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A Misano il Meeting in Pista FMI 2019

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Misano World Circuit si è tenuto, nel weekend dall’11 al 13 ottobre. È l’ultimo appuntamento stagionale con i Meeting In Pista FMI 2019, dopo gli appuntamenti di Varano, Vallelunga, Magione e Adria

Ancora una volta è record stagionale di iscritti per Meeting in Pista FMI 2019. Ben 450 i piloti divisi nelle ventuno classi previste (considerando le 4 del Campionato Italiano Vintage Endurance), che hanno dato vita alle 11 gare in programma.

Il Campionato Italiano Vintage Endurance ospita l’unica prova in Italia di Campionato Europeo. La gara (di 4 ore continue) ha visto alla partenza ben 52 equipaggi, il massimo consentito dall’omologazione della pista.

Gara che ha preso il via alle 18:30 di sabato 12 ottobre, con l’ormai celebre partenza “stile Le Mans” (piloti allineati a bordo pista e moto pronte a scattare sul bordo opposto). Non dimentichiamo il fascino straordinario della gara con i fari accesi, una delle uniche due che si corrono in Italia.

La classe 2T Italian GP, introdotta nei Meeting in Pista FMI a inizio 2019, al di là della classifica ancora aperta, schiera tutte moto 2 tempi sia nella 125 che nella 250, come nelle gare di una volta, con l’aggiunta questa volta di alcuni piloti stranieri (giapponesi compresi) che hanno portato una forte ventata di internazionalità. La partenza era
prevista per le ore 12:00 di domenica 13 ottobre.

Record di partecipazione anche nella gara del Trofeo Moto Guzzi

Fast Endurance, gara di un’ora continuata (con partenza domenica 13 alle 15:30) dove i due piloti di ogni Team si alternano alla guida ogni 15 minuti, come stabilito dal Regolamento, offrendo una grande spettacolo sia in pista sia in pit-lane. Qui sono stati ventiquattro gli equipaggi al via, con quarantotto piloti che si sono alternati sul circuito, a segnare il maggior numero di presenze registrato in tutta la stagione.

Per saperne di più,  visitate la pagina Facebook Vintage FMI. Mentre tutte le classifiche aggiornate si trovano nel sito internet federale, con link diretto alla pagina 3 del documento “Classifiche”.

Redazione Fuel

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Queen Trophy 22-23-24 maggio: itinerario e sorprese

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Queen Trophy. Circa 470 km soft\hard per l’Appennino Umbro-Marchigiano. Prima tappa Bevagna – Frontone. Seconda tappa: notturna verso Gubbio per la Festa dei Ceri e arrivo a sorpresa. Il percorso sarà tracciato con GPS Garmin. Rimangono 20 posti. Percorso adatto alle moto “dual sport” e bicilindriche.

Queen Trophy . Sabato 23 appuntamento alle 7:30; alle 8:00 spostamento dal village (Bevagna) a Rasiglia (paese d’arrivo nel 2019) per il kick-off. Lo sterro inizia subito dopo Foligno: snodo per itinerario soft\hard. Tratta da smanettoni verso Cancelli. Dopo 170 km pranzo fronte lago; la sera arrivo a Frontone attraverso Montaiate e Serra San Abbondio.

Domenica 24 ritrovo alle 4:00, partenza alle 4:30 per una (semi) notturna sui monti al chiaro di luna e colazione all’alba. Pranzo a Gubbio dopo l’immersione ne “La festa dei Ceri”. Termine con tappa a sorpresa; si ricorda che fine Q.T: 2020 e inizio Q.T. 2021 coincideranno, come da tradizione.

Il percorso del Queen Trophy nel dettaglio

Sabato 23 durante il trasferimento Bevagna – Rasiglia si attraversa Foligno, inizialmente su asfalto. Lasciando la pianura Spoletina ci si imbatte negli sterrati che presto si biforcano. Un percorso standard e uno hard.

“Un tour libidinoso già dal principio”  dice Pompei, l’organizzatore.

Partiti da Rasiglia ci si imbatte in un borgo quasi inanimato, fra una scenografica corona di monti. Il panorama mostra rigogliosi boschi di lecci, querce e faggi; promontori che aprono la visuale sugli Appennini centrali.

