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DISCOVER AIR è la Giacca per i Viaggi in Moto

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DISCOVER Air

DISCOVER AIR è ta le proposte “da viaggio” del marchio di Wheelup. Una giacca tecnica che per soluzioni estetiche e versatilità di utilizzo non passa inosservata.

Il capo si compone di due strati: esterno in Polystrong, dotato di ampie aree in rete e fodera waterproof traspirante, si indossa anche sopra la giacca. Il capo, proposto in versione Man e Lady, può diventare 3 strati / 4 stagioni aggiungendo il layer termico, indispensabile quando la temperatura scende, disponibile come optional. Di qualità il comparto protezioni (livello 2). Non manca la certificazione CE.

Tra le novità firmate ALIKE si fa notare DISCOVER AIR, giacca pensata per i viaggi a breve, medio e lungo raggio su due ruote.

Il tessuto esterno è un mix costituito da Polystrong 600D, trattato Drop/Safe in Teflon e capace di fornire un alto grado di impermeabilità. Il capo presenta ampie aree traforate in rete Xtr-M, posizionate su petto, parte inferiore della manica e schiena. A proteggere da pioggia, vento e umidità ci pensa la membrana staccabile Aqvadry, indossabile sia all’interno che all’esterno della giacca.

DISCOVER AIR nasce di serie come una 2 strati ma grazie all’aggancio reso disponibile dal  sistema C-System (brevettato da Wheelup), può in qualsiasi momento diventare una 3 strati / 4 stagioni accogliendo un gilet/piumino MyRide Thermosoft o Thermofire (venduti come optional).

Per una giacca da granturismo il comfort è un aspetto importantissimo.

Anche da questo punto di vista questa ALIKE non delude: il fitting si adatta tramite le fibbie presenti su braccio, avambraccio e fondo. Non manca la regolazione in vita e sul collo, quest’ultima di tipo micrometrico.

DISCOVER AIR è dotata di protezioni ergonomiche di Livello 2 su spalle e gomiti e di un alloggiamento con fodera interna adatto ad accogliere il paraschiena (il modello Alike Esatech Evo di Livello 2), opzionale e venduto separatamente.

Inoltre, la presenza di inserti rinforzati sul fondo manica in tessuto Ripstop, aumenta il grado di protezione.

Impossibile non notare le due grandi tasche frontali waterproof applicate, che non interferiscono con la linea slim della giacca anche da riempite, alle quali se ne aggiungono due interne e un tascone posteriore ideale per riporre piccoli oggetti o indumenti.

DISCOVER AIR è disponibile in due versioni colore e in un’ampia gamma taglie.

Se sei in cerca di un completo “adventure”, la stessa linea Alike propone anche il pantalone  Air Trail Aqvadry, anch’esso dotato di membrana impermeabile Inside/Out.

Acquistabile presso tutti i punti vendita Wheelup e online sul sito www.wheelup.it, la giacca è certificata secondo la normativa prEN 17092:2018 

PREZZO AL PUBBLICO: 189,00 euro

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Gli accessori speciali moto, la vetrina selezionata da Fuel

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accessori speciali

Gi accessori speciali selezionati da Fuel per la tua moto, tutto quello che non può mancare a un motociclista

Fra il primo degli accessori speciali troviamo il casco Givi x.23. Sicurezza, comfort e performance sono i punti di forza del nuovo modulare Givi X.23 con doppia omologazione jet/integrale: un sistema comodo e accessibile di apertura della mentoniera che garantisce ampia versatilità alla guida.

Con questo prodotto, la storica azienda bresciana, leader mondiale nel campo accessori moto, punta su un casco per strade cittadine ed extraurbane dagli elevati livelli di protezione e comfort grazie alla presenza di paranaso, paravento e interni rimovibili e lavabili in materiale antiallergico.

accessori speciali

Completano la dotazione la presa d’aria superiore, quella sulla mentoniera, l’estrattore posteriore, la visiera con predisposizione per lente Pinlock 70 DKS002 (inclusa) e il visierino interno parasole fumè. Givi X.23 è disponibile in quattro varianti (Sidney Eclipse, Sidney Solid Color, Sydney Viper e Sidney Pointed) con taglie da XS a XXL; prezzi a partire da 222 euro per i monocromatici e 228 per le grafiche.

www.givi.it

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Accessori speciali, Held Hamada 

Held vanta una storia lunghissima iniziata nel 1946 con la produzione di guanti da lavoro mentre è del 1975 il primo modello dedicato ai motociclisti.

