con nocche in carbonio offrono i più elevati livelli di sicurezza, per conquistare ogni percorso con la massima protezione e confidenza, anche durante le giornate più calde. Prezzo: 129,95 euro

Dainese scarpe Raptors

Nuove scarpe leggere che supportano la caviglia, con ventilazione per il comfort estivo e suola multi-grip per il controllo totale. Sono dotate di protezione della caviglia, chiusura asimmetrica e banda elastica di copertura per i lacci e design pulito con inserti riflettenti per garantire la sicurezza. Il design innovativo della suola è caratterizzato da svariate zone di presa differenziate per un grip eccellente. Prezzo 135,96 euro

Svartpilen 701 accessori. Casco AGV AX9 MONO E2205

Casco integrale multiuso: la struttura leggera della calotta in carbonio, aramide e fibra di vetro garantisce il rispetto dei massimi standard di sicurezza AGV. I pregiati interni resistenti all’acqua e traspiranti consentono di evacuare l’umidità, per viaggiare con il massimo comfort. Configurabile in quattro modalità d’uso diverse, solo rimuovendo il frontino di nuova concezione e la visiera ultra-panoramica. Prezzo: 499,95 euro

Dainese giacca agile 

La compagna ideale per affrontare ogni sfida motociclistica grazie a un comfort e protezione all’altezza dei più alti standard Dainese, e a un design moderno e distintivo. La pelle bovina premium Tutu, combinata a inserti in Cordura Comfort elasticizzati in aree strategiche, garantisce grande comfort e libertà di movimento. La spalla ospita una placca rimovibile tono-su-tono dall’innovativa costruzione flottante, mentre protezioni composite rimovibili su gomiti e spalle completano l’equipaggiamento di sicurezza.
Prezzo: 449,95 euro

Accessori originali per la Svartpilen 701

Una moto già bella di suo che nella sua essenza è particolare e unica, ma per renderla ancora più personale Husqvarna ha predisposto una serie di interessanti accessori sia estetici sia funzionali.

Svartpillen 701 accessori

Borsa laterale, 229 euro

Svartpillen 701 accessori

Silenziatore slip-on Akrapovic, 899 euro, (disponibile anche in nero opaco, allo stesso prezzo)

Svartpillen 701 accessori

Vite del coperchio dell’accensione, 29,10 euro

Svartpillen 701 accessori

Roadlock, 399 euro

coperchia pompa freno moto

Coperchio pompa del freno posteriore, 20 euro

bprsa serbatoio

Borsa serbatoio, 199 euro

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Supporto smartphone, 70 euro (più relativa custodia telefono che si fissa sul supporto, per esempio per i-Phone, max 40 euro)

tampone salva-manopole moto

Tampone salva manopole con specchietto retrovisore, 89 euro ognuno

parafango moto

Svartpilen 701, accessori. Parafango 149 euro

frecce a LED moto

 

Svartpilen 701 accessori. Frecce a LED, 179 euro

Svartpillen 701 accessori

SCHEDA TECNICA

MOTORE: Cilindrata 692,7 cc – Tempi 4 – Cilindri 1 – Raffreddamento a liquido – Avviamento elettrico – Alimentazione iniezione elettronica – Alesaggio e corsa 105×80 mm – Frizione multidisco in bagno d’olio – Numero valvole 4 – Distribuzione monoalbero – Potenza 75 CV

(755 kw) a 8.500 giri/min – Coppia 74 Nm a 6.750 giri/min – Omologazione Euro 4

Cambio meccanico a 6 marce – Capacità serbatoio carburante 12 litri (riserva 2,5)  Trasmissione finale a catena

CICLISTICA: Telaio tubolare a traliccio in acciaio al cromo-molibdeno, verniciato a polvere – Sospensione anteriore forcella WP Suspension USD da 43 mm, escursione 150 mm  Sospensione posteriore forcellone in alluminio WP, con mono-ammortizzatore con leveraggio Pro-Lever, escursione 150 mm – Freno anteriore a disco da 320 mm – Freno posteriore a disco da 240 mm – Sistema ABS a due canali – Ruota anteriore cerchio da 18” – Ruota posteriore cerchio da 17” – Pneumatico anteriore 110/80 R 18” – Pneumatico posteriore 160/60-17”