Sulla tratta verso Cancelli un tratto da smanettoni, pensato proprio per gli amanti dello sterro “duro” che prediligono la versione hard.

Tutte le strade, tuttavia, portano al ristoro “Le fonti del Giano”, per un bivacco fronte lago dopo quasi 170 km già percorsi.

Il pomeriggio si attraversa Montaiate verso Serra San Abbondioper giungere infine a Frontone. La cena si terrà nella locanda dell’omonimo castello.

Domenica 24 adunata e partenza in notturna. La colazione all’alba immersi nella natura precede un’intera giornata di montagne russe: saliscendi tra colli e valli, con uno scorcio sulle Gole del Furlo e sull’Adriatico.

Rientro in Umbria su tratti dal fondo viscido che richiederanno tecnica e attenzione. Poi, sbucando su “La Contessa” (dalla provincia di PU) si punta Gubbio per pranzo.

Pompei ha voluto dare un quid culturale all’evento, portando i suoi partecipanti a scoprire la Festa dei Ceri, prima di banchettare alla “eugubina”.

Dopo le libagioni si prosegue fino all’ultima pietra miliare: località a sorpresa che, come da tradizione del Q.T., segnerà la fine di questa edizione e l’inizio della prossima.

Iscrizioni in chiusura: posti disponibili circa una ventina – su 130 disponibili.

Con il patrocinio di Comune di Gubbio, Comune di Bevagna, FMI, Comune di Serra S.Abbondio, Comune di Frontone.

Il Queen Trophy è dedicato alla memoria di Francesco Colombo: cittadino di Bevagna, motociclista, fondatore della Tucano Urbano.

Info: https://motoclubpepebevagna.it/

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Abbigliamento da moto “certificato” come funziona

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In passato ci si fidava del marchio, oggi sono invece le norme europee di certificazione a stabilire le reali capacità protettive di un capo di abbigliamento da moto.

Grazie al lavoro di designer, tecnici e progettisti, WHEELUP, durante l’ultimo anno, ha adeguato i capi d’abbigliamento da moto dei propri marchi ai requisiti imposti dagli Enti Certificatori.

Tutti i capi di abbigliamento tecnico da moto sono considerati come Dispositivi di Protezione Individuale. E, come tali, devono essere testati e certificati secondo la norma prEN 17092.

Questa certificazione prevede cinque differenti classi a seconda dell’utilizzo del capo. Queste classi permettono di identificare le diverse tipologie di prodotti e aiutano il cliente finale a scegliere quello più adeguato alle sue esigenze.

Come funziona la certificazione per l’abbigliamento da moto, le cinque classi.

AAA: capi idonei anche all’uso professionale, sia per impatto sia per abrasione con protezioni certificate inserite obbligatoriamente. AA: capi di eccellente protezione, sia per impatto sia per abrasione con protezioni certificate inserite obbligatoriamente. A: capi di alta protezione, sia per impatto sia per abrasione con protezioni certificate inserite obbligatoriamente. B: capi protettivi solo da abrasione, senza protezioni certificate. C: capi protettivi solo da impatto (ovvero solo “contenitore” di protezioni certificate)

I test effettuati dall’Ente Certificatore, devono essere superati sotto tutti gli aspetti. Questi sottopongono il capo a diverse prove, tra cui abrasione, strappo, test chimico, resistenza delle cuciture, della zip, check-up, vestibilità. 

Quando tutti i precedenti test risultano completati con esito positivo, l’Ente Certificatore con l’emissione del Certificato dichiara che il capo è conforme alla normativa, diventando quindi un DPI ovvero Dispositivo di Protezione Individuale.

Sotto questo importante aspetto, per Wheelup e i suoi brand Mtech, Alike, Zonzo e Stud75, l’ultimo anno ha rappresentato un punto di svolta.

Designer, tecnici e progettisti hanno lavorato costantemente per adeguare materiali e requisiti al livello imposto dagli Enti preposti alla certificazione. Un percorso tortuoso e difficile, che ha permesso di acquisire nozioni tecniche e competenze che confermano la qualità e sicurezza dei propri prodotti.

In passato il motociclista era costretto a “fidarsi della marca”, senza avere garanzie specifiche sul prodotto. Oggi può invece affidarsi con totale sicurezza a questa certificazione.

