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Chi era Luigi Colani, “plastic guru” del design automotive

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Luigi Colani bike concept

Nella sua lunga carriera Luigi Colani ha progettato biciclette, motociclette, automobili, camion, treni, aerei e navicelle spaziali. A 91 anni, il più visionario creatore di mezzi di trasporto di tutti i tempi ci ha appena lasciati 

C’era una volta un bambino che non riceveva quasi mai un regalo dai propri genitori, era Luigi Colani. Non perché non gli volessero bene, anzi, ma in famiglia erano in tanti e i soldi purtroppo erano sempre pochi. Quel bambino aveva però un dono speciale: sapeva immaginare il futuro.

Luigi Colani portrait

I suoi genitori, spinti dalle necessità, fin da piccolo gli avevano insegnato a costruire da sé i propri giocattoli e lui aveva subito dimostrato di esserne capace.

Come quasi tutti i maschietti amava i mezzi di trasporto e pertanto, con la grande immaginazione di cui era dotato, costruiva soprattutto modellini di automobili, camion, treni o aerei.

Luigi Colani portrait

Questi giocattoli artigianali avevano un qualcosa di mai visto prima: erano affusolati e moderni. Futuristici, si direbbe oggi.

Quel bambino, che da grande sarebbe diventato uno dei designer industriali più importanti del suo tempo, si chiamava Lutz Colani ed era nato a Berlino nel 1928, da madre polacca e padre svizzero di origini italiane.

Nonostante fosse tedesco era molto legato all’Italia, il paese dei nonni paterni. Tanto da decidere di cambiare legalmente il proprio nome da Luts a Luigi e, dopo aver girato tutto il mondo per lavoro, addirittura di trasferircisi.

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Aveva cominciato a studiare scultura e pittura all’Accademia di Belle Arti di Berlino. Ma dopo un paio d’anni decide di trasferirsi alla Sorbona di Parigi per intraprendere gli studi di ingegneria aerodinamica. 

Qui ha maturato l’interesse verso le forme organiche della natura. Ha cominciato ad applicarle ai propri progetti artistici e ingegneristici, facendo proprio quello che oggi spesso viene indicato come “bio-design”.

Nel corso della sua carriera Luigi Colani ha sviluppato un suo personalissimo linguaggio creativo. Fatto di curve e rotondità, che evocano vitalità e dinamismo, e lo ha applicato a praticamente qualsiasi cosa.

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Ha iniziato la sua carriera all’inizio degli anni ’50 negli USA, lavorando per il costruttore aeronautico Douglas Aircraft Company.

Successivamente, tornato in Europa, ha iniziato a dedicarsi al design automobilistico.

Anno1954, a Ginevra, ha ricevuto il suo primo premio per il lavoro fatto nel campo dell’aerodinamica applicata alle auto.

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1957, la vettura sportiva da lui costruita partendo dall’Alfa Romeo Giulietta è stata la prima a compiere il giro del circuito del Nürburgring in un tempo inferiore ai 10 minuti.

Nel corso degli anni ’60 Colani si è dedicato principalmente al design automobilistico, ma senza mai tralasciare gli altri settori del design. Ha progettato infatti anche mobili e molti oggetti di uso comune. 

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Alla fine di quegli anni, in Germania, ha aperto il suo primo studio associato. Ha cominciato a lavorare sulle potenzialità delle materie plastiche per la costruzione di mezzi di trasporto, di arredi per la casa e di apparecchiature elettroniche.

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Successivamente si è trasferito in Giappone, dove ha anche realizzato il Colani Tokyo Robot Theatre.

Tornato in Europa a metà degli ’80, ha aperto il Colani Design Studio a Berna, in Svizzera. In seguito ha deciso di trasferirsi in Italia, Paese dei suoi nonni paterni, e ha aperto a Milano lo studio Colani BioDesign Research Center. Ha collaborato per molti anni anche con la Facoltà di Disegno Industriale del Politecnico di Milano.

