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Cento (mila) euro per una moto, se bastano

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Moto da 100 mila euro. Due modelli esclusivi, per dotazioni e prezzo: Superleggera V4 e AMB 001 rappresentano il top delle due ruote. Moto da esibire in salotto o da usare in strada?

Moto da 100mila euro. C’è chi, con quei soldi, si compra la casa e chi la barca: ma in tanti non si scandalizzano davanti al prezzo di listino della Panigale V4 e della AMB 001, che supera quota centomila euro.

Moto da 100 mila euro, avete letto bene

Sono le due moto più care al mondo, oggetti esclusivi da mostrare agli amici come un quadro di Picasso; qualcuno le sceglie come investimento, soprattutto perché il valore nel tempo è destinato a crescere.

Una è Ducati, orgoglio del Made in Italy, l’altra vede sul serbatoio due marchi storici, come Aston Martin e Brought Superior: ciascuna per suo conto rappresenta lo stato dell’arte applicato a una due ruote a motore.

Sono le bizzarrie di un mercato senza freni. Una personale precisazione: applicare al settore-moto la stessa logica che domina il mondo delle auto, con supercar offerte a milioni di euro senza pudore alcuno, sembrerebbe un rischio, oltre che una deriva – eticamente parlando – poco corretta.

La Panigale V4 diventa Superleggera V4

La Ducati di serie più potente e tecnologicamente avanzata di sempre, prodotta in una edizione limitata e numerata in 500 esemplari, è l’unica moto al mondo per uso stradale con telaio, forcellone e ruote in fibra di carbonio, ali biplano e aerodinamica estrema, che propone un rapporto potenza/peso di 1,54 CV/kg nella configurazione racing kit, valore record per una moto omologata.

Questo progetto rappresenta il capolavoro della Casa bolognese in termini di ingegneria, prestazioni e design, con tutta la struttura portante della ciclistica in materiale composito.

Capolavoro della Casa bolognese

La massima leggerezza, con il peso a secco di soli 159 kg (16 chili in meno della Panigale V4), abbinata al bicilindrico da 224 CV (che diventano 234 CV con lo scarico da pista Akrapovič in titanio, incluso nel Racing Kit) assicurano una capacità di decelerazione senza paragoni, straordinaria velocità di discesa in piega e spiccata tendenza a chiudere le traiettorie in uscita di curva.

Fanno parte dell’equipaggiamento le sospensioni Öhlins alleggerite con forcella pressurizzata e piedino alleggerito ricavato dal pieno e ammortizzatore con molla in prezioso titanio e valvole di derivazione GP, che migliorano l’assorbimento delle asperità stradali nella fase iniziale della compressione.

A chi opta per una Superleggera V4 è riservata la possibilità di acquistare la tuta in pelle Dainese con air-bag e il casco Arai in carbonio; entrambi dedicati espressamente a questo gioiellino, ne ripropongono colori e grafica.

Con la Superleggera V4, Ducati sposta più avanti il limite, e ovviamente non ci riferiamo solo al listino. La competenza tecnica e la conoscenza sviluppata e continuamente evoluta nella MotoGP, è così messa a disposizione degli appassionati di tecnica e performance su due ruote.

Moto da 100 mila euro AMB 001

L’AMB 001 di Aston Martin e Brough Superior è scesa in pista a Pau-Arnos in Francia per il programma di test dinamici: progettata per correre in pista,  sarà prodotta in soli 100 esemplari, con prime consegne previste da fine 2020.

Il prezzo di listino è fissato in 108.000 euro, anche questo è un record. Caratterizzata dalla tradizionale livrea Aston Martin Camo, la AMB 001 propone un design esclusivo, unito alla tecnologia più moderna, a partire da una delle caratteristiche più importanti del suo design, la pinna in alluminio che corre lungo l’intera lunghezza di un serbatoio in fibra di carbonio, che passa sotto la sella e fuoriesce sul retro.

Un elemento che sostiene la sella, realizzato grazie alla competenza della Mecano ID, azienda ingegneristica di Tolosa (non lontana dalla struttura dove la AMB 001 viene allestita) che ha attinto alle competenze specialistiche in campo aerospaziale, utilizzando fibra di carbonio di qualità.

La AMB 001 è dotata di un motore turbo con potenza di 180 CV, soluzione che rende ancora più esclusiva questa moto: il pacchetto turbo include un intercooler che con il suo collettore di aspirazione sovradimensionato conferisce alla V-Twin un aspetto da motore da supercar.


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Ducati: su Hypermotard arriva la livrea “graffiti” e upgrade

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Hypermotard 950

Casa Ducati apporta importanti migliorie nell’elettronica della Hypermotard 950 che nella versione RVE ora si arricchisce della livrea “Graffiti”

La Hypermotard 950, fun-bike per eccellenza della gamma Ducati, progettata per garantire alto livello di divertimento e di controllo durante la guida. Fra le novità: nella versione RVE ha la speciale livrea “Graffiti”, ispirata all’Hypermotard 950 Concept presentata nel 2019 al Concorso d’Eleganza Villa d’Este.

Non solo grafica, ma anche upgrade dell’equipaggiamento di serie.