MISURE: Lunghezza n.d. – Larghezza n.d. – Altezza n.d. – Inclinazione cannotto di sterzo 65°  Altezza minima da terra 164 mm – Altezza sella da terra 835 mm – Interasse 1.436  mm

Peso a secco 158 kg

Importatore: Husqvarna Motorcycles Italia S.r.l. – via Spallanzani, 16/B – 24061 Albano Sant’Alessandro (BG) –  tel. 035 580318 – info.italia@husqvarna.motorcycles.com

www.husqvarna-motorcycles.com

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Fuel Test

Harley-Davidson Sport Glide Softail: Touring ma Sportiva

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Harley-Davidson Sport Glide

Dimenticate tutte le definizioni che si abbinano a una Harley-Davidson: la Sport Glide rompe gli steccati e si propone per un utilizzo a tutto tondo, che comprende sia la dimensione touring che quella più sportiva. Insomma, e’ arrivata la Harley-Davidson che soddisfa tutti!

Come può una moto che si definisce Sport, avere l’aspetto di una tourer pronta per affrontare un lungo viaggio? Può, se il cognome è Harley-Davidson (e non Ducati o Yamaha, tanto per citarne un paio a caso), quello di un marchio che ha costruito la sua storia su modelli che sono sinonimo di un altro modo di andare in moto.

Ma può farlo anche perché il suo look può essere facilmente alleggerito eliminando le borse e il cupolino, che si smontano rapidamente e senza richiedere l’utilizzo di alcun utensile da officina.

Harley-Davidson Sport Glide

Così, nuda, anche se il risultato non è certo quello di una racing da pista con i mezzi manubri, in ogni caso è sicuramente quello di una custom della famiglia Softail più snella e quantomeno sportiveggiante. Almeno secondo i canoni yankee.

Tutto è relativo, certo: tuttavia la Sport Glide conferma una volta di più come quella costruita attorno alla piattaforma del telaio “trompe l’oeil”, che solo all’apparenza è rigido nella parte posteriore, sia la più viva e varia degli ultimi anni in casa H-D.

Harley-Davidson Sport Glide

Flessibilità sulla Harley-Davidson Softail Sport Glide

La prima cosa che balza all’occhio è evidentemente la flessibilità, la capacità di questo modello di rappresentare una proposta per tutte le occasioni e (perché no?) per tutte le stagioni. Con uno stile che risulta efficace in ogni configurazione possibile, comprese quelle intermedie. Ciò significa che è possibile uscire ogni giorno dal box sotto casa con una moto che appare differente.

In listino a 18.900 euro – in realtà è meglio dire “a partire da”, visto che è difficile resistere dal montare almeno uno della lunga lista di accessori dedicati – la Sport Glide è uno dei 12 modelli della famiglia Softail, e si posiziona in posizione centrale.

motore H-D

Motore

Il motore, come sempre un bicilindrico a V, è il Milwaukee-Eight 107, una sigla che distingue il più recente 1.745 cc. Un motore progettato per rispondere alla non facile missione di conciliare la tradizione con le sempre più stringenti regole in materia di emissioni, nocive o clima-alteranti.

È il più piccolo della famiglia e mette in strada 83 cavalli, potenza non da sportiva pura, ma supportata da una coppia di 145 Nm, garanzia di un’elasticità che per il piacere di guida può contare più di tanti CV.

Il V2 continua a rimanere il cuore pulsante, in tutti i sensi, di ogni Harley. È indispensabile per garantire il suono e il temperamento che servono per assicurare il proseguimento della specie, e mantiene un ruolo fondamentale dal punto di vista dello stile.

L’elettrica LiveWire testimonia che lo stile made in USA può essere reinterpretato. Ma buona parte dell’effetto finale è affidato al motore, imponente, inconfondibile e perfetto per tale tipologia di moto. In questo caso è fissato su supporti rigidi alla struttura del telaio in tubi. Il forcellone è collegato a uno schema con ammortizzatore singolo nascosto alla vista, montato in posizione più classica, rispetto a prima, quando era inserito sotto al motore.

look H-D

Il look della Sport Glide non tradisce la tradizione

Tuttavia, rispetto al passato il salto generazionale non è limitato alle soluzioni tecniche adottate a livello di motore. E troviamo dettagli che in passato non sarebbero stati nemmeno presi in considerazione a Milwaukee, come la forcella a steli rovesciati.