In seguito a una lunga malattia, Luigi Colani è morto a Karlsruhe, in Germania, nel settembre 2019 all’età di 91 anni. In circa 60 anni di carriera si stima che abbia realizzato più di 6.000 opere, tra oggetti e mezzi di trasporto. 

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La sua attività è spaziata in innumerevoli campi del design

Dalle motociclette agli autoarticolati, dagli spazzolini da denti ai pianoforti, dalle lampade alle tazze da tè, passando per gli aerei e le navicelle spaziali della NASA. 

Per Christian Dior ha disegnato accessori e una collezione di scarpe dal tacco innovativo. Per Canon ha progettato la fotocamera T90, che ha vinto molti premi e il cui design ergonomico dell’impugnatura oggi è stato adottato da quasi tutte le macchine fotografiche sul mercato. 

La Eifelland, la vettura di Formula 1 da lui realizzata nel 1972, anche se non ottenne mai grandi risultati soprattutto per la mancanza di fondi del team, è ancora oggi ricordata per il suo design innovativo caratterizzato da una presa d’aria dinamica posta davanti all’abitacolo e da un singolo specchietto retrovisore posto su un pilone centrale.

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Luigi Colani ha anche 36 record certificati.

Tra questi quello per il record di velocità a basso consumo stabilito dalla sua Ferrari Testa d’Oro, realizzata in un unico esemplare nel 1991, che ha raggiunto i 351 km/h. Oppure quello ottenuto dal prototipo su base Citroën 2CV, con cui è riuscito a percorrere ben 100 km con soli 1,7 litri di carburante.

Da vero innovatore in tutti i sensi, già negli anni ‘60 predicava il risparmio energetico, la riduzione dei consumi e l’impiego di fonti alternative.

RAFZ

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Ducati: su Hypermotard arriva la livrea “graffiti” e upgrade

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Hypermotard 950

Casa Ducati apporta importanti migliorie nell’elettronica della Hypermotard 950 che nella versione RVE ora si arricchisce della livrea “Graffiti”

La Hypermotard 950, fun-bike per eccellenza della gamma Ducati, progettata per garantire alto livello di divertimento e di controllo durante la guida. Fra le novità: nella versione RVE ha la speciale livrea “Graffiti”, ispirata all’Hypermotard 950 Concept presentata nel 2019 al Concorso d’Eleganza Villa d’Este.

Non solo grafica, ma anche upgrade dell’equipaggiamento di serie.

Il pacchetto elettronico si arricchisce del Ducati Quick Shift (DQS) Up and Down EVO, che si aggiunge alle componenti già presenti nella versione standard, ovvero l’ABS Cornering Bosch con funzione Slide by Brake (nel settaggio 1), il Ducati Traction Control (DTC) EVO e il Ducati Wheelie Control (DWC) EVO.

Spinta dal bicilindrico Testastretta 11° da 937 cc, che con i suoi 114 CV a 9.000 giri/minuto e una coppia di 9,8 kgm, di cui più dell’80 percento disponibili già a 3.000 giri. È l’ideale per offrire il massimo del divertimento sia nella guida sportiva in pista o sulle strade ricche di curve. Ma si comporta benissimo anche nella guida di tutti giorni sui tratti urbani, la RVE è già disponibile presso la rete commerciale Ducati.

Al vertice della gamma Hypermotard 950 si conferma la Hypermotard 950 SP con grafica racing e sospensioni Öhlins a corsa maggiorata, cerchi forgiati Marchesini e Ducati Quick Shift (DQS) Up and Down EVO.

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L’ASI compra (e salva) la collezione Morbidelli

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Morbidelli

L’ASI (Automotoclub Storico Italiano) ha rilevato 71 esemplari della preziosa Collezione Morbidelli

Scongiurando la dispersione di un patrimonio che rappresenta l’evoluzione della moto dalle origini agli anni ’50 del 1900, l’ASI ha rilevato decine di esemplari della Collezione Morbidelli. La maggior parte delle moto, infatti, era già stata affidata a Bonhams e portata in Inghilterra per essere venduta all’asta di Bicester. 