Negli anni, Held ha allargato la produzione all’interno settore dell’abbigliamento moto e oggi vanta un catalogo con pochi rivali per qualità e quantità; dopo oltre 70 anni dalla nascita, l’azienda tedesca è fra le leader nella produzione di guanti e ogni anno la proposta si arricchisce di nuovi e bellissimi prodotti.

Fra le novità 2020, c’è il guanto estivo adventure Hamada (Art. 22060), dal rapporto qualità/prezzo imbattibile. Ha il dorso ricoperto in un mix di Nypsan e Microfibra (materiale traspirante e resistente all’abrasione), con palmo in pelle di capretto.

Grandissima attenzione è stata data al processo di tintura, con colori che restano intatti nel tempo e a prova di acqua e sudore. Hamada ha una fodera leggera in seta nella parte superiore con il palmo che, al contrario, resta sfoderato. La regolazione al polso si effettua tramite striscia in velcro. Le dita, lateralmente, sono traforate con l’indice della mano sinistra dotato di tergivisiera. Il palmo ha silicone stampato per una presa più sicura.

Certificato con la normativa EN 13594:2015 (“guanti di protezione per motociclisti”), Hamada ha il paranocche omologato (test di impatto) realizzato in plastica rigida e applicazioni sul dorso in SuperFabric resistente alle abrasioni, al tempo e alle macchie.
Cinque i colori disponibili: nero, rosso-azzurro, marrone, nero-rosa, grigio-nero, con taglie uomo da 6 a 12; le taglie da donna sono tre, con colore nero/rosa.
Hamada costa 69,95 euro, (IVA compresa)

www.held.de – www.facebook.com/Held.Italia

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Mitas amplia la gamma degli E-07 

Specializzata in pneumatici per moto Mitas fa parte del gruppo Trelleborg: ora amplia la sua offerta nel segmento trail/adventure reintroducendo a grande richiesta una serie di misure della gamma E-07 da affiancare alla riuscitissima serie E-07+, dando così ai motociclisti una possibilità di scelta ancora maggiore in un settore estremamente dinamico.

L’E-07 è un autentico prodotto per moto adventure, 50% da strada e 50% fuoristrada: durante i suoi lunghi anni di servizio, è sempre stato oggetto del desiderio, in quanto combina le prestazioni e l’usura della guida su strada a quelle richieste per più avventurose escursioni fuoristrada. Grazie alla composizione resistente all’usura e alle sue prestazioni ottimali su strada e fuoristrada, l’E-07 è tra le scelte preferite da tanti viaggiatori in giro per il mondo.

L’E-07+ è uno pneumatico adventure leader nella sua classe, 60% da strada e 40% fuoristrada: è adatto a chi guida moto di grande cilindrata e potenza, e a chi cerca alte prestazioni fuoristrada ma al contempo anche delle migliori prestazioni su strada, grazie alla trama del battistrada, orientata più alla strada rispetto all’E-07 originale.

Il design con nervature più grandi assicura molto spazio fra i blocchi del battistrada per disperdere sabbia, fango e acqua dalla zona di contatto, mantenendo al contempo una quantità di gomma sufficiente a garantire il contatto fra strada e pneumatico in rotazione.

Alcune misure di E-07 e E-07+ sono disponibili anche in versione “Dakar” (striscia di indicazione gialla) con carcassa rinforzata, più alta resistenza alle forature e composizione più dura: una soluzione ideale per i carichi più pesanti, i viaggi d’avventura più lunghi e le condizioni estreme.