Certificazione garantita dall’etichetta di cui ogni capo deve essere provvisto. E che dichiara che un Ente preposto alla certificazione, riconosciuto a livello Europeo, ha effettuato tutti test necessari per valutarne le caratteristiche chimico/meccaniche e di vestibilità. Viene inoltre testata la capacità di resistenza a impatto e abrasione, determinando il grado di protezione.

A questo proposito, tutti i capi certificati presenti nei punti vendita Wheelup sono dotati di specifiche etichette e manuali di chiara comprensione.

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Harley-Davidson Softail standard: sempre al meglio

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Harley Davidson Softail. Le performance del propulsore Milwaukee-Eight V-Twin e il “Bobber Style” pronti per essere customizzati

La inedita Harley-Davidson Softail Standard offre un’esperienza di guida in puro stile Harley-Davidson. Fanno colpo il sinuoso profilo Bobber, le prestazioni dinamiche del telaio Harley-Davidson Softail a cui si aggiunge la potenza inarrestabile del propulsore Milwaukee-Eight V-Twin.

Il classico Vivid Black è illuminato da brillanti cromature e da finiture lucide.

Il modello Softail Standard è una moto Harley-Davidson presentata nella sua essenza più pura.

Il contrasto tra componenti neri e lucidi dona alla Softail Standard un look al contempo classico ed essenziale. Disponibile esclusivamente in Vivid Black, il modello Softail Standard è dotato di sella monoposto con parafango posteriore corto e serbatoio da 13 litri che lascia risaltare telaio e  motore.

Harley Davidson  and couple
MY20.5 Location Photogaphy Capture

Harley Davidson Softail nei dettagli

Il gruppo propulsore catalizza l’attenzione con il motore Milwaukee-Eight 107 completamente nero, esaltato da elementi lucidati. Un coperchio filtro dell’aria tondo catalizza ancor di più l’attenzione sul gruppo propulsore. Lo scarico 2 in 2 cromato enfatizza il profilo lungo e basso che connota la gamma Softail. I cerchi cromati a raggi (anteriore da 19 pollici e posteriore da 16 pollici) offrono uno stile aggressivo e abbagliante. L’avantreno completamente lucidato fa risaltare il nero della moto e di dettagli quali il faro e il parafango. Il manubrio mini-ape permette al rider di stare in posizione “pugni al vento”. La strumentazione elettronica compatta con display digitale è posizionata nel riser manubrio e rende il design frontale della moto ancora più pulito e ordinato.

Harley Davidson  on the street
MY20.5 Location Photogaphy Capture

La solida base Softail

Il telaio Softail Harley-Davidson conferisce al modello Softail Standard una solidità incomparabile. La struttura in acciaio è ottimizzata per conferirle rigidità e leggerezza.

Il gruppo propulsore saldamente ancorato migliora ulteriormente la rigidità del telaio.

Il forcellone Softail è progettato per essere rigido, permettere una guida dinamica e contribuisce a donare l’aspetto di un classico telaio hardtail.

La sospensione posteriore prevede un monoammortizzatore a spirale con tecnologia a emulsione, occultato sotto la sella. La regolazione del precarico delle sospensioni viene effettuata semplicemente rimuovendo la sella per accedere al corpo dell’ammortizzatore.

La sospensione anteriore a tecnologia “dual bending valve” risponde rapidamente agli input per migliorare le prestazioni di frenata e maneggevolezza. I freni a disco anteriori e posteriori offrono una potenza frenante sicura.

black helmet with Harley Davidson

La potenza Milwaukee-Eight

Il motore Milwaukee-Eight 107 V-Twin offre prestazioni stimolanti e il look, il sound e le emozioni tipici della classica Harley-Davidson.

I contralberi di bilanciamento riducono le vibrazioni primarie al minimo per migliorare il comfort del motociclista.

Le teste cilindro a quattro valvole forniscono un ampio flusso d’aria consentono un rapporto di compressione di 10,0:1 per una sempre intensa ed appagante coppia e accelerazione.

Come una tela bianca, da personalizzare come vuoi

Un’aggiunta di metà anno alla gamma Harley-Davidson 2020 al prezzo di €13.900, il modello Softail Standard è un entry level interessante per avvicinarsi ai Big Twin Harley-Davidson ed è come una tela bianca che si presta alla personalizzazione.

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