Nel complesso l’impostazione è quella nota, partendo dal peso di oltre tre quintali che sembrano svanire chissà dove. Altre moto, anche più leggere, acquistano agilità appena inizia il movimento. Mentre con la Softail anche da fermi la sensazione di controllo appare evidente.

Il merito va tutto all’ergonomia, alla sella che permette a tutti di posare saldamente i piedi a terra, al manubrio largo… ma anche alle pedane avanzate, lontane da dove viene naturale cercarle per chi arriva da una moto convenzionale, pertanto esenti dal rischio di intralciare i movimenti in manovra.

Pur utilizzando il più “piccolo” dei Milwaukeee-Eight, l’erogazione è esattamente quella che ci si può aspettare da una Harley. Piena e regolare, si rivela ancora più facile da gestire con l’acceleratore rispetto a quanto accadeva in passato.

Harley-Davidson Sport Glide

È l’elettronica a fare la differenza

E lo fa cancellando ogni minima imperfezione che potrebbe essere generata dai 100 mm di alesaggio dei due mastodontici cilindri. Il minimo è regolare, ed è sufficiente un filo di gas per muoversi con una progressione che rimane costante. Ciò indipendentemente dal rapporto inserito. La ripresa dal minimo è sempre assicurata, prerogativa che si somma con la facilità di manovra, rendendo la Sport Glide una moto alla portata di molti… almeno per quanto riguarda la guida. E un po’ meno se si considera il prezzo di listino.

scarico H-D

Il suono è quello tipico del bicilindrico a V

Un suono po’ meno marcato rispetto al passato (almeno con l’impianto di scarico e di aspirazione di serie), per effetto degli interventi richiesti per rientrare nelle normative più recenti, che hanno contribuito ad abbattere le vibrazioni su manubrio e pedane.

Se in manovra la Softail è ben gestibile, in movimento non rinnega questa vocazione, mettendo in mostra anche un tocco di sportività che giustifica quel nome apparentemente fuori luogo.

Harley-Davidson Sport Glide

Pensare di sfidare una Panigale al Mugello è fuori discussione, ma a dispetto di peso e assetto la Sport Glide non è la moto da highway che si potrebbe pensare. Ha un’impostazione rigorosa, e stupisce per la precisione che dimostra in tutte le fasi della curva, dall’ingresso all’uscita, lasciando anche qualche margine per eventuali correzioni, che in passato non erano nemmeno ipotizzabili.

Rimosse dalla testa ipotesi di ginocchia o gomiti a terra, le uniche cose che toccano l’asfalto sono le pedane, che segnano un primo livello di guardia alle pieghe. Tuttavia anche con 304 kg dichiarati da portarsi in giro, ci diverte. Perché i freni funzionano in modo adeguato… e a fine curva la Sport Glide si rialza senza fare i capricci e senza richiedere sforzo alcuno. E quando arriva il momento di viaggiare, non solo in autostrada, si ha a disposizione una turistica di razza, che molti si girano a guardare quando passa.

Valerio Boni

Foto di Alex Olgiati


Harley-Davidson Softail Sport Glide

Categoria: Custom  Prezzo: da 18.900 euro

MOTORE: cilindrata 1.745 cc – Tempi 4 – Cilindri 2 – Configurazione cilindria V di 45° – Raffreddamento ad aria – Avviamento elettrico – Alimentazione iniezione elettronica – Alesaggio e corsa 100×111,1 mm – Numero valvole 4 – Rapporto di compresione 10,0:1 – Distribuzione bialbero – Potenza 83 CV – Coppia 145 Nm a 3.250 giri/min – Omologazione Euro 4 –  Cambio meccanico a 6 marce – Capacità serbatoio carburante 18,9 litri – Trasmissione finale a cinghia dentata