Entrambi i modelli rimangono del tutto intercambiabili e compatibili fra ruota anteriore e posteriore (ad es. E-07 anteriore, E-07+ posteriore), consentendo quindi un livello di personalizzazione che solo Mitas è in grado di offrire.
Tutte le versioni tubeless (TL) sia di E-07 che di E-07+ possono essere usate con la camera d’aria sui cerchi che la prevedono; sono disponibili in 13 misure, tra anteriori e posteriori

www.mitas-moto.com

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HP Corse per la Tenerè

Una moto nata per i rally e le avventure sulle lunghe distanze che allo stesso tempo si dimostra perfetta per gli sterrati e le strade di tutti i giorni: per la Yamaha Tenerè, dotata di motore 4T da 689 cc, HP Corse ha realizzato due diversi scarichi, il 4-Track R Short e l’SPS Carbon Short.

Ideato nel centro R&D di Bologna, il 4-Track R è munito di beccuccio in acciaio idroformato senza saldature e dotato di dbk; declinato in tre materiali (titanio, acciaio satinato e acciaio ceramizzato nero), ridisegna la zona posteriore della moto jap esaltandone le caratteristiche estetiche, l’agilità e il sound.

Provato al banco, sulle strade e sui tracciati più impegnativi, questo scarico HP Corse è leggero, affidabile e garantisce prestazioni superiori rispetto all’originale, specie a bassi e medi regimi. Capace di reinventare la parte posteriore della Teneré, ha fondello ottagonale, beccuccio con doppia canna di uscita e paracalore in carbonio fra la parte anteriore e i raccordi.

Ispirato nelle forme al modello 4-Track R, il nuovo SPS Carbon è invece dotato di finale in carbonio con dbk che spezza le linee del corpo silenziatore per seguire le forme del beccuccio in acciaio. Testato come il collega nelle condizioni più estreme, SPS Carbon garantisce affidabilità e prestazioni superiori rispetto all’originale, generando un picco di potenza soprattutto a bassi e medi regimi, oltre a una coppia straordinaria. Disponibile in tre materiali (titanio, inox ceramizzato nero, inox satinato) è dotato di paracalore in carbonio fra la parte iniziale e il raccordo.

Entrambi gli scarichi sono omologati Euro4 e disponibili in versione “SHORT” da 300 mm; prezzi da 683 a 732 euro.

www.hpcorse.com

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Wunderlich portabagagli laterali per BMW

Molti motociclisti trasportano i carichi più morbidi come borse, stuoie, materassini, tende direttamente sopra le valigie laterali: per facilitare il carico, Wunderlich ha sviluppato i portabagagli per valigie laterali dedicati alla BMW R 1250 RT, e non solo, (art. 20570-100/101/102 per il lato dx e 20570-200/201/202 per il lato sx), soluzione pratica ed intelligente.

I due portabagagli si agganciano in modo semplice e sicuro ai supporti originali delle valigie Vario senza necessità di fori sulle stesse, mentre la pratica struttura a tubi consente di fissare saldamente l’equipaggiamento aggiuntivo. Grazie a linee eleganti e pregiata lavorazione del metallo, sono bellissimi ed enfatizzano la linea della R 1250 RT anche quando borse, tende e stuoie supplementari non sono presenti. Realizzati in Germania, sono lavorati con controllo saldatura a calibro.

Compatibili con vari modelli BMW (ma non si adattano ai braccioli originali su BMW K 1600) e garantiti cinque anni, sono disponibili in tre versioni: cromato (20570-100_200), argento (20570-101_201), nero (20570-102_202) con prezzo per singolo pezzo di 204,94 euro, IVA inclusa.

www.wunderlich.it

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SMX underwear

Sixs propone un prodotto underwear perfetto per tutte le stagioni capace di garantire il massimo del comfort in moto. Una maglia (senza maniche) in Carbon Underwear (brevetto Sixs), materiale iper-traspirante e termoregolante, realizzato con la fibra polipropilenica più leggera e traspirante sul mercato abbinata a trame di fili di carbonio e quindi capace grazie a quest’ultimi di preservare il corpo del motociclista da tutte le fastidiose scariche elettriche causate dallo sfregamento di più tessuti sintetici, come spesso accade indossando abbigliamento sportivo.