ASI è riuscita ad acquistare il nucleo originario della Collezione dopo l’intervento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Intervento provvidenziale che ha bloccato l’esportazione dei pezzi con più di 75 anni.

Anche il Comune di Pesaro ha avuto un ruolo fondamentale nella vicenda. Metterà infatti a disposizione una sede prestigiosa affinché la Collezione possa tornare a essere visitabile.

30 i marchi nella Collezione Morbidelli

Le moto salvate da ASI rappresentano 30 differenti marchi di tutto il mondo. La più datata è una rarissima Moto Rêve 275 del 1907. La più preziosa è senza dubbio la Benelli GP 4 250 Competizione del 1942: unico esemplare esistente al mondo progettato dalla Casa motociclistica pesarese, oggi valutato più di mezzo milione di euro. E sempre del territorio marchigiano, va citata la Benelli GP 175 utilizzata nel 1934 dal pilota iridato Dorino Serafini, di origini pesaresi come il campionissimo Valentino Rossi.

La lista delle motociclette acquisite da ASI è frutto della passione e della lungimiranza di Giancarlo Morbidelli, figura di spicco nel panorama motociclistico italiano. Morbidelli è scomparso lo scorso febbraio dopo una vita passata ad inseguire il suo sogno a due ruote.

Nato a Pesaro nel 1934, Morbidelli, genio della meccanica, brillante imprenditore, leggenda del motociclismo, negli anni 70 vince otto titoli mondiali nelle classi 125 e 250. Nel 2000 inaugurò il suo incredibile museo dedicato alla storia, all’evoluzione tecnica e alle competizioni motociclistiche.

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Fuel People

Il centenario (desmodromico) dell’Ingegner Fabio Taglioni

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Taglioni

“Padre” del sistema desmodromico e progettista di numerose moto rivoluzionarie, Taglioni ha collaborato con Ducati dal 1954 al 1984

In occasione dei 100 anni dalla nascita di Taglioni, la Casa bolognese, Ducati, celebra la memoria dell’ingegnere romagnolo, autore di tanti progetti diventati di culto, primo tra tutti il sistema di distribuzione desmodromico, con cui Taglioni ha legato per sempre il proprio nome alla storia di successi della Casa di Borgo Panigale.

Entrato in Ducati come Direttore Tecnico nel 1954, dopo soli 40 giorni Taglioni crea il suo primo portento. Era la Gran Sport 100, nota anche come “Marianna”, capace di imporsi fin da subito nelle Gran Fondo italiane.

Taglioni ingegner

Taglioni e la 125 GP Desmo

La prima moto equipaggiata con il sistema desmodromico è la 125 GP Desmo, che vince un Gran Premio un mese dopo il debutto e si afferma come la 125 più veloce al mondo.

Dopo aver contribuito a rendere Ducati un marchio internazionale, Taglioni si dedica a preparare il ritorno di Ducati nelle gare, avvenuto nel 1971 con la 500 GP e nel 1972 con il debutto della 750 GT, prima bicilindrica di serie nella storia di Borgo Panigale, spinta da un motore longitudinale di 90°.

La 750 Imola (derivata di serie della GT) esordisce a tempo di record alla 200 miglia di Imola e di fronte a 85.000 spettatori realizza una delle più grandi imprese della storia del motociclismo, con Paul Smart e Bruno Spaggiari che tagliano il traguardo davanti a tutti.

Fino al termine della sua carriera Taglioni prosegue nell’innovazione e nella sperimentazione in ambito racing, mettendo la sua firma su progetti come la Pantah 500 e la 750 F1. Sul sito e sul canale YouTube di Ducati, la miniserie “Fabio Taglioni – A Life of Passion” racconta la storia dell’ingegnere romagnolo, corredata da immagini e video esclusivi.

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