Il pacchetto elettronico si arricchisce del Ducati Quick Shift (DQS) Up and Down EVO, che si aggiunge alle componenti già presenti nella versione standard, ovvero l’ABS Cornering Bosch con funzione Slide by Brake (nel settaggio 1), il Ducati Traction Control (DTC) EVO e il Ducati Wheelie Control (DWC) EVO.

Spinta dal bicilindrico Testastretta 11° da 937 cc, che con i suoi 114 CV a 9.000 giri/minuto e una coppia di 9,8 kgm, di cui più dell’80 percento disponibili già a 3.000 giri. È l’ideale per offrire il massimo del divertimento sia nella guida sportiva in pista o sulle strade ricche di curve. Ma si comporta benissimo anche nella guida di tutti giorni sui tratti urbani, la RVE è già disponibile presso la rete commerciale Ducati.

Al vertice della gamma Hypermotard 950 si conferma la Hypermotard 950 SP con grafica racing e sospensioni Öhlins a corsa maggiorata, cerchi forgiati Marchesini e Ducati Quick Shift (DQS) Up and Down EVO.

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L’ASI compra (e salva) la collezione Morbidelli

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Morbidelli

L’ASI (Automotoclub Storico Italiano) ha rilevato 71 esemplari della preziosa Collezione Morbidelli

Scongiurando la dispersione di un patrimonio che rappresenta l’evoluzione della moto dalle origini agli anni ’50 del 1900, l’ASI ha rilevato decine di esemplari della Collezione Morbidelli. La maggior parte delle moto, infatti, era già stata affidata a Bonhams e portata in Inghilterra per essere venduta all’asta di Bicester. 

ASI è riuscita ad acquistare il nucleo originario della Collezione dopo l’intervento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Intervento provvidenziale che ha bloccato l’esportazione dei pezzi con più di 75 anni.

Anche il Comune di Pesaro ha avuto un ruolo fondamentale nella vicenda. Metterà infatti a disposizione una sede prestigiosa affinché la Collezione possa tornare a essere visitabile.

30 i marchi nella Collezione Morbidelli

Le moto salvate da ASI rappresentano 30 differenti marchi di tutto il mondo. La più datata è una rarissima Moto Rêve 275 del 1907. La più preziosa è senza dubbio la Benelli GP 4 250 Competizione del 1942: unico esemplare esistente al mondo progettato dalla Casa motociclistica pesarese, oggi valutato più di mezzo milione di euro. E sempre del territorio marchigiano, va citata la Benelli GP 175 utilizzata nel 1934 dal pilota iridato Dorino Serafini, di origini pesaresi come il campionissimo Valentino Rossi.

La lista delle motociclette acquisite da ASI è frutto della passione e della lungimiranza di Giancarlo Morbidelli, figura di spicco nel panorama motociclistico italiano. Morbidelli è scomparso lo scorso febbraio dopo una vita passata ad inseguire il suo sogno a due ruote.

Nato a Pesaro nel 1934, Morbidelli, genio della meccanica, brillante imprenditore, leggenda del motociclismo, negli anni 70 vince otto titoli mondiali nelle classi 125 e 250. Nel 2000 inaugurò il suo incredibile museo dedicato alla storia, all’evoluzione tecnica e alle competizioni motociclistiche.

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Fuel People

Il centenario (desmodromico) dell’Ingegner Fabio Taglioni

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Taglioni

“Padre” del sistema desmodromico e progettista di numerose moto rivoluzionarie, Taglioni ha collaborato con Ducati dal 1954 al 1984

In occasione dei 100 anni dalla nascita di Taglioni, la Casa bolognese, Ducati, celebra la memoria dell’ingegnere romagnolo, autore di tanti progetti diventati di culto, primo tra tutti il sistema di distribuzione desmodromico, con cui Taglioni ha legato per sempre il proprio nome alla storia di successi della Casa di Borgo Panigale.

Entrato in Ducati come Direttore Tecnico nel 1954, dopo soli 40 giorni Taglioni crea il suo primo portento. Era la Gran Sport 100, nota anche come “Marianna”, capace di imporsi fin da subito nelle Gran Fondo italiane.

Taglioni ingegner

Taglioni e la 125 GP Desmo

La prima moto equipaggiata con il sistema desmodromico è la 125 GP Desmo, che vince un Gran Premio un mese dopo il debutto e si afferma come la 125 più veloce al mondo.

Dopo aver contribuito a rendere Ducati un marchio internazionale, Taglioni si dedica a preparare il ritorno di Ducati nelle gare, avvenuto nel 1971 con la 500 GP e nel 1972 con il debutto della 750 GT, prima bicilindrica di serie nella storia di Borgo Panigale, spinta da un motore longitudinale di 90°.

La 750 Imola (derivata di serie della GT) esordisce a tempo di record alla 200 miglia di Imola e di fronte a 85.000 spettatori realizza una delle più grandi imprese della storia del motociclismo, con Paul Smart e Bruno Spaggiari che tagliano il traguardo davanti a tutti.

Fino al termine della sua carriera Taglioni prosegue nell’innovazione e nella sperimentazione in ambito racing, mettendo la sua firma su progetti come la Pantah 500 e la 750 F1. Sul sito e sul canale YouTube di Ducati, la miniserie “Fabio Taglioni – A Life of Passion” racconta la storia dell’ingegnere romagnolo, corredata da immagini e video esclusivi.

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