SMX garantisce perfetta traspirazione e temperatura corporea costante in ogni condizione climatica, e si rivela soprattutto adatto nei mesi di primavera ed estate calda, offrendo una piacevole e costante sensazione di asciutto e freschezza sulla pelle.

Lo smanicato SMX, capo underwear, veste in maniera aderente così da poter essere facilmente indossato al di sotto dei capi esterni. Realizzato con sistema Seamless Technology (senza cuciture sul torso per un comfort assoluto). Ed ha l’Antibacterial fiber che impedisce la formazione di cattivi odori e fastidiose irritazioni dovute al sudore e a sfregamenti. Il capo garantisce protezione 50+ dai raggi UV sempre restando perfettamente aderente al corpo.

Ai tanti i colori presenti in collezione, si aggiunge la novità del Dark Grey; le taglie vanno dalla XS alla XXL; prezzo al pubblico, 40,90 euro (IVA inclusa).

www.six2.com

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Accessori speciali: Linea di valigie K’Mission

La famiglia di valigie laterali in alluminio by Kappa comprende tre modelli. La nuova top di gamma, K’Force da 37 litri, con fissaggio alla moto tramite sistema Monokey Cam Side. E la nota K’Venture da 37 litri con sistema Retro Fit. Infine la K’Mission, da 36 litri di capacità, per la quale il marchio ha scelto il sistema Monokey, scelta importante poiché permette di utilizzarla anche su moto con parecchi anni sulle spalle!

Per le tre proposte sono disponibili due differenti finiture, natural e black, e diversi optional per renderle ancora più performanti.

La K’Mission è venduta solo in coppia. Ed è proposta a un prezzo interessante, che non condiziona la qualità del prodotto in quanto determinato dall’ottimizzazione della linea produttiva. K’Mission è ergonomica e pratica. Il suo coperchio integra quattro comodi e robusti passa cinghia. Può essere aperto completamente, in modo sicuro, grazie all’ausilio di una cornice in plastica rinforzata che evita l’uso di cinghie o cavi di ritenuta. La maniglia per il trasporto, altro particolare di rilievo, è ricavata nella cerniera di rotazione del coperchio.

Interessante la chance di “rigenerare” alcune parti, per allungarne la vita. È c’è la possibilità di sostituire i due punti di attacco inferiori (corrispondenti ai cosiddetti “funghetti”) che nelle valigie laterali sono chiamati ad assorbire le maggiori vibrazioni.

Le valige K’mission costano (la coppia) 478 euro nella versione natural e 533,90 in colore nero. Hanno una capacità di 36 litri ciascuna. Prevedono la possibilità di montare la stessa chiave del bauletto posteriore Monokey. Inoltre dispongono di accessori dedicati come le borse interne o il supporto inox per borracce.

www.kappamoto.com

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Accessori speciali: TCX Fuel Waterproof

Tra le novità accessori speciali della prima parte del 2020, TCX ha presentato Fuel Waterproof. E’ uno stivale dall’aspetto “rough” che ben si addice alle special con le ruote tassellate tanto di moda oggi. Costruito con tomaia in pelle pieno fiore, membrana impermeabile T-Dry, prevede rinforzi specifici su malleoli, punta e tallone.

La suola è realizzata con battistrada tassellato, per un grip ideale su tutte le superfici. All’interno troviamo il plantare OrthoLite ammortizzato, durevole e altamente traspirante, per una comodità d’uso anche su lunghi periodi. La chiusura dispone di zip laterale e velcro, in più una fibbia regolabile. Disponibili nelle colorazioni nero e vintage brown. E nelle misure da 36 a 48, i Fuel Waterproof sono in vendita con prezzo al pubblico di 249,99 euro.

www.tcxboots.com


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HPS 300: gli accessori originali per farla tua

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F.B Mondial HPS 300

Dopo il test su strada della HPS 300 di Fb Mondial, ecco gli accessori originali per aggiungere quel tocco d’identità che cerchiamo nella nostra moto.