CICLISTICA: telaio in acciaio – Sospensione anteriore forcella telescopica idraulica  a steli rovesciati – Sospensione posteriore forcellone  con ammortizzatore regolabile – Freno anteriore a disco con pinza a 4 pistoncini – Freno posteriore a disco con pinza a 2 pistoncini – Ruota anteriore cerchio da 18” – Ruota posteriore cerchio da 16” – Pneumatico anteriore 130/70B18 63H BW – Pneumatico posteriore 180/70B16 77H BW

MISURE: lunghezza 2.325 mm – Larghezza n.d. – Altezza n.d. – Altezza minima da terra 120  mm – Altezza sella 680  mm – Interasse 1.625 mm – Avancorsa 150 mm – Peso a secco 304 kg – Peso in ordine di marcia 317 kg

Importatore: Harley-Davidson Italia S.R.L.

Via Giorgio Stephenson, 73 – 20157 Milano (MI)

hdicustomercare@harley-davidson.com  www.harley-davidson.com/it/it/index.html

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Fuel Test

Benelli Leoncino 500, la Prova su Strada

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Benelli Leoncino 500

La bicilindrica pesarese Benelli Leoncino 500, che in questa versione strizza l’occhio alle strade bianche, si fa apprezzare per il grande equilibrio. La moto ideale per chi cerca una “media“ facile, adatta anche ai giovani (si guida con la patente A2), offerta a un prezzo molto competitivo

Benelli Leoncino. Il nome, pescato fra una delle tante glorie del passato della Casa pesarese, riporta alla mente dei più nostalgici i “bei tempi” Benelli, talento italiano applicato alle due ruote in pista e in strada.

Un marchio tornato a brillare dopo stagioni difficili

Il marchio Benelli si è giovato delle energie profuse dal colosso cinese Qianjiang, che ne detiene la proprietà già dal 2005: e i risultati iniziano a essere ben visibili, con una gamma di prodotto all’altezza dei competitor più blasonati e che viene sempre più apprezzata dal pubblico.

La prova del Benelli Leoncino

Come accade con il Leoncino versione Trail della nostra prova, con ruota “grande” all’anteriore da 19” (la posteriore è da 17”), cerchi a raggi e gomme scolpite. In comune con la versione stradale è ovviamente il motore bicilindrico fronte-marcia a otto valvole, che sviluppa 47.6 CV di potenza, che consente la guida già a 18 anni con patente A2.

Benelli Leoncino 500

La Trail è bella: ammicca allo stile modern-classic

Lo fa con felici accostamenti cromatici, alternando la modernità del display digitale e delle luci a Led al piccolo leone sul parafango anteriore, al tappo del serbatoio dove compare la scritta Leoncino e alla finitura nera del faro anteriore e motore.


Molto gradevole il telaio a traliccio, sapientemente tenuto a vista dalla linea di serbatoio e fianchetti. Originale e d’effetto il forcellone, sempre in traliccio, purtroppo in parte nascosto alla vista dalle ingombranti staffe delle pedane posteriori. Mentre la soluzione del porta-targa basso, collegato al forcellone, permette di snellire il codino, anche se il parafango risulta un po’ voluminoso.

Benelli Leoncino 500

Dettagli del Benelli Leoncino

L’altezza da terra della sella non spaventa e mettere giù i piedi al semaforo incolonnati nel traffico, non è un problema; il manubrio ben rialzato e largo trasmette subito un senso di controllo totale.

Accattivante e completo il display, caratterizzato da linee rotonde, riprese nel faro anteriore e nel serbatoio, con l’originale “orecchio” che circonda il logo Benelli.

Benelli Leoncino 500

Frizione

Ingranata la prima e rilasciata la frizione a cavo ma morbida e modulabile, ci si trova immediatamente a ‘casa’. Complice il baricentro basso e la buona ripartizione dei pesi. 207 kg in ordine di marcia non sono poi pochissimi. Ma la Trail si muove agile in città e nel suo terreno di caccia, il misto stretto.

Potenza

Chiaramente la potenza non può mettere a disagio un pilota con esperienza, questa Benelli si rivela dotata di un equilibrio invidiabile.