Sella_comfort HPS 300

SELLA COMFORT

98,36 euro + iva

Per migliorare il comfort in viaggio F.B Mondial ha studiato una sella speciale per la HPS 300, la cui ergonomia assicura spostamenti con la massima comodità; è disponibile in nero o marrone Testa di Moro.

portapacchi HPS 300

PORTAPACCHI

74,86 euro + IVA

Ed ecco il portapacchi posteriore per la HPS 300, realizzato con particolare attenzione ai dettagli, è ideale per trasportare effetti personali: la struttura in allumino, molto resistente, permette di avere a bordo bagagli fino a 6 kg di carico, oltre alla possibilità di installare un classico bauletto.

ScaricoLeoVince HPS 300

SCARICO LEOVINCE

249,30 euro + iva

Ma veniamo a due parole sul terzo accessorio, lo scarico per HPS 300 è composto da collettore e silenziatore de-cat inserito nel puntale, al posto dell’impianto originale e viene mantenuto il terminale di scarico di serie come tratto stilistico distintivo dei modelli HPS.

E diciamolo: sono evidenti l’aumento delle prestazioni a tutti i regimi e il risparmio di peso rispetto all’impianto originale, mentre l’aspetto estetico è comunque appagante con il terminale nascosto dal puntale. Particolare attenzione è stata rivolta alla tonalità di scarico, grazie all’esperienza dei tecnici LeoVince.

La scheda della HPS 300

MOTORE: cilindrata 249,6  cc – tempi 4 – cilindri – raffreddamento a liquido – avviamento elettrico – alimentazione iniezione elettronica -aAlesaggio e corsa 77×53,6 mm. Frizione multidisco in bagno d’olio – numero valvole 4  distribuzione monoalbero – potenza 17 kw – 8.500 giri/min. Coppia 23 Nm a 6.500 giri/min – omologazione Euro 5 – cambio meccanico a 6 marce – capacità serbatoio carburante 9,,5 litri – trasmissione finale a catena

CICLISTICA: telaio in tubi d’acciaio – sospensione anteriore forcella telescopica idraulica a steli rovesciati da 40 mm, escursione 97 mm . Sospensione posteriore forcellone oscillante con doppio ammortizzatore, escursione 120 mm. Freno anteriore a disco da 280 mm. Freno posteriore a disco da 220 mm – ruote a raggi. Cerchio anteriore da 18”. Cerchio posteriore da 17” – pneumatico anteriore 100/90×18” – pneumatico posteriore 130/80×17” 

MISURE: lunghezza 2.025mm – larghezza 710 mm – altezza 1.050 mm – altezza sella da terra 850 mm – interasse 1.360 mm – peso in ordine di marcia 149 kg.

ostruttore: Pelpi International S.r.l. – Via Matteotti, 11. CAP: 22060 Arosio (CO). Tel. 031 875165 – info@pelpi.com – http://www.pelpi.com

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C’era una volta il serbatoio, storia (del serbatoio)

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serbatoio sterling

A essere precisi il più delle volte il serbatoio c’è ancora… Anche se, sempre più spesso, non è dove ci si aspetterebbe che fosse. Su alcune tipologie di moto addirittura non c’è proprio più, sebbene i loro designer vogliano indurci a credere il contrario

Il primo mezzo a due ruote dotato di un motore risale al 1870, tuttavia bisogna aspettare l’inizio del 1900 per assistere alla nascita delle prime fabbriche artigianali di motociclette.

A quei tempi le moto non erano, ovviamente, tecnologiche come quelle di adesso… assomigliavano per lo più a biciclette con attaccato un posticcio motore a scoppio.

Il serbatoio che alimentava questo motore era solitamente ancorato alla canna centrale del telaio della bicicletta da cui la moto derivava. Era in quella posizione perché, non esistendo ancora la pompa della benzina, il carburante arrivava al motore solo sfruttando la forza di gravità.

Da biciclette quali erano all’inizio, a poco a poco si evolsero fino a diventare motociclette. Avendo ereditato la posizione del contenitore del carburante dalle bici a motore, quelle moto vennero soprannominate “sottocanna”. Ciò proprio perché il serbatoio era ancora appeso alla parte centrale del telaio, la cosiddetta “canna”.

Serbatoio anni 30

A partire dagli anni ‘30 si ebbe un’ulteriore evoluzione e il serbatoio cominciò a essere posizionato sopra la canna, avvolgendola completamente e nascondendola. Questo ha permesso l’utilizzo di serbatoi molto più capienti, necessari per assicurare una sufficiente autonomia a dei motori che stavano cominciando ad aumentare di cilindrata diventando sempre più potenti ma anche più assetati nei consumi. 

Oltre che dal punto di vista tecnico, questa soluzione si è imposta anche dal punto di vista stilistico: il serbatoio è diventato, assieme al motore e alle ruote, la cosa che più caratterizza una moto. Sebbene sia passato quasi un secolo, la moto la concepiamo ancora oggi esattamente così.

Se manca il serbatoio facciamo fatica a definire un veicolo “moto”, anche se ci sono tutti gli altri elementi che lo caratterizzano, come le due ruote, il motore, il manubrio e la sella. Se manca il serbatoio, o meglio se questo componente è nascosto alla vista, parliamo in genere di “scooter”.

Serbatoio dello scooter

Il primo mezzo di questo tipo, la Vespa progettata da Corradino d’Ascanio per Piaggio nel 1946, nacque proprio dall’esigenza di avere un veicolo a motore a due ruote che non fosse una moto. Era infatti nato per attirare una clientela completamente diversa, che non essendo abituata a “cavalcare” una motocicletta poteva approcciarsi a questo nuovo mezzo di trasporto in modo decisamente più semplice, senza dover “scavalcare” il serbatoio per salirci. Il successo della Vespa è cosa nota a tutti, così come il fenomeno dello scooter moderno che senza di lei probabilmente non sarebbe mai esistito.

Gli scooter, come tutti sanno, non hanno il serbatoio tra la sella e il manubrio ed è questo uno degli aspetti che li contraddistingue da una moto. Mezzi come il TMAX di Yamaha o l’X-ADV di Honda, solo per fare qualche esempio, concettualmente non sarebbero molto diversi dalle “vere” moto. Ma, per la caratteristica di cui parlavo prima, tendiamo a non considerarli tali, sostenendo invece che sono “solo” dei maxi scooter sportivi. Ma è più che altro una questione semantica.

Serbatoio anche finto

È per questo motivo che i designer tendono a inserire un serbatoio, spesso anche “finto”, in ogni motocicletta che disegnano. Proprio perché, se quell’elemento non fosse visivamente presente, il mezzo che starebbero disegnando non sarebbe dai più concepito come una moto.

Al giorno d’oggi, tecnicamente, non ha più molto senso mantenere il serbatoio nella posizione in cui era stato sistemato un secolo fa.

E infatti, molto spesso, non è più lì. Al suo posto c’è però quasi sempre un volume che ne ricalca le forme, ma che ha un’altra funzione.

Questo avviene soprattutto nelle moto sportive, in cui la ricerca di prestazioni estreme ha portato a centralizzare le masse. Per avere una moto più reattiva e più agile nei cambi di direzione, il serbatoio viene solitamente spostato più in basso e più indietro in modo da spostare il baricentro della moto nel punto idealmente più centrale possibile.

Serbatoio nelle sportive

È per questo motivo che quasi tutte le sportive hanno ormai il serbatoio del carburante che si sviluppa sotto la sella. Dove ci si aspetterebbe di trovarlo c’è invece la scatola del filtro dell’aria.

Ciò permette ai designer anche di avere più libertà nell’ideare le forme della moto. Rendendola più stretta nella zona tra le gambe risulterà decisamente più maneggevole, senza per questo sacrificare l’autonomia, che altrimenti con un serbatoio più piccolo sarebbe molto limitata.

La Indian FTR 1200 disegnata da Rich Christoph, ad esempio, adotta questa soluzione proprio per questo motivo: rendere la moto più divertente da guidare in strada e più competitiva sulle piste di flat track.

Anche le Buell XB9 e XB12 disegnate da Erik Buell avevano l’airbox dove solitamente ci si sarebbe aspettato di avere il serbatoio del carburante. Quest’ultimo, in quei modelli, prodotti dal 2003 al 2009, era invece contenuto all’interno del telaio. La plastica traslucida dell’airbox cover svelava però il trucco, facendo intravedere cosa ci fosse sotto.