Il motore ha un’erogazione dolce e progressiva, e i 46 Nm di coppia sono in grado di trarvi d’impaccio in tutte le situazioni. Anche i meno smaliziati ne apprezzeranno la facilità d’utilizzo su strada, ma la sorpresa arriva quando l’asfalto finisce: questa moto, infatti, si presta a piacevoli divagazioni in enduro leggero, come sterrati e strade bianche sulle quali divertirsi con qualche traverso di potenza, sempre facilmente gestibile.

Benelli

Su asfalto, la ruota anteriore da 19” è reattiva ma senza mettere mai in crisi la stabilità, complice anche alla taratura delle sospensioni corretta per digerire buche e cambi d’asfalto senza però offrire il fianco a eccessivi trasferimenti di carico, mentre l’impianto frenante assicura una buona potenza di intervento, controllata dal sistema ABS (escludibile).

I 12.7 litri del serbatoio possono sembrare a prima vista pochi per un utilizzo esteso fino alle lunghe escursioni fuori porta, ma in verità il propulsore della Leoncino è veramente parco: accreditato di una percorrenza di circa 23 km/l, l’autonomia sfiora così i 300 km.

sella leoncino benelli

La sella, ampia e ben sagomata, assicura al pilota comfort e possibilità di movimento in stile off-road, lasciando al passeggero un’ottima superficie d’appoggio, con le maniglie laterali a garantire un solido appiglio negli spostamenti in due.

Benelli Leoncino 500

Considerazioni

Le sole critiche riguardano il livello di finitura di alcuni dettagli plastici, che in ogni caso non compromettono il risultato globale: anzi, considerato il prezzo, inferiore ai 6.000 euro f.c., è davvero difficile pretendere di più.

On the road

Bastano pochi chilometri per prendere confidenza con posizione e comandi della Trail.

Le sospensioni sono ben sostenute e i trasferimenti di carico ridotti: nelle staccate decise o quando si apre il gas senza troppi riguardi, l’assetto resta piatto, anche con la regolazione di serie delle sospensioni (in estensione, la sola a disposizione). L’anteriore è preciso e dà fiducia, anche nelle condizioni d’asfalto come quelle del nostro test “invernale”, non proprio eccelse.

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Il maxi-enduro sconfitto dal Benelli Leoncino sul misto stradale

Ed è così che il maxi-enduro stradale che ci sorpassa in malo modo in rettilineo, deve arrendersi sul misto, dove gli artigli della Leoncino graffiano l’asfalto.

Chiaramente non stiamo parlando di un feeling in ingresso da super-sportiva, ma questa Benelli può essere accettata nel gruppo, sostenendo i ritmi anche di una comitiva di smanettoni.

fanale benelli

Il motore ha un’elasticità che conquista

In sesta marcia, a 2.000 giri si trotta intorno ai 50km/h senza tentennamenti, e se si decide di aprire tutto, ecco che arriva una spinta decisa e lineare, con il “buono” nel mezzo, a cavallo del regime di coppia massima, intorno ai 6.000 giri, mentre è inutile tirare il collo fino al limitatore (a quota 9.500): restando sotto gli 8.000, si ottiene il meglio.

Anche in autostrada, si marcia a 130km/h in sesta marcia (a 6.250 giri), senza soffrire per la mancanza di protezione aerodinamica (senza cupolino, com’è possibile? Miracolo!).

Il cambio è molto morbido, soprattutto in scalata, peccato per la corsa della leva troppo ampia; fosse disponibile un comando per ridurne l’escursione, sarebbe da montare al volo. Con le ruote in Off, l’impostazione stradale all’inizio non aiuta: la moto non è un peso piuma, i kg si fanno sentire, soprattutto si avverte una ripartizione che carica la ruota anteriore.

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Il feeling “facile” dell’asfalto diventa meno intuitivo sullo sterrato

Il baricentro basso sicuramente aiuta il controllo, mai difficoltoso, ma di certo non si può spingere al massimo. Complice anche la rigidezza delle sospensioni, la Trail non copia alla perfezione le asperità del terreno e nella guida in piedi manca un po’ di appoggio con sella e serbatoio.

Non avendo sospensioni regolabili, né gomme davvero artigliate, si è presto costretti a salutare la compagnia di amici con moto specialistiche. Questo però non toglie nulla alla possibilità di divertirsi con qualche traverso, coadiuvato dalla dolcissima erogazione di coppia, da una luce a terra che non vi darà troppi pensieri e da una sensazione di controllo assoluto delle reazioni della moto.

Insomma, la Leoncino 500 Trail riesce a stupire: la versatilità d’utilizzo è il suo maggior pregio. Facile e gratificante da guidare, regala soddisfazioni a piloti di tutte le età ed esperienza.

Alessandro Mattiello


Qualche considerazione sull’acquisizione di Benelli dal colosso cinese

Accostato al nome Benelli troviamo la sigla Q.J. L’acronimo sta per QianJiang, colosso dell’industria motociclistica con sede a Wenling City, 300 km a sud di Shanghai, che ha creduto nelle potenzialità del marchio italiano e che dal 2005 ne sta risollevando le sorti.

Addirittura, dietro a QJ c’è Geely Holding Group, nome forte dell’industria automobilistica che ai più non dirà un granché, ma che è proprietario dei marchi europei Volvo e Lotus, oltreché primo azionista di Daimler!

Tornando alla “sola” QJ, ecco i suoi impressionanti numeri: 1.200.000 veicoli prodotti all’anno, 14.000 dipendenti, 700.000 metri quadri di stabilimento; giusto per un confronto, Piaggio, leader europeo, si attesta a 500.000 veicoli/anno.

logo benelli

L’impresa cinese produce moto e scooter a marchio Keeway, importati in Italia con cilindrate fra 50 cc e 125 cc, mentre i modelli di maggior cilindrata non arrivano sui nostri mercati, perché essendo votati soprattutto alla praticità e alla semplicità costruttiva, risultano piuttosto distanti dal concetto europeo delle due ruote.

Sono questi i classici mono raffreddati ad aria, con cilindrata inferiore ai 200 cc, tipici della mobilità di massa del Far East. Ultimo ma non meno importante, l’accordo stretto lo scorso anno da Q.J. con Harley-Davidson, per la produzione di una H-D per il mercato cinese. Le immagini dei primi bozzetti suggeriscono il matrimonio fra una Benelli di media cilindrata ed una carrozzeria nello stile di Milwaukee… Staremo a vedere!

Alessandro Mattiello

SCHEDA TECNICA Benelli Leoncino 500 Trail

Categoria: Naked  Prezzo: da 5.990 euro

MOTORE: cilindrata 499,6  cc – Tempi 4 – Cilindri 2 – Configurazione cilindri in linea  Raffreddamento a liquido – Avviamento elettrico – Alimentazione iniezione elettronica – Alesaggio e corsa 66×66,8 mm – Frizione multidisco in bagno d’olio – Numero valvole 4  Distribuzione bialbero – Potenza 48 CV (35 kw) a 8.500 giri/min – Coppia 45 Nm a 4.500 giri/min – Omologazione Euro 4 – Cambio meccanico a 6 marce – Capacità serbatoio carburante 13,5 litri (riserva 3 litri) – Trasmissione finale a catena

CICLISTICA: telaio in tubi d’acciaio – Sospensione anteriore forcella telescopica idraulica a steli rovesciati da 50 mm, escursione 135 mm – Sospensione posteriore forcellone oscillante con ammortizzatore laterale regolabile nel precarico molla ed estensione, escursione 138 mm – Freno anteriore a doppio disco flottante da 320 mm – Freno posteriore a disco da 260 mm – Sistema ABS – Ruota anteriore cerchio da 19” – Ruota posteriore cerchio da 17” – Pneumatico anteriore 110/80-R19” – Pneumatico posteriore 150/70- R17”

MISURE: Lunghezza 2.174 mm – Larghezza 877 mm – Altezza 1.160 mm – Altezza minima da terra 185 mm – Altezza sella da terra 877 mm – Interasse 1.456 mm – Peso a secco 186 kg

Costruttore: Benelli Q.J. S.r.l. Strada della Fornace Vecchia – 61122 Pesaro (PU). Tel. 0721 41871. Mail: support@benelli.com. Web: italy.benelli.com

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