In altri casi, invece, la zona del serbatoio è stata lasciata volutamente vuota per realizzare un vano portacasco o portaoggetti. È il caso, ad esempio, della BMW F650CS, detta anche Scaver, disegnata da David Robb e prodotta dal 2001 al 2005.

Anche l’attuale Honda NC750X disegnata da Valerio Aiello adotta una soluzione simile, ma in questo caso il vano è chiuso da uno sportellino dotato di serratura.

Accadeva la stessa cosa anche sull’innovativa Gilera DNA, disegnata da Luciano Marabese e prodotta dal 2000 al 2009 nelle versioni da 50, 125 e 180 cc. Soluzioni simili si erano comunque già viste anche in passato.

BMW

Ad esempio negli anni ’70 BMW ha prodotto una versione speciale della sua R65 destinata esclusivamente alla Polizia americana, in cui il serbatoio, in quel caso in posizione tradizionale, era stato in parte svuotato per lasciare spazio a un piccolo vano dotato di serratura.

Di recente abbiamo rivisto questa particolare soluzione su una special su base BMW R65 realizzata dal customizer Nico Dragoni, il quale è riuscito a entrare in possesso di un serbatoio originale dell’epoca.

Finora abbiamo parlato di moto dotate di motore a combustione interna, in cui il serbatoio della benzina, in qualsiasi posizione si trovi, è sempre strettamente necessario per il funzionamento della moto.

Ma nelle moto a propulsione elettrica ha ancora senso parlare di serbatoio?

Ovviamente no, se si considera soltanto l’aspetto puramente funzionale. Ma se si valuta anche quello semantico, le cose cambiano. Nel caso delle moto elettriche forse la forma del serbatoio acquisisce ancora più significato, perché queste devono dimostrare, più dei maxi scooter, di essere delle moto vere.

Moto finte?

Da molti, a torto, sono ancora considerate delle moto “finte” perché non hanno il cambio, non fanno rumore, non vibrano e non puzzano di benzina.

Se a tutto ciò aggiungessimo che non hanno neanche la forma di una moto tradizionale, sarebbe una battaglia già persa in partenza.

Ecco perché i designer di questi mezzi, sebbene in questo caso dispongano di una libertà formale mai vista prima, visto che la maggior parte dei vincoli tecnici legati all’endotermico non ci sono più, devono comunque proporre idee molto tradizionali per non spaventare troppo la propria clientela.

I motociclisti, si sa, sono in genere molto più tradizionalisti dei consumatori di altri settori merceologici, quindi in questo settore le innovazioni devono essere introdotte più lentamente e in modo graduale, per non spaventare troppo.

Streetfigher elettriche

Fra la più all’avanguardia, come la LiveWire disegnata da Brad Richards per Harley-Davidson o la SR/F disegnata da Matt Bentley per Zero Motorcycles, sono concettualmente molto simili alle loro omologhe a motore termico. Addirittura questi due modelli hanno la presa di ricarica della batteria nel punto in cui solito troviamo la bocchetta di rifornimento per la benzina.

Osano un po’ di più invece altri designer che, facendo delle special, non devono preoccuparsi di assecondare i gusti del pubblico più tradizionalista. Loro, svincolati dalla schiavitù dei grandi numeri dell’industria, possono permettersi di sperimentare in modo decisamente più spinto.

Tuttavia neanche loro, se vogliono che le loro creature vengano assimilate alle moto canoniche, possono prescindere dal lasciare il serbatoio dove ci si aspetterebbe che fosse.

La special elettrica Zero Xp disegnata da Hugo Eccles di Unlimited Motorcycles e la concept bike elettrica Voltra del designer Dan Anderson hanno la particolarità di avere l’ingombro del serbatoio appena accennato con il solo contorno, come a dire:  «Sappiamo che lo vorreste, sarebbe qui ma in realtà non c’è perché non serve. Ma se voi volete vederlo, allora eccolo qui». Così è se vi pare,    per dirla alla Pirandello. n

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